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La pensione integrativa viene erogata al momento del pensionamento, ma a determinate condizioni è possibile anticiparla richiedendo la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA).

Si tratta di un vantaggio offerto dalle forme pensionistiche complementari per chi vuole andare in pensione anticipatamente e/o a tutela della perdita del lavoro per chi è vicino al pensionamento e può avere difficoltà a ricollocarsi.

RITA: cos’è e come funziona

La rendita integrativa temporanea anticipata è:

  • integrativa in quanto viene presa dal capitale accumulato nel proprio fondo pensione
  • temporanea perché non è vitalizia, ma erogata per il tempo che intercorre dal momento della richiesta a quello del pensionamento
  • anticipata perché viene corrisposta prima del pensionamento nel regime pubblico e dell’erogazione della pensione integrativa

Quando si può richiedere la RITA?

La RITA può essere richiesta da un aderente da almeno cinque anni alla previdenza integrativa alle seguenti condizioni:

  • al momento della richiesta deve aver concluso l’attività lavorativa
  • deve aver versato almeno 20 anni di contributi alla previdenza pubblica
  • l’anticipo massimo rispetto al momento in cui si accede alla pensione di vecchiaia è di cinque anni

La RITA viene quindi erogata dal momento della richiesta fino a quello del pensionamento per un periodo massimo di cinque anni.

Come si può richiedere la RITA?

La RITA consiste nell’erogazione frazionata del capitale accumulato presso il proprio fondo pensione per il periodo che va dalla richiesta fino alla pensione di vecchiaia.

Si può scegliere di convertire in RITA anche solo una parte del capitale accumulato, lasciando nel fondo la parte residua che sarà erogata come pensione integrativa. In questo caso, nel momento in cui termina la rendita temporanea perché si accede al pensionamento, l’aderente inizia a percepire la rendita pensionistica integrativa a vita intera o, a sua scelta, per il 50% in capitale e il 50% in rendita vitalizia.

In pensione dieci anni prima

E’ possibile richiedere la RITA fino a 10 anni prima del pensionamento in caso di inoccupazione da almeno 24 mesi. Si tratta di una forma di tutela in più prevista per gli aderenti alla previdenza integrativa che si ritrovano senza lavoro per un periodo prolungato.  

La RITA è una pensione anticipata erogata da un fondo pensione

La RITA è una forma di pensione anticipata erogata fino a cinque anni prima, o dieci in caso di inoccupazione prolungata, dell’età prevista per il pensionamento e che garantisce un reddito-ponte tra la cessazione dell’attività lavorativa e il momento in cui si accede alla pensione di vecchiaia. Non trattandosi di una rendita vitalizia la rendita temporanea viene erogata direttamente dal gestore del proprio fondo pensione anziché da un’impresa assicurativa.

Come?

  • la periodicità delle rate può variare a discrezione della forma pensionistica di appartenenza, anche in base alle diverse esigenze degli aderenti, ma la COVIP (Commissione di vigilanza dei fondi pensione) consiglia una periodicità non superiore ai tre mesi
  • durante il periodo di percezione della RITA quanto accumulato e frazionato nel fondo pensione continua ad essere gestito e investito; in questo modo si  continua a beneficiare dei relativi rendimenti e le rate vengono ricalcolate di conseguenza.

In questa fase è comunque preferibile un comparto garantito per la gestione della propria posizione individuale.

RITA e agevolazioni fiscali

Anche per la RITA è prevista una tassazione agevolata così come per la pensione integrativa. Viene applicata la stessa ritenuta a titolo d’imposta con aliquota massima del 15%, contro le normali aliquote IRPEF applicate sul reddito complessivo, che vanno dal 23% al 43%. E’ prevista l’ulteriore agevolazione fiscale della riduzione dell’aliquota del 15% di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione ad un fondo pensione successivo al quindicesimo, per un massimo di riduzione di 6 punti percentuali. L’aliquota applicata alla RITA può scendere fino al 9%.

Come?

  • la periodicità delle rate può variare a discrezione della forma pensionistica di appartenenza, anche in base alle diverse esigenze degli aderenti, ma la COVIP (Commissione di vigilanza dei fondi pensione) consiglia una periodicità non superiore ai tre mesi
  • durante il periodo di percezione della RITA quanto accumulato e frazionato nel fondo pensione continua ad essere gestito e investito; in questo modo si  continua a beneficiare dei relativi rendimenti e le rate vengono ricalcolate di conseguenza.

In questa fase è comunque preferibile un comparto garantito per la gestione della propria posizione individuale.

Cosa cambia per l’aderente se si richiede la RITA ?

Mentre viene percepita la RITA l’aderente può sempre:

  • revocare la scelta fatta e interrompere l’erogazione della RITA
  • trasferire il capitale accumulato ad un’altra forma pensionistica integrativa che però comporta la revoca automatica dell’erogazione della RITA
  • richiedere delle anticipazioni o il riscatto totale o parziale della posizione maturata non utilizzata per la RITA

Inoltre, valgono le stesse tutele previste per la pensione integrativa.

Pignorabilità nel limite di 1/5

La RITA è tutelata al pari della pensione pubblica e della pensione integrativa: è pignorabile nel limite di 1/5 delle somme che eccedono il cosiddetto “minimo vitale” ritenuto necessario per il sostentamento.

Protezione dei propri cari

In caso di prematura scomparsa dell’iscritto nel corso di percezione della RITA, il capitale residuo, che corrisponde alle rate non ancora erogate, è riscattata dagli eredi o dagli altri beneficiari .

Con la RITA la previdenza integrativa offre un’ulteriore forma di aiuto ai lavoratori consentendo loro di:

  • avere un reddito di sostentamento in caso di inoccupazione
  • anticipare la pensione di cinque o dieci anni

Il tutto conservando i vantaggi fiscali, le flessibilità e le tutele della pensione integrativa.

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