Aderire alla previdenza integrativa serve a costruirsi una pensione di scorta da affiancare a quella pubblica. Visto lo scopo, si potrebbe pensare che i risparmi versati nel fondo pensione siano vincolati e intoccabili, oltre ad essere obbligati a versare sempre una determinata somma. Ma non è così. La previdenza complementare è a tutti gli effetti uno strumento flessibile che prevede innanzitutto diverse possibilità di fruire del risparmio accumulato presso il fondo pensione anche prima di aver maturato i requisiti di accesso alla pensione. Gli aderenti alla previdenza complementare hanno infatti la possibilità di richiedere l’erogazione anticipata di una parte di quanto accumulato al fine di far fronte ad alcune necessità

Le vie in particolare sono tre: anticipazioni, riscatto (parziale o totale) e la R.I.T.A. (rendita integrativa temporanea anticipata).

Il fondo pensione inoltre è flessibile in fatto di contribuzione perché può essere determinata liberamente, modificata o sospesa in caso di necessità.

Da non sottovalutare, poi, la possibilità di cambiare prodotto nel tempo richiedendo il trasferimento del fondo pensione, quindi del capitale accumulato in un altro fondo. Si tratta di un vantaggio importantissimo per l’aderente perché in questo modo il risparmio previdenziale non si interrompe, ma anzi, prosegue in un prodotto ancora più conveniente e in linea con le proprie esigenze. In questo modo, infatti, si conserva l’anzianità di partecipazione alla previdenza integrativa utile per le flessibilità dello strumento e per gli sconti fiscali.

Vediamo nel dettaglio come funzionano e come poter accedere alle flessibilità del fondo pensione

Anticipazione delle somme accumulate nel fondo pensione: quante volte è possibile richiederle?

Gli iscritti alla previdenza complementare hanno la possibilità di utilizzare una parte delle somme accumulate nel fondo pensione e questa richiesta può essere presentata anche più di una volta, sia per lo stesso motivo che per ragioni diverse, senza alcun vincolo temporale tra una richiesta e l’altra. L’unico limite? Riguarda l’ammontare della somma totale degli importi anticipati: non può in nessun caso superare il 75%, o il 30% a seconda della richiesta, della posizione complessiva dell’iscritto. La possibilità di richiedere anticipazioni al fondo pensione è prevista in tre diverse ipotesi, vediamo quali.

1. Anticipazione della pensione integrativa: spese sanitarie

Il primo caso per il quale è possibile richiedere un’anticipazione della somma maturata nel fondo pensione è quello in cui si debbano affrontare spese ingenti per gravi problemi di salute. Queste possono riferirsi all’aderente stesso ma anche al suo coniuge o ai figli. Inoltre non c’è alcun limite temporale e quindi possono essere richieste in qualsiasi momento per ottenere fino al 75% del totale della posizione maturata. Per spese sanitarie si intendono le terapie e gli interventi straordinari, non solo dal punto di vista medico, ma anche quelle per le quali vi è un costo importante da sostenere. Ciascun fondo pensione, poi, avrà la propria prassi e richiederà la specifica documentazione comprovante le spese sostenute o da sostenere.

2. Anticipazione delle somme nel fondo pensione: acquisto o ristrutturazione della prima casa

Un’altra ipotesi in cui gli aderenti possono accedere in anticipo alla propria posizione maturata presso il fondo pensione è legata all’acquisto e/o alla ristrutturazione della prima casa di abitazione. L’anticipo in questo caso può essere richiesto:
  • in riferimento alla prima casa dell’aderente, del coniuge o dei suoi figli
  • dopo 8 anni di iscrizione al fondo
  • fino al 75% della somma accumulata
È considerata prima casa quella destinata a residenza e/o dimora abituale. Questo tipo di anticipazione può essere richiesto entro il termine previsto dal regolamento del fondo di appartenenza (in genere non superiore ai 18 mesi) dall’acquisto o dall’inizio dei lavori di ristrutturazione. Inoltre, l’anticipazione del fondo pensione può essere richiesta anche per l’estinzione del mutuo contratto per l’acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione.

3. Anticipazione del fondo pensione: altre esigenze

Dopo 8 anni di partecipazione al fondo è possibile richiedere anticipazioni anche per cause generiche, senza alcuna necessità di giustificarle. In questo caso l’importo anticipato non può superare il 30% della posizione individuale maturata.

Si tratta di una flessibilità notevole che rende il fondo pensione ancora più vantaggioso per il versamento del TFR, che lasciato in azienda risulta maggiormente vincolato, oltre ad essere tassato di più.

  COSA SUCCEDE UNA VOLTA RICHIESTA L’ANTICIPAZIONE?

Anticipazioni del fondo pensione: tassazione agevolata applicata

Alle somme erogate a titolo di anticipazione, a seconda della motivazione per cui è richiesta, si applica una diversa aliquota di tassazione dei fondi pensione in ogni caso agevolata rispetto alle normali aliquote IRPEF applicate sui redditi (che vanno dal 23% al 43%). Inoltre, alle anticipazioni per spese sanitarie si applica un’aliquota ancora più bassa che va dal 15% al 9% con una variazione a seconda degli anni di partecipazione al fondo pensione: partendo dalla massima (15%), dopo 15 anni si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione al fondo, fino ad arrivare ad un minimo del 9%. Alle restanti due tipologie di anticipazioni si applica l’aliquota del 23%.

Fondo pensione anticipato: possibilità di reintegro delle somme

Le somme che vengono erogate sotto forma di anticipazione riducono la posizione individuale maturata nel fondo e di conseguenza la rata della futura pensione integrativa. Per questo motivo è consigliato reintegrare le somme percepite a titolo di anticipazione non appena possibile. Oltretutto, in caso di reintegro, all’aderente viene riconosciuto un credito d’imposta pari alle tasse pagate al momento dell’erogazione dell’anticipazione.

 

LE ALTRE FLESSIBILITÀ DEL FONDO PENSIONE

Le anticipazioni sono solo una delle forme di flessibilità del fondo pensione, possibilità a cui si aggiungono almeno:

  1. riscatto (parziale o totale) della posizione accumulata nel fondo pensione per perdita del lavoro, invalidità o premorienza
  2. anticipo della pensione integrativa con la RITA (rendita integrativa temporanea anticipata)
  3. libera scelta per la contribuzione, potendo stabilire liberamente importo, frequenza dei versamenti e sospenderli in caso di necessità
  4. trasferimento del fondo pensione per trovarne uno più adatto e ottenere una pensione integrativa maggiore.

Il riscatto del fondo pensione: come e quando?

In caso di bisogno, come appunto la perdita del lavoro o una forma di invalidità che riduca la capacità lavorativa a meno di un terzo, si può accedere al capitale accumulato nel fondo pensione grazie al riscatto. A seconda della situazione l’aderente può richiedere il 50% o il 100% del capitale accumulato e si parla quindi di riscatto parziale o totale della posizione. Inoltre, varia l’aliquota di tassazione a seconda che l’inoccupazione sia prolungata (aliquota 15%-9%) oppure la richiesta di riscatto sia immediata (aliquota 23%). Per l’invalidità, invece, l’aliquota è sempre tra il 15% e il 9%.

Il riscatto parziale, con tassazione sempre agevolata, è previsto:

  • in caso di inoccupazione prolungata da 12 mesi a 48 mesi
  • in caso di ricorso del datore di lavoro a procedure di mobilità o alla cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria  e in altri casi simili alla mobilità (esodo incentivato, fondo esuberi).

Il riscatto totale è previsto in tre casi:

  • inoccupazione prolungata dell’aderente da più di 48 mesi
  • invalidità permanente che ha ridotto la capacità di lavorare a meno di un terzo
  • perdita dei requisiti partecipativi al fondo, a sua volta intesa come perdita del lavoro generica, a prescindere dal requisito temporale dell’ inoccupazione.

Come detto, la tassazione agevolata vale nei primi due casi, mentre sulla somma riscattata subito per la perdita del lavoro, viene applicata un’aliquota del 23% (comunque pari alla minima IRPEF).

Un altro caso di riscatto al 100% è in caso di morte dell’aderente in fase di accumulo, prima del pensionamento. In questo caso il capitale spetta agli eredi legittimi e/o agli altri beneficiari indicati. La tassazione è agevolata e non è prevista alcuna imposta di successione.

La RITA del fondo pensione: pensione anticipata fino a 10 anni

La rendita integrativa temporanea anticipata permette di andare prima in pensione, con un anticipo fino ai 10 anni, rispetto ai requisiti previsti per raggiungere la pensione di vecchiaia, grazie a quanto accumulato nel fondo pensione

In sostanza quindi è una rendita integrativa, perché appunto prelevata dal fondo pensione, ma temporanea, perché erogata dalla richiesta fino al pensionamento di vecchiaia e appunto anticipata rispetto a quest’ultimo. L’anticipo è fino a 5 anni nei casi ordinari, mentre può arrivare fino a dieci anni in caso di inoccupazione prolungata (24 mesi). 

La tassazione, inoltre, è agevolata al pari della pensione integrativa.

Contribuzione libera e risparmio fiscale

Quando ci si iscrive al fondo pensione si è liberi di stabilire l’importo e la frequenza (per esempio mensile o annuale) della contribuzione. Nel tempo può essere modificata o addirittura sospesa in base alle proprie esigenze, senza alcuna penale.

Quanto versato annualmente entro il limite di 5.164,57 euro, inoltre, gode del beneficio della deducibilità fiscale della previdenza integrativa, con un conseguente risparmio sulle imposte IRPEF.

Trasferimento fondo pensione: cambiare in meglio senza perdere alcun beneficio

Infine, la flessibilità se vogliamo più evidente del fondo pensione consiste nella possibilità non solo di cambiarlo nel tempo ma anche di farlo direttamente entro il sistema, senza dover chiedere il capitale accumulato e sottoscrivere ex novo il prodotto prescelto. Si parla, infatti, di trasferimento del fondo pensione proprio perché il passaggio del capitale accumulato avviene direttamente dal vecchio al nuovo fondo, conservando così l’anzianità partecipativa alla previdenza che permette di accedere alle anticipazioni (8 anni), alla prestazione finale (5 anni) e agli sconti fiscali (15 anni).

Il trasferimento di rivela fondamentale soprattutto quando il fondo pensione di provenienza applica dei costi elevati perché riducono inevitabilmente il risparmio previdenziale.

 

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