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L’autunno è arrivato ed è tempo di bilanci e di buoni propositi, forse ancor più che a Capodanno. Dieta, iscrizione in palestra, dentista e chi più ne ha più ne metta. Un promemoria lo aggiungiamo noi al vostro calendario: non perdere il vantaggio della deducibilità fiscale della previdenza complementare!

Contribuire per costruirsi una pensione integrativa non è solo utile ma facendolo si ottiene un vero è proprio “premio”: la deducibilità fiscale di quanto versato alla previdenza complementare fino a ben 5.164,57 euro all’anno. Dedurre dal reddito i contributi per la pensione integrativa significa risparmiare sulle imposte IRPEF ogni anno.

Per sfruttare la deduzione fiscale del fondo pensione nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno bisogna contribuire entro dicembre 2019.

A chi ci rivolgiamo? A tutti:

  • chi ha già un fondo pensione
  • chi ancora deve aderire alla previdenza complementare
  • lavoratori e non, come gli studenti
  • genitori che vogliono iscrivere un figlio.

Perché pensarci adesso? Perché mancano poco più di due mesi alla fine dell’anno e, nello specifico, del periodo di imposta rilevante ai fini IRPEF. Questo significa che nella dichiarazione dei redditi che verrà presentata nel 2020, si potranno dedurre dai redditi 2019 solamente i contributi versati entro dicembre. Ovviamente i “ritardatari” non perderanno i loro versamenti, ma questi andranno in deduzione per l’anno di imposta  successivo.

Deducibilità fiscale 2019: in che cosa consiste e quando sfruttarla?

La deducibilità fiscale comporta una riduzione del reddito imponibile sul quale si applicano le aliquote IRPEF e permette di pagare meno tasse. Come ottenere questo vantaggio aderendo alla previdenza complementare? Grazie ai versamenti nel fondo pensione che possono essere dedotti fino a 5.164,57 euro all’anno, diminuendo il reddito dichiarato ai fini IRPEF.

I contributi versati nel corso del 2019, quindi, potranno essere portati in deduzione dal reddito dichiarato ai fini IRPEF nel 2020. Lo scaglione di reddito in questo modo diminuirà e le aliquote saranno applicate su una base imponibile inferiore, con conseguenti minori imposte da pagare.

A seconda del reddito complessivo da dichiarare e dei versamenti annui, varia l’entità del beneficio fiscale.

In alcuni casi si ottiene un risparmio fiscale che è quasi pari alla metà di quanto versato. A fronte di un reddito lordo di 76.000 euro, per esempio, vengono applicate tutte le aliquote IRPEF. Contribuendo nell’anno esattamente entro il limite di deducibilità di 5.164,57 euro, si ottiene un risparmio di ben 2.137 euro, circa il 43% di quanto versato.

Il limite vale a persona e può essere raggiunto ad esempio in più fondi pensione, nel caso si diversifichi il risparmio previdenziale, o se si contribuisce nel fondo pensione per un aderente fiscalmente a carico.

Qualche esempio di deducibilità fiscale

Ecco gli esempi di Alice, Davide, Fabio e Simona: per ciascuno di loro abbiamo ipotizzato età, professione, reddito lordo e l’importo dei contributi che versano nel fondo pensione in modo da calcolare il loro risparmio fiscale grazie alla deducibilità.

Alice, giovane giornalista fotoreporter che è appena entrata nel mondo del lavoro, ha deciso di costruirsi una pensione di scorta iniziando con dei piccoli versamenti in linea con le sue disponibilità. Versando 50 euro al mese riesce a risparmiare ben 216 euro all’anno di tasse.

Per Davide invece, impiegato 42enne, il risparmio fiscale è ancora maggiore: potendo contare su più risorse ha deciso di versare 1.500 euro all’anno alla previdenza integrativa, riuscendo a risparmiare ben 570 euro di tasse.

Fabio con la sua attività di programmatore informatico dovrebbe pagare ben 12.250 di imposte IRPEF sul reddito prodotto nel 2019, ma aderendo a un fondo pensione riesce a risparmiare ben 1.140 euro.

Infine Simona, infermiera specializzata con un reddito lordo di 40.000 euro, ha deciso, già da diversi anni, di costruirsi una sicurezza economica in più per il post lavoro aderendo alla previdenza integrativa. Questo le ha permesso di avere anche un grande risparmio fiscale ogni anno, ad esempio per il 2019 pagherà ben 950 euro di tasse in meno.

 

In tutti questi casi i versamenti al fondo pensione rientrano nel tetto annuale di deducibilità. Sono poi previsti due casi particolari in cui il tetto di 5.164,57 euro può essere superato:

  1. lavoratori di prima occupazione: per un lavoratore giovane, alla sua prima occupazione, il vantaggio fiscale è maggiore. Il limite di deducibilità ordinario, infatti, può essere superato di 2.582,29 euro annui a partire dal quinto anno di partecipazione al fondo pensione. A determinate condizioni, quindi, la deducibilità totale può arrivare a 7.746,86 euro
  2. conversione dei premi di risultato in contributi alla previdenza complementare nell’ambito di un piano di welfare aziendale : i premi di risultato versati nel fondo pensione sono deducibili a prescindere dal superamento del tetto ordinario entro il limite di 3.000 euro annui di premio convertito. In sostanza, il tetto massimo diventa 8.164,57 euro.

La detassazione totale dei contributi versati nel fondo pensione

Oltre alla deducibilità dei contributi versati nel fondo pensione, c’è anche il vantaggio della detassazione totale della pensione integrativa per quanto non dedotto. Basta dichiarare al gestore del fondo pensione che un certo ammontare di contributi non è stato dedotto affinché ne tenga conto.

Vediamo come funziona questa esenzione fiscale finale.

 

La pensione integrativa, al momento dell’erogazione, è soggetta ad una ritenuta a titolo d’imposta con un’aliquota del 15%, decisamente agevolata rispetto a quelle IRPEF. Dopo quindici anni di partecipazione alla previdenza integrativa scende dello 0,30% ogni anno fino ad arrivare al 9%. 

Ma su cosa si applica? La base imponibile della pensione integrativa non tiene conto:

  • della parte dei rendimenti che sono stati già tassati (al 20% nel fondo pensione anziché al 26% come negli altri strumenti di risparmio)
  • dei contributi che non sono stati dedotti.

Quanto versato e non dedotto, quindi, gode della detassazione totale al momento dell’erogazione.

I contributi potrebbero non essere dedotti per almeno tre motivi:

  1. si va oltre il limite di deducibilità, quindi l’eccedenza non viene dedotta
  2. non si possono dedurre i contributi perché integralmente soggetti alla tassazione agevolata del regime forfettario
  3. si sceglie di non dedurre i contributi preferendo per sé o per un figlio a carico la detassazione totale.

Un vantaggio fiscale per tutti: nessuno escluso

Questo promemoria,  come anticipato, vale per tutti. Chi ha già un fondo pensione può proseguire con la contribuzione fino alla fine dell’anno 2019.

Chi deve ancora iscriversi, può iniziare a contribuire da oggi” per i prossimi quattro mesi.

Non solo, anche i genitori che hanno iscritto o vogliono far aderire il proprio figlio a carico sono in tempo per usufruire dei vantaggi fiscali. Infatti, se il figlio è fiscalmente a carico anche per il 50%, i contributi versati in suo favore sono deducibili dal reddito IRPEF dichiarato dal genitore.

 

Non è mai troppo presto per aderire alla previdenza complementare. Oltretutto c’è la possibilità di risparmiare sulle tasse da pagare nell’anno prossimo se versi contributi entro dicembre di quest’anno.

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