La rubrica “l’esperto risponde” di giugno e le domande scelte per voi: contribuzione, TFR e tipologia di fondo pensione tra i temi trattati. Qui di seguito trovate le risposte.

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Buona lettura!

Fondo pensione di categoria o fondo pensione privato? Sabina ci scrive.

Buongiorno, ho 34 anni e vorrei aderire alla previdenza integrativa, ma sono molto indecisa tra il fondo di categoria e un fondo privato. Avevo in precedenza aderito a un fondo di categoria, ma la remora principale riguardo a questo tipo di scelta è che potenzialmente a ogni cambio lavoro si può cambiare settore (nel mio caso, 3 aziende 3 CCNL diversi) e ogni volta bisogna ricominciare da capo. Con fondi privati però si perde il contributo del datore di lavoro. Grazie mille, Sabina

Cara Sabina,

confermiamo che i fondi di categoria sono maggiormente vincolanti in quanto ad ogni cambio di inquadramento è necessario anche cambiare fondo pensione, d’altro canto questi hanno il pro del contributo datoriale. Se sei in dubbio su quale strumento scegliere e sai che nel prossimo futuro potresti ricambiare nuovamente categoria lavorativa allora potresti valutare di attivare, in un primo momento, un fondo pensione privato che ti segua lungo il tuo percorso lavorativo indipendentemente dal tuo inquadramento. E poi successivamente, una volta raggiunta una certa stabilità dal punto di vista lavorativo, attivare il fondo pensione di categoria così da sfruttare il versamento del datore di lavoro. Tieni conto che a quel punto, potrai scegliere di trasferire quanto accumulato nel fondo privato in quello di categoria oppure, mantenere in parallelo entrambe le posizioni (ad esempio il fondo privato per i versamenti volontari e quello di categoria per l’accumulo del TFR e del contributo datoriale).

TFR pregresso in azienda si può versare nel fondo pensione? Sempre Sabina ci scrive.

Altro dubbio: ho il TFR in azienda da 2 anni e aderendo al fondo di categoria, non è possibile il versamento retroattivo. Con i privati è possibile? Grazie mille, Sabina.

Cara Sabina,

per quanto riguarda il TFR pregresso (quindi dal momento dell’assunzione a quello dell’adesione al fondo pensione) la possibilità di versarlo al fondo pensione non dipende dalla distinzione tra fondo chiuso/privato ma dal numero dei dipendenti della tua azienda: se la tua azienda ha meno di 50 dipendenti allora è possibile chiedere al datore di lavoro il versamento al fondo, ma solo su base volontaria, anche del TFR pregresso mentre, al contrario, nel caso in cui la tua azienda abbia più di 50 dipendenti allora purtroppo non è possibile versare il TFR pregresso al fondo pensione perché conferito presso il fondo tesoreria INPS.

250 euro al mese al fondo pensione sono una buona contribuzione? Stefano ci scrive.

Salve, 250 euro al mese e più sono una buona contribuzione? Grazie, Stefano.

Caro Stefano,

la contribuzione dipende dall’orizzonte temporale che si ha a disposizione prima del pensionamento e dal proprio profilo personale. Hai già provato ad utilizzare il simulatore previdenziale  per vedere quanto potresti ottenere versando 250 euro mensili come da te prospettato? Ad ogni modo tieni conto che i fondi pensione non prevedono importi minimi o massimi né prestabiliti, potendo l’aderente fissare liberamente importo e frequenza di contribuzione nonché sospenderla o modificarla nel tempo.

Non lavoro, posso aderire ad un fondo pensione? Rosanna ci scrive.

Salve io non lavoro e volevo sapere se posso fare anch’io la pensione integrativa? Il minimo che si deve versare è mensile o annuale e di quant’è? Grazie mille per la risposta, Rosanna.

Cara Rosanna,

certo, tutti possono aderire al fondo pensione indipendentemente dalla propria situazione lavorativa. Per quanto riguarda invece i versamenti, sei libera di scegliere quanto versare e la frequenza sulla base delle tue disponibilità. Nel caso in cui tu non avessi un reddito IRPEF da cui dedurre i contributi, tieni conto che recupererai il vantaggio fiscale in fase di erogazione della pensione integrativa grazie alla detassazione totale di quanto versato e appunto non dedotto. Se invece sei fiscalmente a carico di un altro soggetto (come un genitore o il coniuge) allora se lo ritenete potrà avvalersi lui stesso della deducibilità di quanto versato in tuo favore, risparmiando sulle proprie imposte IRPEF e sempre nel limite complessivo di 5.164,57 euro.

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