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Il 730 precompilato per il 2019 deve essere inviato entro il 23 luglio e per chi possiede un fondo pensione sarà possibile dedurre quanto versato nel corso del 2018. I contributi deducibili, che faranno risparmiare sulle imposte IRPEF, sono da riportare nel Quadro E – sezione II della dichiarazione.

Oltre ai casi più frequenti di aderenti ad un fondo pensione, come chi ha versato contributi entro il limite di deducibilità o per un figlio a carico, vediamo qualche esempio ulteriore un pò più specifico:

  1. Emilio, pensionato di 66 anni che ha versato contributi in favore di sua moglie fiscalmente a carico
  2. Giacomo, 31enne e lavoratore dipendente di prima occupazione
  3. Cristina, infermiera di 47 anni che nel 2010 aveva richiesto un’anticipazione del 30% di quanto accumulato e ha iniziato a reintegrarlo nel corso del 2018
  4. Renato, dipendente pubblico di 50 anni iscritto a due fondi pensione
  5. Noemi, impiegata di 27 anni che grazie ai versamenti nel fondo pensione di categoria rientra nel bonus Renzi.

Qual è il tuo caso?

1. Emilio in pensione e i contributi versati nel fondo pensione di sua moglie

Nel corso del 2018 ha versato per Anita 1.200 euro annui che gli fanno risparmiare 456 euro.

Nella busta paga di luglio 2019 riceverà 1.900 euro di risparmio fiscale IRPEF.

2. Giacomo lavoratore di prima occupazione

 

Giacomo è un trentunenne impiegato in una grande azienda da sei anni. E’ considerato “lavoratore di prima occupazione” perché all’età di 25 anni è stato assunto per la prima volta e di conseguenza solo da quella data ha una posizione contributiva obbligatoria presso l’INPS. Questa categorizzazione è molto utile per lui che in quell’occasione si è iscritto ad un fondo pensione. Giacomo, infatti, come tutti i lavoratori alla loro prima occupazione, può godere di un vantaggio fiscale maggiore.

Fermo il limite di deducibilità ordinario di 5.164,57 euro , a partire dal sesto anno e per i vent’anni successivi aumenta e può essere superato di 2.582,29 euro annui. La deducibilità totale ammonta, quindi, a 7.746,86 euro.

Giacomo, quindi, può iniziare da quest’anno ad avvalersi di questo vantaggio fiscale:

  • nei primi 5 anni di iscrizione Giacomo non ha sfruttato l’intero tetto di deducibilità ordinario a disposizione, perché nei primi tre anni è riuscito a versare 3.000 euro all’anno e negli ultimi due anni ne ha versati 4.000 all’anno. La parte di deducibilità non sfruttata, quindi, costituisce il suo bonus che può dedurre a partire da quest’anno e negli anni successivi, fino a 2.582,25 euro per ciascun anno.
  • ha quindi accumulato come bonus da diluire per i vent’anni successivi  8.822,85€ (2.164,57€ x 3 + 1.164,57 x 2)
  • a partire da quest’anno Giacomo utilizza 1.000 euro tra quelli a disposizione di bonus, perché nel 2018 ha superato il limite di deducibilità ordinario versando 6.164,57 euro.

Ogni anno Giacomo potrà sfruttare il bonus di  2.582,29€, fino a esaurimento, per la parte versata eccedente il tetto ordinario. Il prossimo anno avrà ancora un bonus di 7.882,85 euro. Se per un anno non dovesse riuscire a versare più di 5.164,57€, ha ben 20 anni a disposizione per usare tutto il bonus addizionale.

3. Cristina e la sua richiesta di anticipazioni del 30%

Cristina è un’infermiera di 47 anni che nel 2010 aveva richiesto il 30% di quanto accumulato nel fondo pensione per fare il viaggio da sempre sognato con il suo compagno Claudio. A partire dal 2018, con l’aiuto di Claudio, ha deciso di cominciare a reintegrare quelle somme, cominciando con i primi 6.000 euro. Inoltre, ha contribuito durante l’anno con 100 euro mensili.

In questo caso anche i versamenti effettuati per reintegrare le somme anticipate sono deducibili e concorrono a determinare il limite di 5.164,57 euro. Inoltre, su quanto versato oltre questo tetto (pari a 2.035,43 euro nel caso di Cristina) e dichiarato espressamente al gestore come reintegro delle anticipazioni, è riconosciuto un credito d’imposta pari all’imposta pagata (aliquota del 23%) al momento della fruizione dell’anticipazione, proporzionalmente riferibile all’importo reintegrato.

4. Renato ha due fondi pensione

Renato è un dipendente pubblico di 50 anni iscritto a due fondi pensione differenti per diversificare al meglio il proprio piano di investimento previdenziale. La deducibilità fiscale dei contributi versati annualmente alla previdenza complementare è riferita alla persona e al suo reddito IRPEF, no al fondo pensione sottoscritto, di conseguenza il limite resta quello ordinario di 5.164,57 euro annui.

5. Noemi e il bonus Renzi grazie alla deducibilità

Noemi ha 27 anni e lavora come impiegata in una grande azienda di telecomunicazioni. Nel corso del 2018 ha svolto molte ore di lavoro straordinario che quindi la farebbero rientrare nella fascia di reddito superiore ai 24.600 euro, perdendo così parte del beneficio bonus Renzi. Quanto ricevuto in eccesso lo dovrebbe restituire a dicembre 2019 (conguaglio).

Noemi, però, è iscritta al fondo pensione chiuso di categoria, dove versa i contributi anche il suo datore di lavoro, per un totale di 2.550 euro annui per il 2018 da portare in deduzione. Questo consente di abbattere il reddito IRPEF, calcolato automaticamente dal suo datore di lavoro, e di rientrare nella fascia che le da diritto nuovamente al bonus 80 euro integrale.

Questo meccanismo vale nei fondi pensione chiusi o aperti ad adesione collettiva perché a gestire la contribuzione, anche ai fini fiscali, è direttamente il datore di lavoro.

Chi ha scelto quest’anno il suo fondo pensione potrà dedurre quanto versato dal reddito IRPEF nella dichiarazione del 2020.

Per chi non lo avesse ancora fatto, c’è tempo fino a dicembre 2019 per aderire ad un fondo pensione e risparmiare sulle tasse del prossimo anno.

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