La crisi mondiale causata dal Covid-19 ha senz’altro avuto un forte impatto su quelli che sono gli obiettivi e gli strumenti utilizzati dai brand e dalle aziende.

Secondo l’articolo “Covid19-Banking challenges and the New Normal” redatto da Ernest&Young – network mondiale di servizi professionali di consulenza, è necessario ridefinire quelli che sono gli obiettivi aziendali tenendo conto che la pandemia ha profondamente influenzato l’andamento del mercato.

Anche il settore finanziario e quello degli investimenti hanno fortemente risentito di quanto stiamo vivendo, e hanno dovuto  adattarsi alle nuove metodologie di lavoro da remoto andando a modificare profondamente il proprio assetto tecnico e organizzativo e trovandosi davanti nuove sfide.

In questo senso il settore delle banche di investimento ha dimostrato una forte resilienza e capacità di adattamento, nonostante la volatilità dei mercati durante la pandemia, andando a cogliere quelle che sono le opportunità di sviluppo della strategia quali la sostenibilità e l’efficienza nel settore degli  investimenti. Si è infatti reso indispensabile essere in grado di fornire ai propri clienti una risposta immediata alla richiesta di servizi “da remoto”, e gli istituti bancari hanno dovuto dimostrare di essere reattivi alle nuove modalità di lavoro ed erogazione di servizi.

Digitalizzazione: la nuova normalità post-Covid19

In generale, le proiezioni fatte da diversi siti ed enti, sulla base dell’analisi dell’andamento attuale dell’economia, ci suggeriscono un impatto a lungo termine della crisi non solo sui mercati e sulla vita quotidiana ma anche sulla tecnologia da utilizzare e sul business in generale, andando a creare quella che si può definire una “nuova normalità”. I fattori chiave che daranno forma a questa nuova prospettiva riguardano diverse aree, dalla comunicazione interna agli strumenti stessi utilizzati.

Infatti, coloro che lavorano nell’ambito degli investimenti bancari svolgono la propria attività lavorando all’interno dell’azienda, quindi nel proprio ufficio. Tuttavia, questa pandemia ha obbligato i datori di lavoro a dislocare i propri collaboratori facendoli lavorare da remoto, transizione che ha evidenziato un forte bisogno di incrementare il digitale.

In generale gli utenti hanno apprezzato l’autonomia imposta dal lockdown e il dover procedere in autonomia con determinati servizi, dovendo adattarsi per forza ad una sempre maggiore digitalizzazione dei servizi portando d’altro canto le aziende a far loro queste nuove tecnologie e metodologie di erogazione dei servizi.

Ci si aspetta infatti di trovare un un approccio più proattivo da parte del cliente ma anche verso il cliente, con un incremento della strategia guidata dai dati (data driven) che possa essere declinata in questa nuova realtà.

Qual è quindi la nuova prospettiva verso cui ci si sta spostando?

Sicuramente la digitalizzazione dei servizi di cui abbiamo parlato sopra diventerà un punto fondamentale su cui basare il proprio business, e qua entra in gioco il fintech.

Con questo termine viene infatti definito il ramo finanziario incentrato sulla tecnologia, financial technology, e descrive il processo di innovazione che sta rivoluzionando il mondo della finanza.

Questo termine viene applicato a diversi ambiti, dalla sicurezza informatica agli algoritmi che vengono utilizzati per offrire consulenze finanziarie, fino ad arrivare ai sistemi di pagamento.

La novità che tocca il settore bancario e degli investimenti riguarda la prontezza nel comunicare e lanciare nuovi prodotti finanziari, che stanno portando le banche in direzione delle start up fintech, con riguardo anche agli istituti generalmente più tradizionali. Stiamo dunque assistendo a un rilancio in chiave digitale a tutto tondo di quello a cui siamo sempre stati abituati.

A seguito infatti dell’affermarsi del cosiddetto “home banking” ben l’84% delle banche dichiara di aver intenzione di modificare e velocizzare i processi digitali nella relazione con i clienti.

Nonostante la direzione presa durante il lockdown e lo sviluppo dei servizi digitali però, solo il 16% dei clienti si aspetta che le nuove modalità di erogazione dei servizi e interazione con i clienti così come li abbiamo conosciuti durante la pandemia rimangano permanenti.Infatti, la filiale fisica e il rapporto personale con il cliente rimangono comunque punti fondamentali, andando a convivere con lo sviluppo tech del settore.

Nel nuovo “formato” il cliente viene posto al centro di tutto, andando infatti a costruire i messaggi da veicolare attorno all’esperienza che si intende fornire. Sicuramente tutti i servizi digitali che si sono sviluppati, dall’e-commerce  ai servizi di food delivery hanno velocizzato l’inevitabile sviluppo dei canali digitali, che si conferma un trend ad oggi sempre più in crescita, e che è entrato a far parte della nostra quotidianità ma che senza dubbio diventerà preponderante rispetto ai canali tradizionali.

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