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Assicurazione long term care: come funziona e perché sceglierla

Cos’è l’assicurazione long term care (LTC)? In molti forse ne avranno sentito parlare, pur non conoscendo con precisione il termine con cui viene denominata dalle Compagnie Assicurative o comunque sono più o meno consapevoli della sua utilità, ma non hanno mai “osato” avvicinarsi perché considerata un prodotto lontano dalle proprie esigenze, o troppo complesso (con nascoste chissà quali fregature), o ancora, troppo costoso. Proviamo a capire innanzitutto cosa sono le assicurazioni long term care.

Come in tutti i contratti di assicurazione sulla vita, essendo polizze long term care ltc ramo vita, a fronte del pagamento del premio viene assicurata una prestazione all’assicurato per il verificarsi di un evento attinente alla vita umana.

In questo caso, la prestazione è una rendita vitalizia, quindi erogata finché l’assicurato è in vita e l’evento consiste nella perdita della autosufficienza nel compimento degli atti elementari della vita umana.

Long term care significato 

Traducendo il termine long term care il significato è “assistenza a lungo termine”, è questo perché è un’assicurazione per la non autosufficienza dell’assicurato. Cosa si intende, quindi, per non autosufficienza?

Come detto, l’assicurato non è in grado di compiere delle azioni quotidiane elementari, tali da renderlo non più autosufficiente. Più precisamente, non deve essere più capace di compiere quattro su sei delle seguenti “attività elementari della vita umana” (ADL), come definite dalla sanità, per la cura personale: lavarsi, vestirsi, nutrirsi, mobilità, continenza, spostarsi. Il venir meno dell’autosufficienza non necessariamente deve essere dovuta a malattia o infortunio, ma anche a senescenza.

In alcuni casi, inoltre, è previsto che la copertura operi anche quando venga diagnosticata la perdita irreversibile delle capacità mentali causata da morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile.

La polizza long term care: una rendita vitalizia per la non autosufficienza

Con la polizza LTC, quando si verificano questi eventi assicurati, la Compagnia eroga una rendita mensile, in genere definita al momento della sottoscrizione della polizza e costante per tutta la durata del contratto, che assicura le risorse economiche necessarie per affrontare la non autosufficienza. Grazie a questa integrazione al reddito, a vita intera, viene preservata anche la propria autonomia, senza gravare sui propri cari.

Proprio per disporre di somme sufficienti a coprire le spese che derivano dalla necessità di assistenza, può anche essere fissato un importo minimo della rendita vitalizia, come ad esempio 6.000 euro annuali. All’opposto, viene spesso individuato anche un limite  massimo, come di 3.000 euro mensili, per assicurare la sostenibilità del premio e della copertura stessa.

In alternativa alla rendita, può essere previsto il pagamento di un capitale, un’assistenza diretta presso istituti di cura convenzionati con la Compagnia, o il rimborso delle spese di assistenza ricevuta. Altra prestazione eventuale, l’anticipo di una certa somma, così da consentire la copertura delle prime spese.

Per ottenere la prestazione, oltre al verificarsi dell’evento nel periodo di copertura della polizza (se temporanea e salvo il periodo di carenza), come detto bisogna pagare un premio, a sua volta determinato in base alle garanzie prestate e, soprattutto, all’età dell’assicurato.

Polizze long term care costo: cosa incide sul premio?

Come per le altre assicurazioni, anche per le assicurazioni LTC il “costo” da sostenere è il pagamento del premio, che cosa incide, quindi, per determinare il suo ammontare? Innanzitutto l’età anagrafica è un fattore molto determinante in questa tipologia di polizza, perché maggiore è l’età dell’assicurato maggiore è la probabilità che si verifichi l’evento. La Compagnia, quindi, per la sostenibilità della copertura e sulla base di specifiche basi statistiche, richiede via via un premio maggiore, nonché più garanzie sul buono stato di salute prima della stipula del contratto. 

Si parte, in particolare, da un limite minimo di età, che è senz’altro individuato nella maggiore età, fino ad un limite massimo, che può essere compreso in genere tra i 65 e i 70 anni (da considerare alla data in cui dovrebbe partire la copertura, nota come data di decorrenza della polizza). 

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Assicurazione long term care: analisi e valutazione rischi

L’età, inoltre, incide sull’analisi e la valutazione rischi, quindi, sul  grado di accertamento dello stato di salute dell’assicurato, prevedendo quindi la possibilità di stipula della polizza senza o con necessità di visita medica. Per esempio, entro i 54 anni di età viene richiesta solo la compilazione di un questionario sanitario, al fine di raccogliere informazioni necessarie, anche relativamente alle attività professionali e sportive, mentre se la polizza viene stipulata a partire dai 55 anni è necessario un rapporto del medico curante.

A quel punto, poi, se l’esito del questionario o della visita medica sono positivi, una volta sottoscritta la polizza, la durata può essere temporanea, quindi stabilita in un tot di anni oppure vitalizia. In quest’ultimo caso, quindi, la durata contrattuale non è prefissata ma coincide con la vita dell’assicurato.

Il premio da corrispondere viene determinato anche in base all’importo di rendita vitalizia che ci si vuole assicurare (se definita al momento della sottoscrizione) e resta fisso e costante per tutta la durata del contratto. L’impresa assicurativa, però, può riservarsi di rivedere periodicamente l’ammontare del premio se le basi statistiche utilizzate per determinare evidenziano uno scostamento rispetto all’andamento futuro. Quanto dovuto viene fissato come premio annuale, da corrispondere subito per attivare la copertura e poi all’inizio di ciascuna annualità, ma ben può essere frazionato in rate (mensili, trimestrali, quadrimestrali o semestrale), con conseguente applicazione di interessi di frazionamento.

Nel premio totale, infine, sono incluse anche le diverse  spese a carico del contraente (spese di emissione, di incasso e i caricamenti).

Assicurazione Long term care detraibile

La tassazione delle polizze vita  che prevedono il rischio di morte, di invalidità permanente o di non autosufficienza è agevolata innanzitutto perché le spese sostenute per il pagamento del premio sono detraibili dal reddito IRPEF

Anche l’assicurazione long term care è detraibile, quindi, nel modo seguente:

  • la misura della detrazione è del 19% 
  • l’importo massimo del premio detraibile è di ben 1.291,14 euro (al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente)
  • per l’impresa di assicurazione non deve essere prevista la possibilità di recedere dal contratto.

Per quanto riguarda, invece, le altre polizze vita citate le condizioni di detraibilità sono:

  • deve trattarsi di polizze stipulate per il rischio morte o di invalidità permanente non inferiore al 5% (derivante da qualsiasi causa)
  • il premio massimo detraibile è pari a 530 euro (annui) 

Inoltre, dal 2016 il premio annuo detraibile è stato elevato da 530 a 750 euro l’importo detraibile nel caso di assicurazioni vita che coprono il rischio morte e stipulate a tutela di persone con disabilità grave, che coprono il rischio di morte. Come precisato dall’agenzia delle entrate, se nel contratto di assicurazione sono indicati più beneficiari e uno dei quali ha una grave disabilità, l’importo massimo detraibile deve essere ricondotto all’unico limite più elevato di 750 euro.

Infine, la tassazione delle polizze vita è agevolata in quanto le prestazioni erogate non sono soggette a IRPEF e nel caso di copertura per il caso morte, le somme dovute dall’impresa assicurativa ai beneficiari sono esenti da imposta di successione.

Assicurazione LTC: quando non si è coperti?

Quando si decide di proteggersi con un’assicurazione è molto importante capire non solo quali rischi sono coperti, ma anche i casi in cui la garanzia è esclusa e non spetta, quindi, alcuna prestazione da parte della Compagnia.

Nel caso della polizza LTC, appurato che viene assicurata una rendita vitalizia in caso di perdita dell’autosufficienza, quando invece non mi viene erogata?

Può essere utile distinguere le seguenti macro-categorie:

  • Rischi esclusi, quindi casi non assicurati a priori dalla garanzia:

La prestazione non è dovuta se la perdita di autosufficienza è dovuta a determinate cause, in genere come dolo del contraente o del beneficiario, tentativo di suicidio e lesioni provocate volontariamente, alcolismo ed uso di droghe, partecipazione attiva dell’Assicurato a atti dolosi, fatti di guerra, tumulti o sommosse e atti di terrorismo.

Altra ipotesi di esclusione è se la non autosufficienza sussisteva già al momento di sottoscrizione del contratto di assicurazione.

I rischi esclusi nella maggior parte dei casi si ripetono in tutte le polizze LTC, ma vanno comunque verificati nella documentazione informativa fornita da ciascuna Compagnia.

  • Limiti di copertura legati a fattori temporali 

Nelle polizze LTC è previsto innanzitutto un periodo di carenza, cioè il periodo di tempo che intercorre tra l’entrata in vigore del contratto e l’inizio della garanzia. In genere il periodo di carenza è di un anno e in alcuni casi specifici può essere superiore, come ad esempio di tre anni, quindi la garanzia copre il verificarsi della non autosufficienza decorso questo lasso di tempo dalla data di validità del contratto (come risultante dalla polizza emessa dalla Compagnia).

Inoltre, dal verificarsi dell’evento non autosufficienza, è previsto in genere un breve periodo di tempo (60 o 90 o 120 giorni) prima che venga erogata la rendita vitalizia. Si parla di Periodo di differimento della prestazione.

  • Limiti di copertura dovuti al mancato pagamento dei premi

Per essere coperti, come detto, bisogna corrispondere un premio, quindi nel caso di mancato pagamento anche di una sola rata, dopo 30 giorni dalla scadenza la garanzia è sospesa e per un periodo massimo di 12 mesi, decorsi i quali la polizza non può più essere riattivata. A quel punto, poi, la polizza può essere risolta, senza più alcuna garanzia oppure può essere prevista una riduzione, con quindi una prestazione ridotta, a seconda del numero di annualità già corrisposte. Esiste comunque in alcuni casi la possibilità di riattivare la polizza pagando le rate arretrate e salvo ulteriori accertamenti richiesti dalla Compagnia, ma, come detto, entro comunque il tempo limite di 12 mesi dalla scadenza della prima rata non pagata. 

  • Dichiarazioni inesatte o reticenti 

Se il contraente e/o l’assicurato rendono delle dichiarazioni inesatte o in caso di reticenze su circostanze che possono influire sulla valutazione del rischio la garanzia può essere esclusa del tutto e non si ha diritto ad alcuna prestazione o può essere dovuta parzialmente a seconda sussista la volontà di farlo (dolo) o comunque una colpa grave o meno. 

  • Morte dell’assicurato 

Infine, la rendita non viene più corrisposta in caso di decesso dell’assicurato e viene meno qualsiasi garanzia.

Quando viene erogata la rendita LTC?

Un ultimo punto da analizzare sul funzionamento generale della polizza LTC riguarda la liquidazione della prestazione. Sappiamo che la rendita mensile viene erogata all’assicurato per tutta la vita quando sopravviene la perdita di non autosufficienza. Quindi, da un lato bisogna portare a conoscenza la Compagnia del verificarsi dell’evento e si parla di “denuncia del sinistro”. Dall’altro, va accertato se sussiste lo stato di non autosufficienza per avere effettivamente diritto alla prestazione. 

La denuncia è presentata dal contraente e/o dall’assicurato o da altra persona designata, con un certificato della situazione da parte del medico curante, anche rispetto a quando siano iniziati i disturbi e alla causa delle condizioni di non autosufficienza, in modo tale da escludere tutti quei casi in cui non si è coperti.

La Compagnia invia un questionario apposito per accertare ulteriormente lo stato di non autosufficienza e in caso di esito positivo, la prestazione viene erogata ogni mese e per tutta la vita, senza che sia dovuto più alcun premio e fermo il periodo di differimento della prestazione citato.

 

Anche se si tratta di eventi non prevedibili, quindi incerti e che si avvertono come lontani, non bisogna dimenticare che nel caso in cui però si verifichino le spese necessarie per far fronte ad uno stato di non autosufficienza sono ingenti. 

Spesso con una piccola rinuncia economica, per esempio con molto meno di 1 euro al giorno, ci si garantisce questa sicurezza economica indispensabile a preservare la propria autonomia, senza il rischio oltretutto di gravare sulla propria famiglia.

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