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Millennials e pensioni: un binomio che lascia spazio a molte interpretazioni.

Un recente focus Confcooperative-Censis, fa un confronto tra la pensione attuale erogata ad un neo pensionato e quella di cui potrà godere suo figlio. Il primo, dopo 38 anni di contributi potrà contare a 65 anni su una rendita pari al’84,3% dell’ultima retribuzione, il secondo, leggendo le stime, non andrà al di là del 69,7%.

Ne abbiamo parlato con Riccardo Sabbatini,  giornalista che si è a lungo occupato di  temi assicurativi e previdenziali. Attualmente è direttore del mensile We Wealth.

“Lo studio elaborato dal Censis, a mio avviso, non prende in considerazione tre aspetti che invece sono attentamente valutati da altri report usciti dall’inizio dell’anno e dedicati anch’essi al tema dei millennials, gli individui nati dopo gli anni ‘80: il patrimonio delle famiglie che le giovani generazioni stanno per ereditare, i cambiamenti nel mercato del lavoro ed i nuovi stili di vita.

Iniziamo  dal passaggio  generazionale dei patrimoni
Attualmente le ricchezze del mondo sono saldamente in mano alla generazione dei baby boomers, ovvero a coloro i quali sono nati dopo la fine della seconda guerra mondiale fino alla metà degli anni sessanta come dimostra un recente report di McKinsey (marzo 2018).  
Come si vede dal grafico gli asset in mano ai millennials neppure sono compresi nelle analisi, tanto sono modesti. Tuttavia, un grande passaggio di ricchezza generazionale, il più grande della storia secondo alcuni report, è alle porte a beneficio delle generazioni più giovani. Secondo uno studio di Deloitte la ricchezza dei millennials (a oggi il 50% della popolazione mondiale secondo il World Economic Forum) raddoppierà nel 2020 arrivando a 35 billion $. Indipendentemente da quando verranno trasferiti i patrimoni, cosa che dipenderà dall’orologio biologico delle generazioni, questi certamente serviranno ad aiutare i giovani sia a costruire il proprio futuro che a sostenere il proprio stile di vita. In chiave pensionistica le conseguenze sono rilevanti. Una quota dei patrimoni ereditati potrebbero servire a finanziare appropriati piani pensionistici integrativi sopperendo al presunto gap previdenziale stimato nello studio del Censis. In ogni caso le normative in vigore in Italia ed in molti altri paesi già consentono percorsi agevolati affinché i genitori (baby boomers) possano già destinare proprie risorse per aprire piani pensionistici a favore dei figli (millennials) senza attendere che il passaggio generazionale si compia.
E I cambiamenti del mercato del lavoro?
L’era del posto fisso sta cambiando. In quella direzione convergono non solo i cambiamenti strutturali nell’economia e nella produzione ma, spesso, anche i desideri delle generazioni più giovani. Joseph Coughlin, Director of the Massachusetts Institute of Technology AgeLab, in un articolo scritto recentemente per Forbes, sottolinea l’attrazione dei millennials per la flessibilità nel mercato del lavoro che – spiega .- “include la possibilità di lavorare da casa o a un caffè, essere occupati solo pochi giorni a settimana o semplicemente a contratto”. Il 77% dei millennials – aggiunge – non soltanto considera la flessibilità più desiderabile ma anche una chiave per rendere maggiormente produttiva la propria attività. Secondo la ricerca condotta dal World Economic Forum, la possibilità di accedere ad eguali opportunità è, tra i giovani intervistati, molto più importante (51,4% delle risposte) della sicurezza sul lavoro (24,6%). Tradotti nel mondo della previdenza, che cosa indicano questi trend? Che la previdenza complementare giocherà in futuro un ruolo più importante, anche nei paesi che finora sono caratterizzati (come l’Italia) da un pilastro pubblico molto robusto. E questo perché le forme pensionistiche complementari sono maggiormente in grado di assecondare quella flessibilità che caratterizzerà sempre più il mercato del lavoro.
I millennials saranno così responsabili da avviare per tempo un piano di risparmio previdenziale o invece rinvieranno, anche per necessità, la scelta anno dopo anno fino al punto da rendere quell’ opzione non più praticamente percorribile?
Diverse ricerche hanno segnalato in questi anni un certo disinteresse dei giovani ai temi della previdenza confermato dal basso livello di penetrazione dei prodotti pensionistici in quelle classi di età. A modificare questa percezione, però, giunge una ricerca condotta congiuntamente nel 2017 da Rothschild asset management e 3rd place, società specializzata nelle analisi dei big data. Indagando nei social network, nei blog e tra i tanti documenti postati sulla rete, gli autori dello studio hanno scoperto che il tema dei fondi pensione è quello più popolare nella rete.
(Fonte: Studio Rothschild -3rd Place . Percentuale  rispetto a quanti si interessano nella rete ai fondi comuni d’investimento). Addirittura emerge come i millennials ne sono i più interessati.
Interesse per età
Per mancanza di risorse non hanno ancora avviato un piano pensionistico però il problema se lo pongono. Piuttosto è in ritardo l’industria dei servizi finanziari ad offrire loro prodotti ad hoc come segnala una recente inchiesta di Plus-Il Sole 24 ore (“Risparmio, è ancora bassa l’offerta per i millennials”, marzo 2018) . E’ un gap che dovrebbe essere rapidamente colmato, soprattutto nel web dove si manifesta con maggiore evidenza l’interesse dei giovani risparmiatori. Bisogna guardare con fiducia al futuro dei giovani – conclude nella sua analisi Sabbatini – ed analizzare la situazione con una prospettiva più ampia.
Sono un giovane tra i 20 e 35 anni: andrò in pensione?
Le prospettive per un giovane che sta ragionando sul suo futuro pensionistico, grazie all’introduzione della pensione integrativa, non sono più così cupe. Pensare per tempo alla propria pensione consente, oltre a numerosi sgravi fiscali, anche di poter accumulare un reddito tale per cui, alla fine del periodo lavorativo, il GAP tra pensione pubblica e pensione desiderata sia colmato adeguatamente per consentire ai giovani di oggi di vivere un futuro soddisfacente domani. Anche se hai pochi anni di contributi, puoi già calcolare la tua pensione con il nostro calcolatore.

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