In un articolo del Sole 24 Ore del primo ottobre scorso sono stati pubblicati i risultati principali di una survey condotta su 350 direttori del Personale dall’Associazione che li rappresenta (Aidp). E’ emerso che più di 7 aziende su 10 prolungheranno lo smart working anche oltre lo stato di emergenza, persino se prorogato fino al 31 gennaio 2021.

Questo alla luce dei benefici offerti dal lavoro agile, che per il 73,36% degli intervistati superano le criticità, ritenute maggiori solamente per il 10,73%.

Fonte: Aidp, survey su 350 direttori del personale e creato con Datawrapper su il Sole 24 Ore

 

Che lo smart working fosse molto apprezzato dalle aziende una volta sperimentato era già emerso, come riportato dal Sole 24 Ore, prima dell’emergenza sanitaria, nell’ambito delle indagini raccolte dall’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano. Intervistando direttamente i manager e chiedendo di valutare l’impatto dello smart working con un voto da 1 (molto negativo) a 10 (molto positivo), per più della metà l’impatto è stato giudicato sempre positivo e, in particolare, molto positivo:

  • per la responsabilizzazione dei lavoratori al raggiungimento dei risultati (per il 37% dei capi), 
  • per l’efficacia del coordinamento (33%), 
  • la condivisione delle informazioni (32%), 
  • la motivazione e la soddisfazione sul lavoro (32%) 
  • l’efficacia intesa come qualità delle attività svolte (31%).

Fonte: Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano e creato con Datawrapper su il Sole 24 Ore

 

Per contro, invece, le criticità riscontrate dai lavoratori attengono inevitabilmente al venir meno alle dinamiche dell’ufficio e alle difficoltà organizzative.

I vantaggi maggiori dello smart working sono dati da una riduzione dei costi i e da un miglioramento dell’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Smart working: meno costi, più work life balance per i lavoratori

Per le aziende, ma anche per il lavoratori, un grande vantaggio dallo smart working è innanzitutto il risparmio dato dalla riduzione dei costi sostenuti per le spese vive dell’ufficio, ma anche per malattie e permessi nonché in ordine di tempo e tragitto/trasporto. Lo stesso articolo del Sole 24 Ore, infatti, riporta i dati emersi da una serie di indagini condotte dalla società di consulenza per lo smart working Variazioni tra il 2015 e il 2019. Secondo le sue elaborazioni, per le aziende si può ipotizzare un risparmio annuo tra 4.000 euro e 6.000 euro rispettivamente per 6 e 9 giorni di smart working al mese a dipendente.

Inoltre, una survey realizzata appositamente dopo il lockdown da Variazioni mette maggiormente in luce quelli che sono i benefici qualitativi per il lavoratore e a riguardo è emerso che con lo smart working:

  • in media si risparmiano 74 minuti di tempo per recarsi in ufficio per ciascuna giornata in smart working
  • questo si traduce in un risparmio di spese pari a 17 euro al giorno
  • l’80% dei lavoratori ritiene migliorato il work life balance.

Come dimostrato dal successo delle iniziative di welfare aziendale promosse all’interno delle aziende a favore dei propri dipendenti, con l’aumentare del loro benessere cresce di pari passo la produttività e il senso di attaccamento del lavoratore alla propria realtà aziendale. Come riportato dal Sole 24 Ore, infatti, secondo il CEO di Variazioni Arianna Visentini, del tempo risparmiato dal lavoratore grazie allo smart working, una parte (circa il 24%) viene reimpiegata gratuitamente nel lavoro per la propria azienda.

 

Di pari passo con la diffusione dello smart working, che come visto accresce il benessere personale del lavoratore, con dei risvolti estremamente positivi a livello aziendale, lo stesso deve avvenire anche livello generale, affinché i benefici di un sistema di welfare diffuso, che passa inevitabilmente anche per la previdenza integrativa, possano riversarsi sul sistema sociale. 

propensione.it è a tua disposizione per scoprire qual è il fondo pensione per te

Consulenza gratuita e adesione online senza alcun costo aggiuntivo!

(Visited 27 times, 1 visits today)