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Si è tenuta a Milano, il 10 maggio 2018, la presentazione del libro pubblicato da “il Mulino” intitolato “Finanza e previdenza: i fondi pensione e la sfida dei mercati”.

L’evento è stato organizzato da Mefop SpA (società per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione) e Arca Fondi SGR con la partecipazione dei due curatori del libro, Riccardo Cesari, professore ordinario presso l’Università di Bologna e membro del Consiglio dell’IVASS, e Mauro Marè, professore ordinario presso l’Università Luiss di Roma e presidente di Mefop. Presenti importanti personaggi del settore assicurativo-finanziario, tra i quali anche il presidente della Covip Mario Padula.

Il libro ha l’obiettivo di analizzare il sistema di previdenza complementare italiano, concentrandosi principalmente sugli aspetti di natura economica e finanziaria. I temi che affronta riguardano le principali questioni al centro del dibattito sulla gestione finanziaria dei fondi pensione e degli operatori del settore:

  • L’adeguamento della normativa all’evoluzione dei mercati finanziari
  • I costi e la dimensione efficiente dei fondi
  • La funzione di stabilizzazione dei mercati esercitata attraverso l’adozione di strategie di investimento contrarie ai trend in atto
  • La classificazione delle linee di investimento sulla base del rischio finanziario

 

La finanza dei fondi pensione: la strategia vincente

Dalle relazioni annuali della Covip (Commissione di Vigilanza dei Fondi Pensione) emerge che le risorse gestite dalle forme di previdenza integrativa continuano a crescere di anno in anno e in prospettiva anche la platea degli aderenti è destinata ad ampliarsi ancora. Nel 2017, infatti, solamente il 38% dei lavoratori del settore privato e il 5% dei lavoratori del settore pubblico vi hanno aderito.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria attualmente prevale l’allocazione delle risorse in titoli di stato. Questa, anche se diminuisce i rischi, non può considerarsi nel lungo periodo una strategia vincente, per almeno due motivi:

  • L’obiettivo dei fondi pensione è quello di fornire una rendita vitalizia, per questo motivo non bisogna guardare alla sola minimizzazione dei rischi ma alla massimizzazione dei rendimenti attraverso una diversificazione degli investimenti.
  • Le risorse devono poter affluire, quando possibile, all’economia nazionale e a sostegno delle imprese. Per tale motivo nel 2015 il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha emanato un decreto che prevede una riduzione della tassazione sui rendimenti dei fondi pensione a fronte di investimenti a lungo termine, così da incentivare l’afflusso di risorse a favore dell’economia reale.

La vera sfida sarà quella di minimizzare i costi di gestione e massimizzare le risorse per gli iscritti attraverso prodotti e processi innovativi e una gestione moderna e professionale che associ alla competenza tecnica anche maggiori risorse specialistiche e organizzative.

Gli investimenti della previdenza integrativa: evoluzione e prospettive

Dopo la nascita dell’attuale sistema della previdenza complementare nel 1993 c’è stato, all’inizio degli anni 2000, un periodo di intensa trasformazione degli assetti gestionali, con il passaggio dallo schema mono comparto (fondi che offrono un unico comparto di gestione) a modelli articolati su più linee di investimento, differenziate sulla base del profilo di rischio-rendimento.

Nonostante la previsione di più comparti, nei primi anni gli iscritti hanno preferito aderire quasi esclusivamente a comparti obbligazionari e garantiti e solo recentemente si sta vedendo una apertura verso comparti azionari.

La tenuta del mercato dei fondi pensione durante le crisi finanziarie

Nonostante le crisi finanziarie che si sono succedute nel tempo, il mercato dei fondi pensione ha dimostrato una buona capacità di tenuta principalmente per tre ragioni:

  • le scelte prudenziali di asset allocation (distribuzione dei fondi)
  • il severo contesto normativo che disciplina le possibilità di investimento dei fondi pensione, con limiti a carattere prudenziale
  • il ricorso principalmente a titoli quotati sui mercati regolamentati

Nonostante le difficoltà, le risorse dei fondi pensione hanno registrato una crescita che tra il 2008 e il 2012 si è aggirata intorno al 48% e un incremento del numero di iscritti pari al 14%. Inoltre, la ripresa dei mercati a seguito delle innumerevoli crisi ha visto i comparti azionari registrare i maggiori rendimenti.

Il ruolo importante della Covip

La Covip ha vigilato costantemente sull’andamento dei fondi e emanato svariate disposizioni, tra cui quelle relative alla valutazione del rischio di credito e quelle in cui ha invitato i gestori a porre attenzione ai modelli di organizzazione interna adottati, richiedendo anche una revisione del processo di investimento.  

Queste disposizioni hanno spinto i fondi verso una maggiore responsabilità nelle scelte di investimento e consapevolezza nell’affrontare le sfide poste da mercati sempre più complessi.

La Covip invita i fondi ad analizzare le caratteristiche socio demografiche e le esigenze pensionistiche della propria popolazione prima di procedere alla definizione dell’offerta di investimento più adeguata.

Anche il dibattito sull’introduzione di forme dinamiche e relativamente automatiche di riallocazione delle risorse nasce dall’esigenza di minimizzare i rischi individuando soluzioni in grado di supportare il lavoratore nel percorso previdenziale.

Il ruolo dei fondi pensione

Nell’attuale contesto economico, finanziario e sociale i fondi pensione devono avere un ruolo centrale su tre fronti:

  • Educazione finanziaria: per rendere i lavoratori maggiormente consapevoli delle scelte dalle quali dipenderà il loro futuro previdenziale.
  • Pianificazione previdenziale: partendo dal primo pilastro della pensione pubblica i fondi pensione devono analizzare le caratteristiche socio demografiche della popolazione di riferimento, i suoi bisogni previdenziali e definire coerentemente la stima del fabbisogno previdenziale.

Consulenza globale sui temi connessi all’indebitamento (prestiti, acquisti mobiliari) e all’assicurazione individuale e familiare (vita, salute, long term care) che coinvolgono il lavoratore nelle decisioni relative alla sua ricchezza presente e futura.

Le attuali regole della gestione finanziaria dei fondi pensione

Nel terzo capitolo del libro di Cesari e Masrè si affronta il tema delle regole della gestione finanziaria. Le norme che disciplinano gli investimenti sono state oggetto di revisione fino all’entrata in vigore nel 2014 del nuovo regolamento sui limiti agli investimenti il quale prevede una diminuzione delle restrizioni di tipo quantitativo, in favore di una nuova impostazione fondata sulle finalità che il fondo pensione intende perseguire e sull’adeguatezza della struttura organizzativa.

Il punto focale deve essere la sana e prudente gestione e il perseguimento dell’interesse degli aderenti. Per farlo bisogna da un lato ottimizzare il rapporto tra rischio e rendimenti, dall’altro diversificare il portafoglio.

La trasparenza del sistema

Qualsiasi investimento finanziario presuppone la corretta valutazione del rischio per permettere agli aderenti di fare scelte consapevoli. I fondi pensione devono perciò garantire una comunicazione trasparente della rischiosità dei profili offerti.

La normativa richiede di indicare nella nota informativa il grado di rischio di ogni linea, l’orizzonte temporale consigliato e il rendimento potenziale. Sono previste cinque diverse classi di rischio: basso, medio-basso, medio, medio-alto, alto, al fine di consentire al lavoratore di valutare al meglio la rischiosità del comparto.

Tuttavia, la distribuzione tra i comparti della classe di rischio è influenzata soprattutto dal periodo di partecipazione al fondo pensione e risulta più stabile nel lungo periodo.

Il libro mira, attraverso un’attenta analisi della gestione dei fondi pensione italiani e delle tendenze del mercato, a contribuire all’affermazione della previdenza integrativa anche nel nostro Paese. La previdenza complementare è e sarà negli anni sempre più presente ed è per questo che è importante avere una conoscenza completa di questa materia.

 

 

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