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Il 2019 è stato molto positivo per la previdenza integrativa sia sul fronte della adesioni che delle performance ottenute in tutte le linee di investimento, che si confermano superiori alla rivalutazione ordinaria del TFR lasciato in azienda.

La Covip (Commissione di Vigilanza sui fondi pensione) ha infatti pubblicato i dati aggiornati a dicembre 2019 da cui emerge che gli iscritti hanno superato i 9 milioni, con un + 4,5% rispetto all’anno precedente.

Fondi pensione aperti meglio dei PIP

In controtendenza rispetto agli ultimi anni, la crescita delle adesioni è stata maggiore nei fondi pensione aperti + 6,1% che nei PIP (piani individuali pensionistici) + 4,4%, quest’ultimi istituiti esclusivamente da compagnie assicurative a differenza dei primi, gestiti anche da SGR (società di gestione del risparmio), SIM (società di intermediazione mobiliare) e banche.

Per quanto riguarda i fondi pensione chiusi, istituiti da contratti collettivi o accordi aziendali e destinati solo a determinate categorie di lavoratori, la crescita degli iscritti (+5,3%) è dovuta soprattutto ai dieci fondi pensione che prevedono meccanismi di adesione contrattuale, ossia per effetto del contributo contrattuale a carico del datore di lavoro previsto dai contratti collettivi nazionali nell’ambito delle aziende che li applicano.

Fonte: Covip – Principali dati statistici dicembre 2019

 

Performance positive in tutte le linee di investimento: battuto il TFR

Le performance registrate nel corso del 2019 sono state piuttosto positive, soprattutto nelle linee di investimento con una prevalenza di azioni rispetto alle obbligazioni, ossia nei comparti di gestione azionari e bilanciati.

Il rendimento ottenuto dai fondi pensione aperti, al netto dei costi e della fiscalità, è stato del + 8,3%, nei PIP del + 12,2%, con riguardo ai comparti diversi da quello garantito e in quest’ultimo del +1,7% e nei fondi chiusi del + 7,2%.

Fonte: Covip – Principali dati statistici dicembre 2019

 

La rivalutazione del TFR lasciato in azienda è stata pari al + 1,5%, tendenza che conferma l’andamento degli dieci anni con una rivalutazione media del + 2% contro rendimenti medi annui composti del + 3,8% per i fondi pensione aperti, del + 3,8% per i PIP comparti dinamici e + 2,6% di quelli garantiti e del + 3,6% dei fondi pensione chiusi.

 

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