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Previdenza complementare: tutti i numeri dell’ultimo anno

Venerdì 10 giugno 2022 la Covip (Commissione di Vigilanza sui fondi pensione) ha pubblicato la relazione annuale sull’andamento ed i principali risultati ottenuti dai fondi pensione italiani nel corso del 2021.

Come riportato, Il sistema di previdenza complementare, che comunque aveva ben assorbito l’impatto dell’emergenza sanitaria, ha continuato a mostrare una solidità di fondo anche a fronte di shock imprevisti e di diversa natura. Si è registrata una crescita positiva, ai livelli pre pandemia, sia per il numero di adesioni che per i flussi contributivi. Rendimenti positivi, inoltre, soprattutto nei comparti a componente maggiormente azionaria. 

Aderenti ai fondi pensione aumentati del 4,2% 

Gli aderenti complessivi alle diverse forme pensionistiche integrative nel 2021 hanno raggiunto i 9,7 milioni (+4,2% dal 2020), considerando anche le posizioni multiple e gli iscritti  ai fondi pensione preesistenti. Il rapporto stimato, infatti è di 11 posizioni rispetto a 10 iscritti. 

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

 

Gli iscritti effettivi al sistema di previdenza integrativa sono quasi 8,8 milioni, il 34,7% della forza lavoro, da intendersi come persone occupate o in cerca di lavoro con età maggiore o uguale a 15 anni (+1,7% c.a. dal 2020), pari a quasi 25 milioni di unità.  

Più in particolare, si contano:

  • 40 fondi pensione aperti (-2 rispetto al 2020), con un totale di 1,735 milioni di iscritti (+6,6% dal 2020)
  • 72 piani individuali pensionistici – PIP (+1), con un totale di 3,613 milioni di iscritti (+2,9%)
  • 33 fondi pensione negoziali (=) , con un totale di 3,457 milioni di iscritti (+6%)
  • 204 fondi preesistenti (-24), con un totale di 648 mila iscritti (+0,2%)

Quanto al patrimonio gestito, al 31 dicembre 2021 ha raggiunto i 213,3 miliardi di euro così distribuiti: 

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onte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

* compresi i PIP “vecchi”

Rispetto all’anno precedente la crescita è stata complessivamente del +7,8%, con il picco del +14,2% dei fondi pensione aperti, che raggiungono quasi i 29 miliardi di euro e a seguire i PIP, dove le masse gestite ammontano a circa 44 miliardi di euro, crescendo del + 12,6%. I fondi pensione preesistenti e i fondi pensione chiusi, infine, rappresentano circa i ⅔ del mercato, rispettivamente con 75 miliardi e 66 miliardi di euro.       

Ogni fondo pensione offre diversi comparti di gestione differenziati a seconda degli strumenti finanziari in cui vengono maggiormente investite le risorse versate dagli aderenti. Se prevalgono gli investimenti in azioni, si tratta di comparti azionari, se invece prevale la componente obbligazionaria, si può trattare di comparti obbligazionari puri o misti. Ci sono poi i comparti bilanciati, una via di mezzo tra i comparti precedenti e infine quelli garantiti, cioè con garanzia di restituzione di almeno il capitale versato. 

Rispetto ai comparti di gestione, quindi, i fondi pensione aperti contano in totale 181 comparti, di cui 55 bilanciati, 38 azionari, 45 garantiti e 48 obbligazionari. I fondi pensione chiusi offrono 98 comparti, di cui 15 azionari, 30 bilanciati, 21 obbligazionari e 32 garantiti. Per quanto riguarda i PIP, infine, le linee di investimento si distinguono a loro volta in gestioni di ramo I (gestioni separate), con cui viene offerto il comparto garantito e che rappresenta il 72,2% dell’offerta e le gestioni ramo III (unit-linked) con cui sono offerti i restanti comparti (27,8%).

Quali comparti sono maggiormente diffusi?

I comparti di investimento che contano più aderenti sono il comparto bilanciato e quello garantito, mentre, coerentemente con l’orizzonte temporale a disposizione è maggiormente diffuso il comparto azionario tra i giovani, soprattutto nelle fasce d’età under 35.

 

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

Distinguendo, invece, tra forme pensionistiche nei PIP è notevolmente diffuso il comparto garantito, in linea con l’offerta di mercato, mentre sia nei fondi pensione aperti che in quelli chiusi si conferma la preferenza il comparto bilanciato.

I fondi pensione rendono più del TFR anche nel 2021

Per quanto riguarda i rendimenti medi del 2021, tutti i fondi pensione hanno registrato performance positive e superiori alla rivalutazione del TFR lasciato in azienda, con la sola eccezione dei PIP Ramo I (comparto garantito). Su un orizzonte temporale, però, di 10 anni tornano ad essere superiori anche le performance dei PIP garantiti, con un +2,2% medio rispetto al +1,9% del TFR.

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

I fondi pensione chiusi hanno registrato nel corso dell’ultimo anno un +4,9% e negli ultimi dieci il +4,1%. I fondi pensione rispettivamente +6,4% e 4,6%. I PIP ben l’11,1% nel 2021 e il +5% in dieci anni nei comparti più dinamici,mentre nel comparto garantito rispettivamente +1,3% e come anticipato il +2,2%.                                               

Analizzando i rendimenti per singola tipologia di comparto, ecco le performance registrate in ciascuna forma pensionistica nel 2021:

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

I rendimenti maggiori hanno interessato i comparti azionari e a seguire quelli bilanciati, con il picco del +18,9% dei PIP (azionari).

Tornando ad un orizzonte temporale di dieci anni, anche i valori dei comparti garantiti tornano ad essere positivi in tutte le tipologie di fondi pensione:

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

I comparti azionari e quelli bilanciati, infine, si confermano i più prestanti, nonché adatti a profili giovani, con diversi anni a disposizione.

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L’aderente tipo al fondo pensione

La relazione annuale della Covip dedica un intero capitolo anche alle caratteristiche degli aderenti. Innanzitutto il 61,8% è rappresentato da uomini e il restante 38,2% da donne, in linea con il dato dell’anno scorso.

Nei fondi pensione chiusi il gender gap è molto più marcato, con solo il 26,6% rappresentato dal genere femminile, mentre si riduce nei fondi pensione aperti, con il 41,8% e nei PIP con il 46,5%.

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

L’età media, invece, è salita leggermente a 47 anni, con il 17,8% degli aderenti nella fascia under 35. Tra i 35 e i 54 anni si concentra il 50,3% degli iscritti, mentre il 31,9% ha un’età superiore ai 55 anni

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

Nei fondi pensione aperti l’età media scende a 44,7 anni, con ben il 6,3% degli iscritti totali con meno di 19 anni. In questa categoria, rientrano in particolare i soggetti fiscalmente a carico

Quanto alla professione, nei fondi pensione chiusi la quasi totalità è rappresentata da lavoratori dipendenti, mentre nei fondi pensione aperti e nei PIP aumenta il numero di lavoratori autonomi, rispettivamente con il 24,3% e il 19,7% del totale. Tra gli altri iscritti rientrano oltre che ai minori a carico, i pensionati che permangono presso il fondo pensione rimandando la richiesta della pensione integrativa e soggetti che non svolgono alcuna attività lavorativa. In questo caso raggiungono il 20,5% nei fondi pensione aperti e il 17,2% nei PIP.

Infine, da un punto di vista territoriale, la maggior diffusione si ha nel Nord d’Italia, dove si registra il 57,2% delle adesioni totali, seguono il Sud e Isole con il 22,9% e il Centro con il 19,7% degli iscritti.     

                                          

La contribuzione media alla previdenza integrativa

Nel corso del 2021 il versamento medio alla previdenza integrativo è stato di 2.790 euro, cresciuto di quasi il 2% rispetto al 2020, a fronte di una distribuzione per classi di importi così articolata:

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

  • il 26,8% degli  iscritti totali non ha effettuato alcun versamento, godendo quindi della flessibilità dei fondi pensione che consente di variare, sospendere e riprendere i versamenti in qualsiasi momento e per qualsivoglia motivo
  • una maggiore concentrazione di casi si è concentrata poi per importi inferiori ai 1.000 euro, con il 24,7% 
  • nelle classi successive il numero di iscritti via via diminuisce, con l’eccezione della fascia tra i 4.500 e i 5.165 euro che include il limite di deducibilità fiscale di 5.164.57 euro annui e nella quale è concentrato il 7,1% degli iscritti totali
  • nelle fasce di versamenti eccedenti il limite di deducibilità fiscale (per classi via via superiori fino a > 20.000 euro) si colloca circa 7% degli iscritti.

Trasferimenti fondi pensione e raccolta netta

Per quanto riguarda la raccolta netta del 2021, nei fondi pensione aperti, PIP e fondi pensione chiusi sono confluiti circa 13,5 miliardi di contributi, di cui quasi 7 miliardi di TFR, a fronte delle seguenti uscite nelle diverse tipologie di forme di previdenza complementare:

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

Le uscite si mantengono abbastanza stabili se confrontate con l’anno precedente, anche se in leggero aumento. Le richieste di pensionamento anticipato con la rendita integrativa temporanea anticipata (R.I.T.A.) sono cresciute sia nei fondi pensione aperti che in quelli chiusi, mentre sono rimaste invariate nei PIP.  Persiste ancora, inoltre, una prevalenza dell’erogazione della pensione integrativa in capitale anziché in rendita.

Con particolare riguardo ai trasferimenti tra fondi pensione, l’importo del flusso netto tra entrate e uscite è positivo solamente nei fondi pensione aperti.

Più nel dettaglio, il numero dei trasferimenti tra fondi pensione nel corso del 2021 sono stati i seguenti:

Fonte dati: relazione annuale Covip per l’anno 2021.

Solo nei fondi pensioni aperti sono stati maggiori i trasferimenti in entrata provenienti dalle altre tipologie di forme pensionistiche, con 19.508 totali a fronte di 9.147 in uscita. Tra gli stessi fondi pensione aperti, i trasferimenti interni sono stati 26.560 di cui però ben 14.038 per operazioni straordinarie (come fusioni tra più fondi). Nei PIP  e nei fondi pensione chiusi, invece, sono superiori i trasferimenti in uscita rispetto a quelli in entrata così come quelli interni tra le stesse tipologie di forme pensionistiche.

 

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