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L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. La buona notizia di un’elevata speranza di vita non ci stupisce viste le innumerevoli qualità del nostro Bel Paese.

Questa osservazione statistica ci porta, però, a riflettere sul fatto che una popolazione più anziana ha di fatto un maggiore rischio di non autosufficienza: il venir meno dell’indipendenza fisica che comporta delle limitazioni nella vita quotidiana. Ne parla il Business Insider Italia in un articolo che riprende uno Studio di Itinerari Previdenziali: “Le sfide della non autosufficienza, una priorità assoluta per il Paese”.

Il Tavolo di Lavoro, promosso dal Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali con il supporto scientifico di Assoprevidenza, sottolinea l’importanza del fenomeno della non autosufficienza in un Paese tanto longevo quanto impreparato al fenomeno.

Basta leggere i numeri:

  • secondo stime Istat, nel prossimi 20 anni la popolazione over 65 anni sarà superiore al 29%, aumentando dell’8% rispetto al 2016 e quella over 85 supererà il 5%;
  • la spesa pubblica per sostenere la non autosufficienza attraverso le misure assistenziali, quali l’assegno di accompagnamento, già oggi a quota 1,8% del PIl, ossia 31,2 miliardi di euro, è destinata a salire in 30 anni al 3% del PIl, quindi a circa 52 miliardi di euro;
  • le famiglie sostengono a oggi 9,2 miliardi di spesa per fronteggiare il fenomeno e questo numero non include il costo relativo all’assunzione irregolare di badanti.

Quali soluzioni a tutela della non autosufficienza vengono proposte?

Il Paese si trova impreparato ad affrontare questo fenomeno prima di tutto a causa di fattori culturali: gli italiani sono portati ad affrontare il problema solo quando direttamente toccati. Lo Stato può aiutare con interventi mirati in ambito legislativo e fiscale, ma occorre innanzitutto agire sull’educazione alla prevenzione, facendo capire l’importanza di sottoscrivere in tempo prodotti assicurativi a tutela della persona e della famiglia.

Altra soluzione è quella di riflettere sull’opportunità di rendere obbligatorie le assicurazioni di tipo Long term care – LTC, ossia polizze assicurative per cure a lungo termine, come è obbligatoria l’RC Auto.

Previdenza integrativa e la non autosufficienza

La previdenza integrativa può essere utile anche in caso di non autosufficienza? Assolutamente sì. Come? Grazie alla garanzia accessoria della long term care che il fondo pensione mette a disposizione dell’aderente e che può essere sottoscritta su base volontaria come copertura assicurativa aggiuntiva a quella relativa alla pensione.

La copertura long term care assicura, in caso di sopraggiunta non autosufficienza durante la percezione della pensione integrativa, la sua maggiorazione, in modo tale che la rendita pensionistica, con questo importo aggiuntivo, vada a coprire anche le spese di assistenza alla persona.

A tal proposito, puoi scoprire quali sono le garanzie accessorie alla previdenza integrativa nella nostra Guida Pensione.

Le sfide da affrontare ci sono, così come pure le soluzioni. La previdenza complementare è una di queste.

Il percorso comincia calcolando la tua pensione pubblica

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