La testata Percorsi di Secondo Welfare ha analizzato i dati dell’Osservatorio di Edenred (provider di welfare aziendale) sulle scelte di imprese e lavoratori in materia di welfare aziendale per l’anno 2020. L’emergenza epidemiologica ha modificato l’approccio delle aziende e gli interessi dei lavoratori?

Nonostante le inevitabili difficoltà il welfare aziendale ha continuato a rappresentare un investimento per le aziende italiane, soprattutto nel settore dell’industria e della manifattura.  I lavoratori hanno preferito i fringe benefit, come ad esempio i buoni spesa, l’area dell’istruzione dei figli e la previdenza integrativa.

L’indagine è stata condotta su più di 3.000 aziende e 500.000 lavoratori fruitori della piattaforma Edenred e Secondo Welfare propone alcune riflessioni sui principali dati emersi.

La diffusione del Welfare aziendale 

Dall’osservatorio emerge innanzitutto che il welfare aziendale è maggiormente diffuso in aziende medio grandi (55%) del Nord d’Italia (l’81% si trova in quest’area del Paese, contro il 16% del Centro Italia e il 3% del Sud d’italia) e nel settore dell’industria e della manifattura (quasi il 45%), complice il CCNL di riferimento e le nuove misure introdotte. 

Fonte: Percorsi di Secondo Welfare – 14 aprile 2021 – Osservatorio Edenred

Come osservato da Percorsi di Secondo Welfare, si tratta di numeri che differiscono dal numero di distribuzione delle aziende italiane secondo i dati ISTAT: il settore industriale è infatti inferiore rispetto ad altri settori, nei quali invece il welfare aziendale è meno diffuso, come ad esempio quello del commercio, e nello stesso tempo è composto per il 98,2% da piccole imprese entro i 50 dipendenti.

Fonte: Percorsi di Secondo Welfare – 14 aprile 2021 – Osservatorio Edenred

Ciò nonostante, solo il 45% delle imprese di piccole dimensioni rappresenta una realtà cliente di Edenred. 

Quasi il 76% delle imprese ha introdotto il welfare aziendale al proprio interno con un atto liberale, regolamento o accordo aziendale (definito ON TOP), il 34% attraverso il CCNL e il 18% tramite la conversione del Premio di Risultato

I lavoratori che usufruiscono il Welfare aziendale

Per quanto riguarda i lavoratori che si avvalgono dei servizi Welfare messi a disposizione dalla propria azienda tramite il provider Edenred, sono così distribuiti.

Emerge innanzitutto che ben il 71% sia rappresentato da uomini contro il 29% di donne. Come evidenziato da Secondo Welfare queste risultanze sono coerenti con i dati ISTAT in tema di media occupazionale, che nel 2019 registrava un 60% di occupazione maschile contro il 40% femminile.

Fonte: Percorsi di Secondo Welfare – 14 aprile 2021 – Osservatorio Edenred

Per quanto riguarda l’età, la concentrazione maggiore si registra nella fascia centrale 45-49 anni, sia per gli uomini che per le donne, con un complessivo 15,8% di utenti. Segue per le donne la fascia d’età precedente 40-44 anni, con il 4,9%, mentre per gli uomini quella successiva 50-54 anni, con il 10,6%.

Decisamente basso il numero di lavoratori under 25, fascia in cui le donne registrano solo lo 0,3% contro il 5% degli uomini.

Previdenza integrativa resta tra le aree di welfare aziendale più richieste

Per quanto riguarda le scelte dei lavoratori, le prestazioni di welfare più apprezzate nel 2020 si collocano nelle seguenti aree: 

  • fringe benefit (come i buoni spesa e le card acquisto), con il 30,1%
  • istruzione dei figli, con il 28,3%
  • ambito ricreativo e del tempo libero, soprattutto le spese per viaggi e vacanze, ma anche settore wellness, con il 15%
  • previdenza integrativa, con il 13,7%

Fonte: Percorsi di Secondo Welfare – 14 aprile 2021 – Osservatorio Edenred

Seguono l’assistenza sanitaria (8,9%), mobilità (2%), l’assistenza dei familiari (1,5%) e mutui e prestiti (0,5%).

Come riportato da Percorsi di Secondo welfare rispetto, agli anni precedenti le scelte sono ricadute maggiormente per i fringe benefits anche a seguito del provvedimento del governo che ha raddoppiato il limite massimo da destinare a queste prestazioni, passato quindi a 516,23 euro.

Quanto incide l’età in queste scelte?

Dall’osservatorio emerge come le fasce più giovani prediligono i fringe benefits e l’area ricreativa, mentre nelle fasce centrali tra i 35 e i 39 anni aumentano le prestazioni per istruzione e educazione dei figli (tra il 30% e il 35%). 

Fonte: Percorsi di Secondo Welfare – 14 aprile 2021 – Osservatorio Edenred

Si registra un incremento notevole tra gli over 55 di coloro che scelgono la previdenza integrativa, contribuendo quindi ad un fondo pensione, con il picco di quasi il 45%. Inoltre, resta comunque un’area utilizzata in tutte le fasce d’età considerate. 

Infatti, il fondo pensione non conosce età dal momento che la previdenza integrativa serve a tutelare il tenore di vita una volta in pensione e comporta notevoli vantaggi per l’aderente, sia fiscali che in termini di protezione.

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