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La pensione pubblica va integrata perché coprirà solo una parte dell’ultimo reddito goduto. Ci sarà quindi una percentuale scoperta da un giorno ad un altro una volta terminata l’attività lavorativa nota come gap previdenziale. Per i dipendenti sarà in media del 30%, per i lavoratori autonomi anche del 70%. Grazie al fondo pensione, uno strumento di investimento mirato a costruire nel tempo una pensione integrativa da affiancare a quella pubblica, si può tutelare il proprio tenore di vita, arrivando anche ad un’integrazione del 90% dell’ultimo reddito.

A parlarne è un articolo del Corriere delle Sera dello scorso 16 febbraio che un’elaborazione di Consultique con dei casi di lavoratori a confronto:

  • uomo del 1984, dipendente che ha iniziato a lavorare a 35 anni e con un reddito annuo lordo di 30.000 euro.

Pensione pubblica stimata*: a 67 anni che copre il 59,89% dell’ultimo reddito stimato di 34.141 euro netti

 

  • donna del 1994, dipendente che ha iniziato a lavorare a 25 anni e con un reddito annuo lordo di 30.000 euro.

Pensione pubblica stimata*: a 67 anni che copre il 72,04% dell’ultimo reddito stimato di 39.766 euro netti

Fonte: Consultique per il Corriere della Sera

*con una crescita futura del 2%;inflazione ipotizzata al 2%

 

Come possono raggiungere l’obiettivo del 90% di copertura grazie alla pensione integrativa? 

Il TFR nel fondo pensione è un grande aiuto

Versare il TFR nel fondo pensione costituisce un grande aiuto per raggiungere l’integrazione della pensione pubblica affinché copra il 90% dell’ultimo reddito.

In particolare, l’uomo dovrebbe raggiungere una pensione integrativa pari a 10.280 euro annui mentre la donna pari a 7.142 euro annui. Nel primo caso, aderendo ad un comparto bilanciato-azionario a 35 anni e senza versare il proprio TFR (lasciato quindi in azienda) il contributo mensile al fondo pensione dovrebbe essere di 874 euro al mese. Nel secondo caso, aderendo all’età di 25 anni allo stesso comparto e senza conferimento del TFR pari a 548,25 euro al mese.

Fonte: Consultique per il Corriere della Sera

Versando il TFR maturando nel fondo pensione invece il piano di versamenti cambia notevolmente: l’uomo dovrebbe versare 345 euro al mese e la donna 62 euro al mese.

 

In questi due casi a confronto, oltre alla convenienza di versare il TFR nel fondo pensione appare evidente che l’età di adesione al fondo pensione agevola notevolmente il proprio risparmio previdenziale.

Più si è giovani e meglio è. 

Il primo passo è stimare la tua situazione pensionistica.

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