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Riscatti

Riscatto parziale

Il riscatto è la fuoriuscita dal Fondo prima che siano maturati i requisiti prescritti per il pensionamento e consiste nella richiesta di restituzione, parziale o totale, del montante accumulato, al verificarsi di particolari condizioni legate soprattutto alla situazione lavorativa dell’aderente.  

Il riscatto parziale, nella misura del 50% della posizione individuale maturata, è ammesso anche prima che siano trascorsi i 2 anni di permanenza minima al Fondo previsti dalla normativa per i trasferimenti.

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In quali casi è ammesso il riscatto parziale?

Il riscatto parziale della posizione individuale è ammesso:

  •  in caso di cessazione dell’ attività lavorativa per un periodo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi;
  •  in caso di ricorso del datore di lavoro a procedure di mobilità;
  •  in caso di ricorso da parte del datore di lavoro alla cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria;
  •  in altri casi simili alla mobilità (esodo incentivato, fondo esuberi, …).
Quali sono i casi di mobilità ammessi per richiedere il riscatto parziale?

In questo caso il riscatto parziale si può chiedere quando il datore di lavoro ricorre a procedure di mobilità, previste in caso di cessazione dell’attività lavorativa.

Sono procedure di licenziamento, a carattere collettivo, a favore di particolari categorie di lavoratori licenziati da aziende in difficoltà, che garantiscono un sostegno al reddito al posto della retribuzione e contemporaneamente cercano di favorire il reinserimento nel mondo del lavoro.

La legge 28 giugno 2012 n. 92, e successive modificazioni, ha abrogato la “mobilità ordinaria” dal 1 gennaio 2017. Pertanto, i lavoratori licenziati a partire dal 31 dicembre 2016 non potranno più essere collocati in mobilità ordinaria e godere dell’indennità di mobilità, che è sostituita dalla NASPI (Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego). Le novità introdotte dalla normativa sugli ammortizzatori sociali, però, riguardano solamente la prestazione assistenziale collegata alla procedura di mobilità e non già la procedura stessa. La nuova indennità mensile di disoccupazione, in particolare, spetta in presenza di ulteriori e specifici requisiti.

Queste novità non hanno effertto rispetto alla possibilità di richiedere il riscatto parziale perchè  è sufficiente il ricorso da parte del datore di lavoro alla procedura di mobilità e non anche l’effettiva percezione della nuova prestazione NASPI.

Cosa succede in caso di cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria?

Se il datore di lavoro attiva la Cassa integrazione (ordinaria o straordinaria), prevista in caso di sospensione del’ attività lavorativa, si può chiedere il riscatto parziale della posizione.

La sospensione dal lavoro deve perdurare per un periodo non inferiore a 12 mesi. In questo caso, la posizione parziale può essere liquidata dal Fondo anche prima della maturazione dei 12 mesi di cassa integrazione, se la cassa integrazione guadagni è a zero ore per una durata prefissata di almeno 12 mesi; in questi casi, inoltre, la legge prevede l’attivazione di Fondi di solidarietà di matrice contrattuale collettiva.

Cosa s'intende per “Esodo incentivato”?

L’esodo incentivato prevede la possibilità, nei casi di eccesso di personale, di stipulare accordi tra aziende con più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivare l’uscita dal lavoro dei lavoratori più vicini al pensionamento.

A tutela del lavoratore anche gli iscritti ai fondi pensione interessati da accordi di “esodo incentivato” possono richiedere il riscatto parziale della posizione.

Cosa s'intende per“Fondo esuberi”?

E’ il Fondo di solidarietà per il sostegno al reddito, istituito per i dipendenti del settore del credito.

Alla cessazione del rapporto di lavoro, il Fondo eroga ai lavoratori un assegno per un determinato periodo di tempo allo scopo di sostenere il reddito del lavoratore prima del suo pensionamento.

Anche in questo caso è possibile richiedere il riscatto parziale della posizione maturata.

In quali casi è ammesso il riscatto parziale?

Il riscatto parziale della posizione individuale è ammesso:

  •  in caso di cessazione dell’ attività lavorativa per un periodo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi;
  •  in caso di ricorso del datore di lavoro a procedure di mobilità;
  •  in caso di ricorso da parte del datore di lavoro alla cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria;
  •  in altri casi simili alla mobilità (esodo incentivato, fondo esuberi, …).
Quali sono i casi di mobilità ammessi per richiedere il riscatto parziale?

In questo caso il riscatto parziale si può chiedere quando il datore di lavoro ricorre a procedure di mobilità, previste in caso di cessazione dell’attività lavorativa.

Sono procedure a favore di particolari categorie di lavoratori, licenziati da aziende in difficoltà, che garantiscono un sostegno al reddito al posto della retribuzione e contemporaneamente cercano di favorire il reinserimento nel mondo del lavoro.

La legge 28 giugno 2012 n. 92, e successive modificazioni, ha abrogato la “mobilità ordinaria” dal 1 gennaio 2017. Pertanto, i lavoratori licenziati a partire dal 31 dicembre 2016 non potranno più essere collocati in mobilità ordinaria e godere dell’indennità di mobilità, che è sostituita dalla NASPI (“nuova ASPI” – “Assicurazione sociale”).

 

Cosa succede in caso di cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria?

Se il datore di lavoro attiva la Cassa integrazione (ordinaria o straordinaria), prevista in caso di sospensione del’ attività lavorativa, si può chiedere il riscatto parziale della posizione.

La sospensione dal lavoro deve perdurare per un periodo non inferiore a 12 mesi. In questo caso, la posizione parziale può essere liquidata dal Fondo anche prima della maturazione dei 12 mesi di cassa integrazione, se la cassa integrazione guadagni è a zero ore per una durata prefissata di almeno 12 mesi; in questi casi, inoltre, la legge prevede l’attivazione di Fondi di solidarietà di matrice contrattuale collettiva.

Cosa s'intende per “Esodo incentivato”?

L’esodo incentivato prevede la possibilità, nei casi di eccesso di personale, di stipulare accordi tra aziende con più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivare l’uscita dal lavoro dei lavoratori più vicini al pensionamento.

A tutela del lavoratore anche gli iscritti ai fondi pensione interessati da accordi di “esodo incentivato” possono richiedere il riscatto parziale della posizione.

Cosa s'intende per“Fondo esuberi”?

E’ il Fondo di solidarietà per il sostegno al reddito, istituito per i dipendenti del settore del credito.

Alla cessazione del rapporto di lavoro, il Fondo eroga ai lavoratori un assegno per un determinato periodo di tempo allo scopo di sostenere il reddito del lavoratore prima del suo pensionamento.

Anche in questo caso è possibile richiedere il riscatto parziale della posizione maturata.

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