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Quali benefici potrebbe apportare il sostegno della previdenza integrativa alle PMI (Piccole Medie Imprese) così come hanno già fatto i PIR (piani individuali di risparmio)? Tommaso Corcos, presidente di Assogestioni, ne ha parlato durante la conferenza inaugurale del Salone del Risparmio 2018, tenutasi lo scorso aprile, auspicando l’aumento degli incentivi fiscali legati ai fondi pensione come lo strumento più efficace per raggiungere l’obiettivo.

I PIR sin dalla loro introduzione sul mercato hanno avuto un grande successo e questo non solo a beneficio degli investitori ma anche delle Piccole e Medie Imprese.

Ma cosa sono i PIR e come potrebbe la previdenza integrativa replicare il ruolo che hanno avuto nell’economia reale?

PIR: cosa sono e come sostengono le PMI

I PIR sono una forma di risparmio attuata con il versamento costante e periodico di risorse che vengono gestite da SGR (Società di gestione del Risparmio) o da imprese assicurative e investite in diversi strumenti finanziari: azioni, obbligazioni, quote o azioni di OICR (Organismi d’Investimento Collettivo del Risparmio).

Perchè tutto questo comporta un sostegno economico per le imprese italiane e in particolare per le PMI? Gli investimenti delle risorse sono in azioni o quote di imprese o OICR residenti nel territorio dello Stato e forniscono di conseguenza capitale alle imprese stesse.

PIR: Come incentivare i risparmiatori e qual’è stata la chiave del loro successo?

La chiave del successo dei Piani Individuali di Risparmio è l’esenzione fiscale dei redditi di capitale e degli altri redditi di natura finanziaria derivanti da questi investimenti entro la somma annuale di investimento di 30.000 euro. Ma per beneficiare dell’agevolazione ci sono due condizioni:

  1. le somme destinate nel piano di risparmio devono essere investite per almeno il 70% del valore complessivo in strumenti finanziari emessi o stipulati con imprese italiane, o estere, ma con stabili organizzazioni in Italia.
  2. gli strumenti finanziari in cui è investito il piano devono essere detenuti e quindi non possono essere ceduti per almeno cinque anni, altrimenti si decade dall’ incentivo fiscale.

PIR, l’obiettivo: fornire capitale alle PMI italiane nel lungo termine a beneficio di tutti

La soluzione proposta da Corcos è quella di accrescere il grande beneficio fiscale che caratterizza la previdenza integrativa, aumentando la deducibilità dei contributi  versati al fondo pensione, attualmente deducibili entro il limite annuale di 5.164,57€. Meno tasse da pagare, maggiori risparmi nella previdenza integrativa che si traducono in un sostegno reale alle imprese italiane, tutto in un “colpo solo”.

La previdenza integrativa, forma di risparmio a lungo termine per eccellenza, può supportare i lavoratori e contemporaneamente costituire un importante sostegno all’economia reale, andando a supportare anche le PMI. Aumentare i benefici fiscali può fare la differenza e stimolare il risparmio in forme di previdenza complementare.

 

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