La previdenza complementare: una priorità per la regione Veneto e le province di Trento e Bolzano

“Garantire ai cittadini veneti un futuro decoroso, soprattutto nel momento del ritiro dall’attività lavorativa, promuovendo sul territorio regionale l’adesione ai fondi di previdenza complementare”. Questa è l’apertura del comunicato stampa dell’Agenzia Veneto Notizie a seguito del seminario che si è tenuto lo scorso 8 febbraio presso il Palazzo della Regione a Venezia, dal titolo “La varietà delle previdenze complementari”. All’evento, moderato dal direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, hanno preso parte i maggiori esperti del settore welfare. Il fatto che si siano incontrati proprio in Veneto non è un caso. La regione, infatti, si è fatta promotrice di un’importante iniziativa legislativa, “Interventi per lo sviluppo della previdenza complementare e del welfare integrato regionale del Veneto”. Con la stessa legge è stata istituita l’unità operativa di Veneto Lavoro  denominata Veneto Welfare, con la funzione di promuovere lo sviluppo della previdenza complementare, organizzando progetti ed eventi di informazione e assistenza, con lo scopo di far crescere le adesioni.

Quest’ultime, come risulta anche dagli aggiornamenti statistici pubblicati di recente sul sito istituzione della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), sono in costante crescita, arrivando nel 2018 a 8,7 milioni di iscritti alla previdenza complementare. Tra le regioni più virtuose, dopo il Trentino Alto Adige e la Valle D’Aosta, c’è proprio il Veneto, con una percentuale di adesione tra il 30 e il 35% dei lavoratori. In tutti e tre i casi si tratta di realtà con iniziative a livello territoriale, che pongono la giusta attenzione sul tema della previdenza complementare.

Il seminario ha dato avvio ad un vero e proprio progetto di sensibilizzazione sul tema, che ha in programma un gran numero di eventi in regione, al fine di coinvolgere maggiormente gli italiani, il più delle volte ostacolati dalla semplice diseducazione in materia.

Come anticipato, l’esempio più virtuoso del Paese è il Trentino Alto Adige, che punta a promuovere la previdenza complementare: a parlarne è Riccardo Sabbatini nel mensile WE Wealth.

Provincia di Bolzano:  mutuo agevolato per gli aderenti alla previdenza complementare

A Bolzano, grazie al piano “Risparmio Casa”, coloro che hanno aderito da almeno 8 anni a un fondo pensione e che in tale strumento hanno accumulato almeno 15.000 euro possono richiedere un mutuo immobiliare per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa di abitazione, potendo contare sull’applicazione di un tasso agevolato e, grazie alla combinazione di questi due strumenti, raddoppiare i benefici, soprattutto in fase di restituzione del prestito. Come sottolinea Sabbatini stesso, il sistema di previdenza complementare già prevede per gli aderenti la possibilità di richiedere anticipazioni fino al 75% di quanto accumulato per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa per sé, il coniuge o i figli e il progetto “Risparmio casa” rappresenta un ulteriore tassello dell’iniziativa di promozione della previdenza complementare portata avanti in Trentino Alto Adige.

Provincia di Trento: contributo di 15.000 euro

Il 2018 ha visto la nascita di un progetto simile anche nella provincia di Trento che ha deciso di incentivare l’acquisto della prima casa per coloro che aderiscono, contemporaneamente, anche alla previdenza complementare. Come? Attraverso l’erogazione di un contributo a fondo perduto pari a 15.000 euro. Per ottenerlo i beneficiari dovranno impegnarsi a versare, nei dieci anni successivi a quello della concessione del contributo, almeno 300 euro all’anno a favore del fondo pensione prescelto.

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