L’Italian Insurtech Association (IIA – associazione di tutte le aziende e professionisti dell’industria assicurativa italiana) ha condotto tra lo scorso 10 e 16 giugno una ricerca di mercato nella quale ha indagato l’effetto del post Covid-19 nel rapporto fra Millennials e assicurazioni.

Partiamo innanzitutto con il definire chi sono i “Millennials”, ovvero quelle persone nate fra il 1981 e il 1996, e che nel 2020 hanno quindi tra i 23 e i 38 anni d’età. Il campione preso in considerazione, è stato identificato come rappresentativo per questa fascia d’età a prescindere dall’effettivo interesse per il ramo assicurativo in generale.

Nonostante il campione fosse totalmente italiano i risultati hanno dimostrato una forte somiglianza fra diverse aree geografiche europee evidenziando come i comportamenti del target in materia risultino simili.

Ciò che emerge in generale è che, superata l’emergenza da Covid-19, i millennials risultano molto più propensi ad acquistare prodotti assicurativi (in ambiti che esulano dalla RC Auto), soprattutto a protezione della salute: prima del coronavirus infatti solo il 22% degli over 23 avevano acquistato un’assicurazione, mentre nel post Covid-19 ben il 53% si dichiara propenso a farlo.Sulla stessa linea, il 54% degli intervistati dichiara di aver modificato la propria percezione del ramo assicurativo a causa della pandemia.

In che modo?

Emergono tre macro trend: ritorno al basic, scoperta ed engagement

La prima delle tre evidenze che emergono riguarda il crescente sentimento di incertezza e precarietà che in generale attraversa il target: i millennials si dicono infatti preoccupati per loro stessi e per la propria famiglia e ricercano sempre più elementi a protezione, con un focus sui bisogni primari. Le caratteristiche più importanti ricercate nei prodotti/servizi sono la trasparenza e l’accessibilità.

A seguire questo primo trend, troviamo un rafforzato senso di solidarietà e appartenenza alla comunità: trend che in generale va contro quello che è sempre stato un aspetto caratterizzante dei millennials, ovvero il focus sull’individuo. Si assiste quindi ad una scoperta dei valori sociali, e di conseguenza dell’importanza di prodotti che permettono di vivere meglio e di tutelare se stessi e i propri cari, come sono appunto le assicurazioni sanitarie. Argomento questo, che rimane ancora oscuro per i più giovani, ma che se spiegato bene riesce a spingerli all’acquisto.

Il terzo elemento che emerge, il cosiddetto engagement, riguarda invece il lato delle aziende che erogano questo tipo di servizio. Infatti è un settore in forte crescita e con grandi opportunità di sviluppo se sfruttato al massimo, ma la sfida starà nel proporre un’offerta che sia appetibile, di facile utilizzo e con interfacce responsive e accattivanti ad un pubblico che è propenso ad acquistare assicurazioni, ma che ancora non conosce bene questo mercato e sente il bisogno di essere guidato oltre che ingaggiato con comunicazioni ad hoc, soprattutto alla luce del fatto che la tendenza all’acquisto di questo segmento è ben diversa da quella delle generazioni precedenti.

La digitalizzazione: elemento ormai imprescindibile per assicurazioni e ramo finanziario in generale 

Quello che non può più mancare nelle aziende erogatrici di servizi di insurtech, come dice la parola stessa, è proprio la parte tecnologica: ad oggi infatti, complice anche lo stile di vita che ci siamo abituati ad avere durante la quarantena, ci si aspetta che il lato digitale e tecnologico dei servizi assicurativi o finanziari in generale non sia più qualcosa di inusuale da trovare, ma che sia ormai diventato parte integrante del sistema.

Parte integrante del sistema anche perchè alla domanda posta in merito al luogo privilegiato per comprare un prodotto assicurativo il 45% degli intervistati risponde di voler avvalersi dei siti internet della compagnia assicurativa. Solo il 23% del target sostiene di voler acquistare un’assicurazione tramite contatto con una persona fisica.

Zona d’ombra per le assicurazioni. Quanto è conosciuto questo prodotto?

Ben il 71% dei millennials sostiene di non conoscere prodotti assicurativi diversi da quelli RC Auto, e il principale problema risiede nel linguaggio poco chiaro utilizzato per comunicare questi prodotto, ma anche per la mancanza di trasparenza cui siamo stati abituati negli anni: il 55% infatti sostiene che le assicurazioni siano frodi.

Sicuramente i costi rimangono la variabile più importante per gli intervistati su cui basare la propria scelta (75%), talvolta a discapito della qualità dei prodotti offerti: ma un’altra caratteristica che influenza la scelta è la chiarezza del prodotto (58%). Per il 33% invece una variabile fondamentale è la flessibilità delle coperture offerta.

Quando si parla di compagnie assicurativa, la caratteristica più ricercata dai millennials è l’affidabilità (59%) e la presenza su un canale online (52%), a discapito invece di semplicità (41%) e sicurezza sui pagamenti (33%).

In conclusione, dai dati emersi dallo studio effettuato da IIA in generale la pandemia ha lasciato dietro di sé maggior consapevolezza dell’incertezza e insicurezza che già è insita in noi, ma ha anche aperto le porte al mercato assicurativo andando a influenzare la fascia d’età 23-38 che sempre più si preoccupa per la propria salute e che non essendo mai stata esposta a una crisi del genere si trova quindi impreparata. Nessuno avrebbe mai pensato che potesse capitare una cosa del genere, ma quello che ci è stato insegnato è che non è mai troppo presto per correre ai ripari e preoccuparsi di tutelare se stessi e i propri cari.

Certo è che per stare al passo con i tempi bisogna seguire l’inevitabile sviluppo del digitale cui stiamo già assistendo da un pò di tempo e che la pandemia non ha fatto altro che velocizzare. Per riuscire a penetrare il segmento di mercato dei millennials, che sempre più richiedono assistenza e che sono alla costante ricerca di prodotti personalizzati, servizi veloci e intuitivi, è sicuramente necessario ascoltare quello che i propri clienti e potenziali clienti domandando con sempre più insistenza alle aziende.

Ormai infatti, è il consumatore a decidere cosa dovrà essere presente sul mercato tramite le sue richieste, non è più l’azienda che offre i propri prodotti al fine di adattarli all’interlocutore finale.

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