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Isee 2020 record: devo dichiarare la previdenza integrativa?

Come riportato dal Sole 24 Ore di lunedì appena trascorso, nel 2020 l’Isee (indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare) ha raggiunto dei livelli record, con ben 9,5 milioni di famiglie che hanno richiesto aiuti e agevolazioni attivando il calcolo dell’indicatore, il 20% in più rispetto al 2019. Questo incremento è dovuto senz’altro all’emergenza epidemiologica e al conseguente numero maggiore di misure di sostegno al reddito messe a disposizione dei cittadini, anche se non in condizioni di povertà grave.

Inoltre, l’aumento del numero di DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) con cui sono state inviate le domande di Isee ordinari e per minori si è registrato proprio nelle fasce più alte di reddito.

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

Infatti proprio nelle due ultime fasce di Isee >25.000 – 30.000 e >30.000 si registra un aumento di domande rispetto al 2019 del 42%/43% per l’Isee ordinari di ben il 60%/66% per l’Isee minori.

Altro fattore determinante è il debutto a febbraio 2020 del DSU precompilato. La dichiarazione è quindi già precompilata con i dati in possesso dell’agenzia delle entrate e dell’Inps e una volta completata e/o modificata può essere trasmessa in autonomia dal dichiarante.

Questo documento contiene tutte le informazioni di carattere anagrafico, tra cui la composizione del nucleo familiare e la casa di abitazione, reddituale e patrimoniale necessarie per descrivere la situazione economica e per la richiesta di prestazioni sociali agevolate. Tra le informazioni patrimoniali mobiliari, rientrano voci come conti correnti, titoli di Stato ed equiparati, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati, azioni, contratti di assicurazione a capitalizzazione. 

Il possesso di un fondo pensione integrativo va dichiarato?

Isee e previdenza integrativa

Al momento della compilazione della DSU per l’Isee potrebbe sorgere il dubbio che debba essere dichiarata anche la forma di previdenza integrativa sottoscritta, quale indicatore della propria situazione patrimoniale mobiliare. 

Sul punto le istruzioni per la compilazione della dichiarazione Isee chiariscono che è opportuno distinguere tra fase di accumulo delle risorse nel fondo pensione integrativo e fase di erogazione della pensione integrativa.

Nella fase di accumulo, il fondo pensione integrativo sottoscritto dal dichiarante e, di conseguenza, il capitale accumulato non deve essere dichiarato, non incidendo quindi in alcun modo sull’Isee.

Si tratta infatti di uno strumento avente uno scopo previdenziale e anzi, fiscalmente agevolato. Infatti, quanto versato alla previdenza integrativa gode del beneficio della deducibilità fiscale dal reddito dichiarato ai fini IRPEF, con un conseguente risparmio sulle imposte dovute.

Nella fase di erogazione, invece, dipende dalla tipologia di prestazione richiesta:

  • se la pensione integrativa viene erogata in forma di capitale (fino al 50% o al 100%), non deve essere dichiarata nella DSU
  • se la pensione integrativa viene erogata sotto forma di rendita vitalizia, allora deve essere dichiarata nella DSU. Più in particolare, rientra sotto la voce di “Redditi assoggettati ad imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta”. Deve trattarsi, inoltre, di rendite comprese nel maturato dal 1° gennaio 2007, anno in cui ha trovato attuazione l’attuale regime fiscale della previdenza integrativa.

Sottoscrivere un fondo pensione si dimostra un valido alleato si dal momento in cui viene sottoscritto, non solo perché non costituisce “reddito” ma anche perché fa risparmiare ogni anno sulle tasse. Nel caso di bisogno, inoltre, quanto accumulato può essere richiesto in via anticipata prima del pensionamento per importanti esigenze di vita.

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