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Tipologie di gestione

I PIP essendo contratti di assicurazione sulla vita ed essendo patrimoni interni separati all’interno della società istitutrice, il gestore del PIP è la medesima impresa assicurativa che lo ha istituito (salvo il fatto di costituire un “patrimonio di destinazione/autonomo/separato”).

I fondi aperti, trattandosi di patrimonio interno alla società o ente promotore, la gestione del fondo è affidata allo stesso soggetto che lo ha istituito (fermo il fatto di costituire un “patrimonio di destinazione/autonomo/separato”).

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Cosa sono i comparti di gestione?
Il fondo pensione è suddiviso in diversi comparti di gestione, ossia Fondi interni/OICR/ Gestioni interne separate in cui possono essere investiti i flussi dei contributi versati dall’aderente.
A seconda degli strumenti finanziari utilizzati si distinguono in:
  • obbligazionari puri: prevedono l’investimento esclusivamente in titoli di debito (obbligazioni);
  • obbligazionari misti: prevedono l’ investimento in titoli di capitale (azioni) nel limite massimo del 30% del patrimonio del comparto;
  • azionari: investono per almeno il 50 % in azioni;
  • bilanciati: sono detti anche flessibili perché vi rientrano tutte le ipotesi in cui le percentuali tra azioni e obbligazioni non sono prefissati (dal 31% al 49% in azioni).
  • garantiti: offrono una garanzia di rendimento minimo o la restituzione del capitale versato al verificarsi di determinati eventi, ad esempio, al momento del pensionamento.
C'è una relazione tra il comparto di gestione e la propensione al rischio?
Sì, infatti i comparti di gestione si distinguono anche per il diverso profilo di rischio-rendimento:
  • Comparto obbligazionario o garantito: meno rischioso, offre generalmente rendimenti inferiori
  • Comparto azionario: più rischioso, offre generalmente rendimenti maggiori
Come si sceglie la tipologia di gestione?
L’iscritto, al momento dell’adesione, sceglie il comparto di gestione o la combinazione degli stessi in cui far confluire i versamenti contributivi.

Questa scelta deve tener conto:

  • dell’ orizzonte temporale di partecipazione al fondo (tenendo conto del momento di pensionamento)
  • della personale propensione al rischio
  • della propria situazione lavorativa
  • del patrimonio personale
  • delle esigenze ed aspettative pensionistiche.
La scelta della tipologia di gestione è definitiva?
No, l’aderente successivamente può modificare la destinazione degli investimenti e riallocare i flussi contributivi e la propria posizione individuale rispettando il termine minimo di permanenza di almeno 1 anno nella linea di gestione originaria.
Per chi è adatto un comparto azionario?
La gestione prevalentemente orientata verso titoli azionari (per almeno il 50%) risponde alle esigenze di un soggetto che ricerca rendimenti più elevati nel lungo periodo ed è disposto ad accettare un’esposizione al rischio più elevata con una certa discontinuità dei risultati nei singoli esercizi.
Per questo motivo è adatto ad un partecipazione al fondo di lungo periodo (indicativamente oltre 15 anni), dal momento che la tipica volatilità dei rendimenti azionari scende al crescere dell’orizzonte temporale dell’investimento. Rappresenta, quindi, un’opportunità interessante per i più giovani.
Per chi è adatto un comparto obbligazionario?
La gestione, orientata totalmente o in via prevalente verso titoli obbligazionari (dal minimo del 70% al 100%), risponde alle esigenze di un soggetto che preferisce investimenti che favoriscono la stabilità dei rendimenti e del capitale.
Per questo motivo è adatto ad un orizzonte temporale più breve rispetto a quello di un comparto azionario (indicativamente tra 5 – 10 anni), e, conseguentemente, a chi è prossimo al pensionamento.
Per chi è adatto un comparto bilanciato?
La gestione, bilanciata appunto tra titoli obbligazionari e azionari (quest’ultimi dal 31% al 49%), risponde alle esigenze di un soggetto che preferisce la continuità dei risultati nei singoli esercizi e accetta mediamente il rischio.
Risulta adatto ad un orizzonte, a seconda della componente azionaria, dal medio al lungo periodo (indicativamente tra 10 e 15 anni).
Per chi è adatto un comparto garantito?
La garanzia di risultato prevede che al momento del pensionamento (o altri singoli eventi, come il riscatto per morte), vi sia sempre la restituzione del capitale versato o, anche, il riconoscimento di un rendimento minimo su quanto versato, al di là di eventuali risultati inferiori al termine.
La gestione, quindi, è orientata verso titoli obbligazionari di breve durata, e di conseguenza, è più adatta ad orizzonti temporali altrettanto brevi (indicativamente 5 anni).

Da un punto di vista soggettivo, risponde alle esigenze di un soggetto con una propensione al rischio bassa o ormai prossimo alla pensione.

Fondi aperti, come funziona un piano "life-cycle"?
Il piano life-cycle consiste in un piano di investimento che prevede meccanismi che consentono la graduale riduzione dell’esposizione al rischio finanziario all’aumentare dell’età dell’aderente e dell’avvicinarsi al suo pensionamento.
Se l’orizzonte temporale a disposizione è di medio-lunga durata il percorso ha inizio con l’adesione ad un comparto azionario o bilanciato e all’aumentare dell’età dell’iscritto viene gradualmente incrementata la componente obbligazionaria dell’investimento, sino a giungere ad un comparto garantito (indicativamente a 5 anni dal pensionamento).

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