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Quando in passato ci dicevano che in futuro avremmo vissuto fino a cent’anni non potevamo crederci, ma il momento è arrivato: l’aspettativa di vita continua a crescere e si stima che i nati nel 1947 vivranno fino a 88 anni, quelli nati nel 1977 fino a 94 anni e quelli nati nel 2007 potranno arrivare addirittura a 103 anni. Si tratta di una buona notizia che arriva dall’analisi economica del WEF – World Economic Forum intitolato “Vivremo fino a cent’anni: come potremo sostenerlo?” che analizza i sistemi pensionistici di 8 diversi Stati (Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Giappone, Cina, India e Paesi Bassi).

Fonte WEF – We’ll Live to 100 – How Can We Afford It?

Vivendo a lungo avremo più tempo per coltivare le nostre passioni e interessi, per viaggiare e condurre una vita attiva anche da pensionati. Dopo gli anni di duro lavoro potremo finalmente realizzare i nostri sogni.

Ma le nostre risorse saranno sufficienti?

Vediamo quali sono le maggiori preoccupazioni finanziarie degli under e over 50enni negli Stati Uniti e evidenziate nello studio:

Fonte WEF – We’ll Live to 100 – How Can We Afford It?

Secondo il rapporto WEF bisogna pensare il prima possibile a un sistema alternativo di finanziamento della vita post lavoro. In futuro, a causa dell’innalzamento dell’aspettativa di vita e del calo demografico, gli Stati avranno difficoltà a sostenere i sistemi pensionistici pubblici. Bisogna quindi pensare il prima possibile a una valida alternativa.

Aspettativa di vita: i cambiamenti demografici in atto

A tal proposito il WEF stima che il rapporto tra lavoratori e pensionati diminuirà dagli attuali 8 a 1 fino ad arrivare ai 4 a 1 nel 2050.

Sempre nel 2050 la popolazione over 65 aumenterà dagli attuali 600 milioni del 2017 ai 2,1 miliardi.

Inoltre, il rapporto tra le persone che hanno difficoltà economiche dopo aver compiuto i 65 anni sta aumentando, tra il 1991 e il 2006 è triplicato.  

Quali sono i modi per affrontare questi cambiamenti demografici?

Pensione: come prepararsi al meglio

Con una vita che si allunga e un sistema pensionistico pubblico che faticherà ad assicurare pensioni adeguate visto il rapporto prospettato tra lavoratori e pensionati è importante prendere coscienza che le risorse a disposizione probabilmente non saranno sufficienti a mantenere uno stile di vita adeguato. Questo ci permette di agire per tempo e tutelare il nostro benessere futuro.

Le soluzioni vagliate dalla WEF vanno ad esempio dall’ aumento dell’età di pensionamento, all’incremento della pressione fiscale fino ai meccanismi di risparmio solidale che vadano in aiuto di coloro che non hanno la possibilità di risparmiare.

Risparmio previdenziale: una necessità  

Finché gli Stati non troveranno, a livello globale, una soluzione per affrontare.

la questione pensionistica, sono i singoli cittadini a dover pensare per tempo a risparmiare, facendosi carico del proprio futuro previdenziale.

Questo è quanto raccomandato dal rapporto WEF, che nella previdenza integrativa vede un buon modo per tutelarsi, trattandosi di  un risparmio di lungo periodo oltretutto fiscalmente vantaggioso.

Scopri quale sarebbe il tuo vantaggio fiscale

Si tratta di uno strumento che permette, fin dalla giovane età, di risparmiare per la pensione. Si può iniziare versando dei piccoli importi, in linea con le risorse di ognuno o magari con un aiuto da parte dei genitori, per poi modificarli in caso di maggiori entrate.

Il rapporto WEF sottolinea come il perseguimento del proprio benessere futuro deve essere una priorità per tutti, a partire dai più giovani. Scegliere una forma di previdenza integrativa oggi aiuta da subito a costruire il sostentamento che farà la differenza quando si andrà in pensione.

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