Può uno strumento di risparmio essere adatto a chiunque e a qualsiasi età? Se si tratta del fondo pensione assolutamente sì, visto il suo importante scopo pensionistico e le sue flessibilità. Una pensione integrativa da affiancare a quella pubblica, per un futuro più sereno e solido del resto accomuna tutti. 

Ma non si tratta esclusivamente di uno strumento universalmente utile con cui proteggersi dall’inevitabile differenza, detta gap previdenziale, tra pensione pubblica e ultimo reddito goduto in attività. Il fondo pensione va incontro alle esigenze di vita delle persone: non tutti hanno le stesse possibilità economiche e comunque queste cambiano nel tempo, ognuno ha il proprio profilo di rischio, qualcuno avrà i propri imprevisti cui far fronte o diverse priorità da soddisfare nel corso del tempo. Ci sarà chi sta molto bene economicamente o che si è “svegliato” un po’ tardi per aderire ad un fondo pensione ma che trarrà comunque un beneficio. 

 

Le peculiarità che fanno del fondo pensione uno strumento adatto a qualsiasi necessità possono essere riassunte in:

  • flessibilità nella contribuzione, sia per importi che per frequenza e modificabili nel tempo
  • possibilità di sospendere la contribuzione in qualsiasi momento per poi riprenderla quando si può nuovamente contribuire
  • opportunità per i lavoratori dipendenti di poter conferire il proprio TFR maturando nel fondo pensione anziché lasciarlo in azienda
  • diversi comparti di gestione tra cui scegliere, adatti per ogni profilo di rischio e orizzonte temporale, partendo dalle linee di investimento azionarie fino a quelle garantite
  • possibilità di accedere a quanto accumulato tramite anticipazioni del capitale
  • riscatto della posizione accumulata in caso di perdita del lavoro, invalidità o premorienza
  • anticipo pensionistico grazie a quanto accumulato nel fondo pensione con la R.I.T.A.
  • il grande beneficio fiscale della deducibilità di quanto versato dal reddito IRPEF (anche per persone fiscalmente a carico e pensionati)
  • altri vantaggi fiscali che aumentano con il tempo
  • iscrizione aperta anche a bambini, ragazzi o comunque soggetti fiscalmente a carico e persino ai pensionati ad alcune condizioni 

 

Ecco come il fondo pensione soddisfa le esigenze di quattro tipologie di aderenti differenziati per età, situazione lavorativa ed esigenza di vita: il neoassunto, il lavoratore a metà carriera, il minore fiscalmente a carico e il prossimo alla pensione.

Fondo pensione per neoassunto

Il fondo pensione è innanzitutto lo strumento ideale per un neoassunto o comunque per chi è entrato da poco nel mondo del lavoro. Proprio per i giovani lavoratori, interessanti da carriere più discontinue rispetto al passato, risulta fondamentale correre ai ripari per tempo, costruendosi una pensione di scorta parallelamente a quella pubblica. Iniziando sin da subito avranno tutto il tempo per accumulare le risorse necessarie e lo sforzo sarà inferiore. 

  

Meglio aderire il prima possibile non solo perché i giovani hanno più bisogno di integrazione, ma anche per i grandi vantaggi che il fondo pensione gli offre, che grazie al tempo a disposizione aumentano.

 

Ecco il caso di Paolo, 26 anni appena assunto come dipendente in un’azienda di informatica. Il suo stipendio è quello tipico di molti ragazzi neolaureati della sua età, all’incirca 18.500 euro annui lordi. Il fondo pensione, però, è adatto a tutte le tasche e gli consente di contribuire anche con piccoli importi (per esempio 50 euro mensili) e soprattutto anche con il solo TFR. Paolo, infatti, all’atto dell’assunzione ha deciso di destinarlo al fondo pensione con maggiori vantaggi rispetto al lasciarlo in azienda. Inoltre, riesce a contribuire con 400 euro annui ( poco più di 30 euro mensili), di cui,  grazie alla deducibilità, ottiene  come rimborso fiscale in busta paga 108 euro.

 

 Inoltre, un altro grande vantaggio è che Paolo potrà sfruttare il bonus di deducibilità riservato al lavoratore di prima occupazione. Infatti, se nei primi cinque anni di partecipazione al fondo Paolo non riesce a sfruttare appieno il limite di deducibilità pari a 5.164,57 euro annui, allora a partire dal sesto anno e per i vent’anni successivi potrà recuperare un bonus pari a quanto non sfruttato nei primi cinque anni arrivando a versare ogni anno fino a 2.582 euro in più rispetto al limite normale.  

Un grande alleato di Paolo è poi il tempo che ha a disposizione. Infatti, dopo otto anni le flessibilità aumentano è potrà richiedere un’anticipazione fino al 75% di quanto accumulato per acquistare casa o fino al 30% per qualsiasi esigenza, come il viaggio da sempre sognato. Negli anni, inoltre, il regime fiscale della previdenza integrativa diventa ancora più vantaggioso. La tassazione della prestazione finale, che parte da un massimo del 15%, dopo 15 anni di partecipazione alla previdenza integrativa diminuisce dello 0,30% annuo fino ad arrivare a un minimo del 9%, un regime fiscale decisamente vantaggioso rispetto a quello IRPEF.

Fondo pensione per lavoratore a metà carriera

Al fondo pensione può aderire qualsiasi lavoratore e nel caso degli autonomi e dei liberi professionisti a maggior ragione perché il gap previdenziale da colmare con una pensione integrativa è maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti, arrivando anche al 70% di reddito non coperto una volta in pensione. 

 

Ma oltre all’integrazione, per un lavoratore a metà carriera il fondo pensione può dare maggiormente i suoi frutti. Si possiede un reddito maggiore, di conseguenza si può contribuire con somme maggiori da un lato e ottenere un risparmio fiscale maggiore grazie alla deducibilità dall’altro. 

 

Lucia, avvocato di 46 anni con un reddito annuo lordo di circa 67.000 euro, versa nel suo fondo pensione i 5.164 euro che le consentono di risparmiare sulle imposte IRPEF ben 2.117 euro. In questo modo, avendo comunque un buon orizzonte temporale a disposizione e scegliendo il fondo pensione migliore sia per i costi che per i rendimenti, riesce ad accumulare un buon capitale. 

Questo le consentirà di proteggere la sua famiglia in caso di bisogno, grazie alle tutele offerte dalla previdenza complementare

Le anticipazioni di quanto accumulato possono essere richieste anche per il coniuge Alberto e per sua figlia Alice. Fino al 75% in qualsiasi momento per far fronte a importanti spese sanitarie, dopo otto anni e nello stesso limite per aiutare Alice a comprare casa o per ristrutturare con Alberto la propria casa. Infine è sempre possibile richiedere il 30% di quanto accumulato per qualsiasi esigenza, come ad esempio le spese universitarie di Alice.

 

Se Lucia, vicina ai requisiti di pensionamento di vecchiaia previsti dalla sua Cassa previdenziale, non vorrà più esercitare la professione per un po’ o, diciamo, a tempo indeterminato, potrà sfruttare quanto accumulato nel fondo pensione come preziosa pensione anticipata di 5 anni richiedendo la R.I.T.A. In questo modo, infatti, potrà  contare su un reddito ponte per gli anni mancanti al raggiungimento della pensione pubblica di vecchiaia. Inoltre, potrà convertire solo una parte del capitale in R.I.T.A., lasciando la parte residua per la pensione integrativa che si affiancherà, questa volta a vita intera, a quella pubblica.

Fondo pensione per minore fiscalmente a carico

Il fondo pensione può essere sottoscritto anche per un minore fiscalmente a carico, quindi per un figlio. Cosa dovrebbe farsene un figlio di un fondo pensione? I genitori gli insegneranno fin da piccolo l’importanza del risparmio. Un figlio che vede i propri genitori risparmiare per un obiettivo ancora lontano ma più che mai importante, una volta indipendente gli verrà naturale continuare a tutelare il proprio futuro benessere, ma non solo, imparerà anche a risparmiare per i suoi piccoli o grandi progetti di vita. 

 

Come funziona l’adesione per un figlio? Il genitore sceglie il prodotto più adatto, normalmente ci si orienta su una linea dinamica, come ad esempio un comparto azionario, che nel lungo periodo, facendo lavorare l’interesse composto, permette di ottenere degli ottimi rendimenti facendo crescere in maniera esponenziale il proprio risparmio. 

Poi finché il figlio è a carico, quindi anche da maggiorenne, il genitore potrà dedurre i contributi che versa alla posizione del figlio fino a 5.154 euro all’anno complessivi. La deducibilità, infatti, vale a persona e al reddito IRPEF da cui si deducono i contributi. 

Come nel caso di Michele e sua moglie Laura, che hanno deciso di risparmiare per il proprio futuro ma anche per quello dei figli Tommaso e Camilla

Michele, quindi, versa 3.000 euro annui nel proprio fondo pensione e i restanti 2.164 euro annui in quello di Camilla, risparmiando da un reddito di circa 39.000 euro lordi annui 1.962 euro di imposte IRPEF. La mamma Laura fa altrettanto per il suo fondo pensione e per quello di Tommaso, risparmiando anche lei 1.962 euro a fronte di un reddito annuo lordo di 30.000 euro.

Oltre a tutto questo, una volta maggiorenni, grazie al tempo regalatogli dai genitori e quindi grazie all’anzianità accumulata nel sistema di previdenza integrativa, in caso di bisogno Camilla e Tommaso potranno chiedere anticipazioni fino al 75% di quanto accumulato per l’acquisto della loro prima casa oppure fino al 30% per qualsiasi esigenza, pensiamo ad un master o magari all’avvio di una propria attività. Il fondo pensione per un figlio rappresenta dunque molto più di un semplice risparmio previdenziale.

Fondo pensione per prossimo alla pensione e pensionati

Non è mai troppo tardi per sottoscrivere un fondo pensione, quindi è possibile anche per chi è prossimo alla pensione. In questo caso si avrà meno tempo a disposizione ma lo strumento si adatta comunque alle esigenze del risparmiatore. Innanzitutto potrà scegliere un comparto garantito, ossia una linea di gestione prudente che garantisce la restituzione di almeno il capitale versato in caso di andamento negativo dell’investimento al momento di accesso alla prestazione, che comunque può avvenire decorsi almeno 5 anni di partecipazione.

Oltre all’integrazione pensionistica, l’aderente potrebbe avere l’interesse di sottoscrivere il fondo pensione come forma di eredità

Si tratta del caso di Giuseppe, che all’età di 60 anni ha deciso di sottoscrivere il fondo pensione anche come forma di protezione per sua moglie Marta. Infatti, in caso di premorienza prima del raggiungimento dei requisiti per l’erogazione della prestazione pensionistica, il capitale accumulato è riscattato dagli eredi legittimi o dai beneficiari designati, il tutto senza alcun imposta di successione e valendo l’aliquota agevolata tra il 15% e il 9%.

Giuseppe ha inoltre l’interesse a dedurre fiscalmente i 5.164 euro versati ogni anno nel fondo pensione. A fronte di un reddito lordo di circa 40.000 euro annui risparmia 1.962 euro

Raggiunti i requisiti per il pensionamento a 66 anni decide di proseguire a risparmiare nel fondo pensione senza richiedere la prestazione, non essendoci alcun limite temporale, continuando così a proteggere sua moglie e a risparmiare sulle imposte IRPEF dovute sul reddito da pensione.

 

E un pensionato può aderire a un fondo pensione?

Sì a determinate condizioni:

  1. se è un pensionato in via anticipata e manca almeno un anno al raggiungimento dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia (ad esempio attuali 67 anni presso l’INPS)
  2. se è pensionato di vecchiaia può se nello stesso tempo sta svolgendo un’attività lavorativa, di qualsiasi tipologia.

In entrambi i casi, vale il requisito dei 5 anni di partecipazione alla previdenza integrativa per accedere alla pensione integrativa, così come la possibilità di non richiedere la prestazione giunti a questo termine, senza limiti temporali, godendo nel frattempo del beneficio fiscale della deducibilità.

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