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Quanto versato dagli aderenti nei fondi pensione viene investito nei mercati finanziari al fine di ottenere dei rendimenti utilizzando diversi strumenti, distinguibili innanzitutto nelle due macro categorie dei titoli di debito (obbligazioni) e titoli di capitale (azioni). A seconda della percentuale di azioni o obbligazioni impiegate si distinguono i comparti di gestione tra cui l’aderente può scegliere.

Oltre alle obbligazioni e alle azioni i risparmi nei fondi pensione sono investiti in OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio), tenuti in depositi o altri strumenti liquidi e in via residuale in immobili.

Ecco quanto riportato dalla Covip nella sua relazione annuale per il 2017  in riferimento agli investimenti delle forme pensionistiche complementari negli ultimi anni.

Fonte: relazione annuale Covip 2018

I titoli di debito costituiscono ancora la percentuale maggiore delle allocazioni del patrimonio, e cioè il 58% del totale, soprattutto per quanto riguarda i Titoli di Stato italiani e quelli di altri Paesi dell’area euro.

Tuttavia, rispetto al 2016, gli investimenti in titoli di debito sono diminuiti quasi del 3% e in particolare i titoli di Stato sono scesi del 5%. In compenso sono aumentati gli investimenti in obbligazioni emesse da società private; il 2,1% del patrimonio totale è investito in obbligazioni di imprese italiane.

Dal 2016, a differenza dei titoli di Stato, sono cresciuti dell’1,4% i titoli di capitale, facendo giungere la composizione azionaria complessiva degli investimenti al 25,3%. In un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse, i fondi pensione puntano alla diversificazione del portafoglio, valorizzando l’aspetto temporale di lungo periodo del risparmio previdenziale. Sono preferibili, quindi, strumenti azionari che offrono prospettive di rendimenti più elevati nel lungo periodo.

Fondi pensione aperti: gli investimenti

Gli investimenti dei fondi pensione aperti nel 2017 rispecchiano il trend sopra descritto: il 43,6% è in titoli di debito (in diminuzione quasi del 3% rispetto al 2016), il 19,8% in titoli di capitale ( in aumento dell’1,2%). Il restante 36,6% degli investimenti è composto da altri strumenti quali OICR e depositi.

La percentuale di esposizione azionaria e obbligazionaria variano, poi, nei singoli comparti di gestione.

Fondi pensione aperti: In che mercati si indirizzano maggiormente gli investimenti?

Per quanto riguarda i titoli di debito sono largamente privilegiati  quelli degli emittenti di Paesi dell’area euro, che compongono quasi il 50% del portafoglio. Al 5% si assestano i titoli statunitensi.

Nell’ambito dei titoli di capitale, invece, la percentuale di titoli di emittenti europei e statunitensi è quasi alla pari, rispettivamente il 20% e il 18% circa del portafoglio.

Piani individuali pensionistici PIP: Dove investono?

Anche i PIP hanno investito maggiormente in titoli di debito, soprattutto nel caso delle gestioni separate di ramo I, che offrono il comparto garantito. L’esposizione obbligazionaria, infatti, è del 90%.

I titoli di capitale nei comparti azionari rappresentano più del 60% del patrimonio mentre nei comparti bilanciati prevalgono gli investimenti in OICR.

Come nei fondi pensione aperti, anche nei PIP la maggior parte del portafoglio è costituito da titoli di emittenti europei e la restante parte da titoli prevalentemente statunitensi, soprattutto per quanto riguarda i titoli di capitale.

Previdenza integrativa: un sostegno all’economia reale e prospettive

La quota di patrimonio investita in titoli di debito e di capitale di imprese italiane ammonta al 3,2% complessivo, poco più rispetto al 2016. In confronto ad altri Paesi, la percentuale è ancora bassa, e la stessa Covip ne individua i motivi:

  • il peso marginale assegnato all’Italia nell’ambito dei benchmark di mercato
  • il numero limitato di imprese quotate e lo scarso sviluppo dei mercati dei capitali privati
  • nel caso di strumenti non quotati, le difficoltà che si riscontrano nella loro valorizzazione e liquidabilità.

L’obiettivo da perseguire è che la previdenza integrativa diventi una forte forma di sostegno alle PMI italiane replicando l’esempio vincente dei PIR, se non superandolo, vista la sua natura di investimento a lungo termine per eccellenza.

Oltre a sostenere l’individuo con una rendita pensionistica che si aggiunga alla pensione pubblica, i fondi pensione con i propri investimenti possono sostenere l’economia reale portando liquidità alle imprese del nostro Paese.

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