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Gestione
Gestione dei fondi aperti
Trattandosi di patrimonio interno alla società o ente promotore, la gestione del fondo è affidata allo stesso soggetto che lo ha istituito (fermo il fatto di costituire un “patrimonio di destinazione/autonomo/separato”).
Trova le risposte
Il mondo della previdenza integrativa è un mondo complesso, ti aiutiamo ad avere le idee più chiare.
Quali sono i soggetti autorizzati alla gestione del Fondo aperto?
I soggetti autorizzati sono:
  • Banche autorizzate a svolgere l’attività di gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto di terzi, ovvero soggetti che svolgono la medesima attività, con sede in uno dei Paesi aderenti all’Unione Europea, che abbiano ottenuto il mutuo riconoscimento;
  • SIM (Società di intermediazione mobiliare) o i soggetti medesimi con sedeinunPaesedell’UEe che abbiano ottenuto il mutuo riconoscimento;
  • SGR (Società di gestione del risparmio)
    o gli stessi soggetti con sede in un Paese dell’UE e che abbiano ottenuto il mutuo riconoscimento;
  • Imprese assicuratrici, che abbiano ottenuto l’autorizzazione all’esercizio delle operazioni di cui al ramo vita VI (ossia operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l’erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell’attività lavorativa). Queste imprese assicuratrici sono le stesse autorizzate ad erogare le garanzie accessorie di invalidità e morte, sulla base di apposite convenzioni di gestione con i gestori dei Fondi.
Cosa sono i comparti di gestione?
Il fondo pensione è suddiviso in diversi comparti di gestione, ossia Fondi interni/OICR/ Gestioni interne separate in cui possono essere investiti i flussi dei contributi versati dall’aderente.

A seconda degli strumenti finanziari utilizzati si distinguono in:

  • obbligazionari puri: prevedono l’ investimento esclusivamente in titoli di debito (obbligazioni);
  • obbligazionari misti: prevedono l’ investimento in titoli di capitale (azioni) nel limite massimo del 30% del patrimonio del comparto;
  • azionari: investono per almeno il 50 % in azioni;
  • bilanciati: sono detti anche flessibili perché vi rientrano tutte le ipotesi in cui le percentuali tra azioni e obbligazioni non sono prefissati (dal 31% al 49% in azioni).
  • garantiti: offrono una garanzia di rendimento minimo o la restituzione del capitale versato al verificarsi di determinati eventi, ad esempio, al momento del pensionamento.
C'è una relazione tra il comparto di gestione e la propensione al rischio?
Sì, infatti i comparti di gestione si distinguono anche per il diverso profilo di rischio-rendimento:
  • Comparto obbligazionario o garantito: meno rischioso, offre generalmente rendimenti inferiori
  • Comparto azionario: più rischioso, offre generalmente rendimenti maggiori
Come si sceglie la tipologia di gestione?

L’iscritto,al momento dell’adesione, sceglie il comparto di gestione o la combinazione degli stessi in cui far confluire i versamenti contributivi.

Questa scelta deve tener conto:

  • dell’ orizzonte temporale di partecipazione al fondo (tenendo conto del momento di pensionamento)
  • della personale propensione al rischio
  • della propria situazione lavorativa
  • del patrimonio personale
  • delle esigenze ed aspettative pensionistiche.
La scelta della tipologia di gestione è definitiva?
No, l’aderente successivamente può modificare la destinazione degli investimenti e riallocare i flussi contributivi e la propria posizione individuale rispettando il termine minimo di permanenza di almeno 1 anno nella linea di gestione originaria.
Per chi è adatto un comparto azionario?
La gestione prevalentemente orientata verso titoli azionari (per almeno il 50%) risponde alle esigenze di un soggetto che ricerca rendimenti più elevati nel lungo periodo ed è disposto ad accettare un’esposizione al rischio più elevata con una certa discontinuità dei risultati nei singoli esercizi.

Per questo motivo è adatto ad un partecipazione al fondo di lungo periodo (indicativamente oltre 15 anni), dal momento che la tipica volatilità dei rendimenti azionari scende al crescere dell’orizzonte temporale dell’investimento. Rappresenta, quindi, un’opportunità interessante per i più giovani.

Per chi è adatto un comparto obbligazionario?
La gestione, orientata totalmente o in via prevalente verso titoli obbligazionari (dal minimo del 70% al 100%), risponde alle esigenze di un soggetto che preferisce investimenti che favoriscono la stabilità dei rendimenti e del capitale.

Per questo motivo è adatto ad un orizzonte temporale più breve rispetto a quello di un comparto azionario (indicativamente tra 5 – 10 anni), e, conseguementemente, a chi è prossimo al pensionamento.

Per chi è adatto un comparto bilanciato?
La gestione, bilanciata appunto tra titoli obbligazionari e azionari (quest’ultimi dal 31% al 49%), risponde alle esigenze di un soggetto che preferisce la continuità dei risultati nei singoli esercizi e accetta mediamente il rischio.

Risulta adatto ad un orizzonte, a seconda della componente azionaria, dal medio al lungo periodo (indicativamente tra 10 e 15 anni).

Per chi è adatto un comparto garantito?
La garanzia di risultato prevede che al momento del pensionamento (o altri singoli eventi, come il riscatto per morte), vi sia sempre la restituzione del capitale versato o, anche, il riconoscimento di un rendimento minimo su quanto versato, al di là di eventuali risultati inferiori al termine. (Vedi la sezione relativa al “comparto garantito“)

La gestione, quindi, è orientata verso titoli obbligazionari di breve durata, e di conseguenza, è più adatta ad orizzonti temporali altrettanto brevi (indicativamente 5 anni).

Da un punto di vista soggettivo, risponde alle esigenze di un soggetto con una propensione al rischio bassa o ormai prossimo alla pensione.

 

 

Come funziona un piano "life-cycle"?
Il piano life-cycle consiste in un piano di investimento che prevede meccanismi che consentono la graduale riduzione dell’esposizione al rischio finanziario all’aumentare dell’età dell’aderente e dell’avvicinarsi al suo pensionamento.

Se l’orizzonte temporale a disposizione è di medio-lunga durata il percorso ha inizio con l’adesione ad un comparto azionario o bilanciato e all’aumentare dell’età dell’iscritto viene gradualmente incrementata la componente obbligazionaria dell’investimento, sino a giungere ad un comparto garantito (indicativamente a 5 anni dal pensionamento).

Quali criteri e tutele prevede la legge a favore dell' aderente?
Data la rilevanza sociale del risparmio effettuato attraverso i Fondi pensione, la legge detta dei criteri e dei limiti a cui gli operatori devono attenersi negli investimenti delle risorse degli aderenti.

In via generale il D.M. 166/2014 (convenzione di gestione) individua:

  • le attività nelle quali i fondi pensione possono investire le proprie disponibilità,tenendo sempre presente gli interessi degli iscritti;
  • i limiti massimi di investimento giustificati da un punto di vista prudenziale.
Quali sono i limiti agli investimenti?
Gli investimenti sono sottoposti a quattro vincoli generali:
  1. vincoli di asset allocation: impongono quote massime di investimento in determinate classi di attività;
  2. vincoli nella security selection: impongono livelli massimi di investimento in titoli appartenenti ad uno stesso emittente;
  3. vincoli nell’acquisizione di partecipazioni;
  4. vincoli nell’impiego di strumenti derivati.
Quali sono le operazioni vietate?
Sono vietate dalla legge:
  • le vendite allo scoperto o le operazioni in derivati equivalenti a queste ultime;
  • l’assunzione o la concessione di prestiti e la prestazione di garanzie a favore di terzi

Tra le operazioni finanziarie ammissibili, invece, la legge prevede che si possa:

  • effettuare operazioni di “pronti contro termine” e di “prestito titoli”, ai fini di una gestione efficiente del portafoglio, ma debbono essere realizzate all’interno di un sistema standardizzato, organizzato da un organismo riconosciuto di compensazione e garanzia ovvero concluse con controparti di primaria affidabilità, solidità e reputazione e sottoposte alla vigilanza di un’autorità pubblica;
  • detenere liquidità, in coerenza con quanto previsto dalla politica di investimento adottata;
  • utilizzare derivati, stipulati esclusivamente per finalità di riduzione del rischio di investimento o di efficiente gestione.
Quali sono i limiti quantitativi, qualitativi e di concentrazione agli investimenti?
Rispetto al portafoglio complessivo del Fondo, non si possono fare investimenti:
  • in azioni o quote con diritto di voto, emesse da una stessa società, per un valore nominale superiore al 5% del valore nominale complessivo di tutte le azioni o quote con diritto di voto emesse dalla società medesima se quotata, ovvero al 10% se non quotata, né comunque, azioni o quote con diritto di voto per un ammontare tale da determinare in via diretta un’influenza dominante sulla società emittente;
  • in azioni o quote emesse da soggetti tenuti alla contribuzione o da questi controllati direttamente o indirettamente, per interposta persona o tramite società fiduciaria, o agli stessi legati da rapporti di controllo, in misura complessiva superiore al 20% delle risorse del fondo e, se trattasi di fondo pensione di categoria, in misura complessiva superiore al 30%.
Ci sono dei limiti di investimento anche rispetto a ciascun comparto di gestione?
I limiti sono:
  • non più del 5% delle disponibilità complessive del Fondo in strumenti finanziari emessi da uno stesso soggetto;
  • non più del 10% in strumenti finanziari emessi da soggetti appartenenti a un unico gruppo;
  • non più del 30 % delle disponibilità complessive del fondo pensione in strumenti finanziari non negoziati nei mercati regolamentati e in OICR Alternativi – Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (detti FIA). In questo caso la scelta deve essere adeguatamente motivata dal Fondo pensione in relazione alle proprie caratteristiche e a quelle della politica di investimento che intende adottare.
Sono consentiti investimenti in OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio)?
L’investimento in OICR è consentito a condizione che:
  • la politica di investimento degli OICR sia compatibile con quella del Fondo pensione;
  • l’investimento in OICR non generi una concentrazione del rischio incompatibile con i parametri definiti dal Fondo pensione e dalla normativa vigente;
  • il Fondo pensione sia in grado di monitorare il rischio relativo a ciascun OICR al fine di garantire il rispetto dei principi e criteri stabiliti dalla normativa;
  • non comporti oneri aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal Fondo pensione e comunicati agli aderenti;
  • l’investimento in OICR Alternativi (detti FIA) sia contenuto entro il limite del 20% delle disponibilità complessive del fondo pensione e del 25% del valore del FIA;
  • l’investimento in FIA non appartenenti all’Unione europea e non commercializzati in Italia è consentito in presenza di accordi di cooperazione tra l’Autorità competente del Paese d’origine del FIA e le Autorità italiane.
Dove si possono verificare i rendimenti del Fondo?
La COVIP richiede di riportare i rendimenti nella nota informativa del fondo.

In particolare:

  • illustrando con un grafico a barre il rendimento annuo del comparto gestionale degli ultimi dieci anni solari;
  • riportando il rendimento medio annuo composto del comparto, su base annua, nel corso degli ultimi 3, 5 e 10 anni solari;
  • al netto dei costi della gestione finanziaria e della fiscalità sugli investimenti.
Come si valuta la posizione individuale dell'aderente presso il Fondo?
La posizione individuale consiste nel capitale accumulato di pertinenza di ciascun aderente.

Viene rivalutata in base al rendimento dei comparti, calcolato a sua volta, come variazione del valore della quota dello stesso nel periodo di tempo considerato. Ai fini del calcolo di questa quota, le attività che compongono il patrimonio del comparto sono valutate al valore di mercato e, di conseguenza, le plusvalenze e le minusvalenze concorrono alla determinazione della posizione individuale a prescindere dal momento di effettivo realizzo.

Il gestore determina il valore della quota della posizione individuale di ciascun aderente con cadenza almeno mensile, alla fine di ogni mese.

Quale metodologia di calcolo viene utilizzata nella misurazione dei rendimenti?
La metodologia di calcolo considerata dalla COVIP è quella del “rendimento annuo composto”.
Cos'è l' interesse composto?
Nel regime di capitalizzazione il capitale iniziale aumenta per il maturare, nell’ intervallo temporale definito, degli interessi.

Nel regime finanziario dell’ interesse semplice, l’interesse prodotto nel periodo di riferimento non produce interessi nei periodi successivi.

Nel regime finanziario dell’ interesse composto, l’interesse maturato alla fine del periodo considerato si aggiunge al capitale iniziale e produce anch’esso interessi nei periodi successivi.

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