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I Piani Individuali Pensionistici (PIP) sono una forma di previdenza integrativa, insieme ai fondi pensione aperti e ai fondi pensione chiusi. Rappresentano la fetta di mercato italiano più numerosa, con 3 milioni di iscritti suddivisi tra i 78 PIP esistenti e 26 miliardi di patrimonio gestito.

PIP: una polizza vita pensionistica

I piani individuali pensionistici sono gestiti esclusivamente da imprese assicurative perché costituiti nella forma di contratti di assicurazione sulla vita. Il ramo assicurativo di riferimento può essere il ramo I (le polizze tradizionali) o il ramo III (le polizze Unit-linked).

Il PIP consiste, inoltre, in un patrimonio autonomo e separato all’interno di quello della compagnia assicurativa. Visto lo scopo pensionistico le risorse versate dagli aderenti sono nettamente distinte dalle altre risorse del patrimonio complessivo della compagnia. Questo significa che sono “intoccabili”. Cosa significa? scoprilo sulla nostra guida pensione

Polizza PIP: una forma diversa di assicurazione sulla vita

Il PIP è un una forma di risparmio diversa rispetto alla polizza vita vera e propria.

Il contratto di assicurazione sulla vita prevede che l’impresa assicurativa liquidi un capitale o una rendita in caso:

  • di morte dell’assicurato nel periodo di validità della polizza e/o
  • di sua sopravvivenza oltre un certo termine concordato nel contratto.

In cambio, il contraente versa periodicamente un premio calcolato preventivamente dall’assicuratore.

Il PIP, seppur costruito come una polizza vita, è una forma pensionistica complementare che eroga una pensione integrativa al momento del pensionamento. La pensione erogata è composta dal capitale accumulato tramite i contributi versati dall’aderente e i rendimenti derivanti dall’investimento degli stessi  per gli anni di permanenza nel PIP.

Differenza PIP e fondo pensione

I PIP sono a tutti gli effetti forme di previdenza integrativa, vigilate dalla Commissione di vigilanza dei fondi pensione (Covip) e iscritti all’albo fondi pensione.

La differenza con gli altri fondi pensione sta semplicemente nel gestore e nelle modalità di adesione.

Pip

Fondi Aperti

Fondi Chiusi

Chi li istituisceImprese assicurativeBanche, Imprese assicurative, SIM (società di intermediazione mobiliare) o SGR (società di gestione del risparmio)Contratti o accordi collettivi (anche aziendali) di lavoro
Chi può aderireChiunque indipendentemente dalla situazione lavorativaChiunque indipendentemente dalla situazione lavorativaIl lavoratore rappresentato dal contratto o accordo di lavoro
Che cosa sonoContratti di assicurazione sulla vita (ramo I e/o ramo III). Capitali autonomi e separatiPatrimoni autonomi e separati dal resto delle masse gestite della società che li istituisceAssociazioni o fondazioni

PIP: un piano individuale pensionistico per tutti

I PIP sono forme di previdenza integrativa esclusivamente individuali che non accolgono adesioni di lavoratori su base collettiva. Il singolo, quindi, può aderire liberamente e, a differenza dei fondi chiusi,non ha nessuna rilevanza che professione svolge.

Ad un PIP può essere iscritto anche un figlio minore o uno studente, o ancora il proprio coniuge, con vantaggi per entrambi. Per beneficiare dei vantaggi, soprattutto fiscali derivanti dalla deducibilità dei contributi versati, deve trattarsi di una persona fiscalmente a proprio carico.

Con quanto e come contribuire a un PIP?

L’importo e frequenza dei contributi si scelgono liberamente. Ad esempio, al momento dell’adesione si può decidere di versare 100 euro al mese oppure 500 euro all’anno. Nel corso del tempo, l’aderente può modificare o sospendere i versamenti in qualsiasi momento.

Se poi l’aderente è un lavoratore dipendente ha anche l’opportunità di versare il proprio TFR (Trattamento di Fine Rapporto)  invece di lasciarlo in azienda.

Quanto via via versato viene gestito e investito dall’impresa assicurativa per generare dei rendimenti. Gli investimenti variano a seconda del comparto di gestione scelto dall’aderente che si differenzia per gli strumenti finanziari (azionario, obbligazionario, bilanciato o garantito) di cui si compone.

La deducibilità fiscale dei contributi

Come per tutte le forme di previdenza integrativa, in fase di contribuzione è previsto un importante beneficio fiscale: la deducibilità dal reddito dichiarato ai fini IRPEF dei contributi versati annualmente nel PIP, entro il limite massimo di 5.164,57 euro annui.  Quanto versato diminuisce il reddito imponibile perché viene sottratto prima dell’applicazione dell’aliquota IRPEF prevista, con conseguenti minori imposte da versare.

PIP: pro della gestione separata

Il PIP costituisce senz’altro un ottimo strumento di risparmio perché unisce le caratteristiche dell’assicurazione sulla vita a quelle delle forme di previdenza complementare.

Può essere un’assicurazione sulla vita di ramo I o un’assicurazione di ramo III (polizza Unit-Linked). Se è un’assicurazione sulla vita di ramo I ha una gestione interna separata.

La gestione separata è una modalità di gestione squisitamente assicurativa che caratterizza da sempre le polizze vita tradizionali tipiche. In questa forma di assicurazione sulla vita il rischio è assunto totalmente dalla compagnia assicurativa che garantisce un capitale all’assicurato qualunque siano gli esiti degli investimenti. Il PIP, in questo caso, per offrire il comparto garantito tra quelli previsti (azionario, bilanciato e obbligazionario) viene costituito come polizza assicurativa vita di ramo I.

PIP: pensione integrativa e non solo

Con il PIP si costruisce la propria pensione integrativa che viene erogata al momento del pensionamento nel regime pubblico di appartenenza. Maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o a quella anticipata, il capitale accumulato  viene convertito in rendita vitalizia, a meno che l’iscritto non scelga di ricevere la prestazione sotto forma di capitale entro il limite previsto del 50%.

Anche con il PIP è possibile avvalersi della cosiddetta Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA), misura che tutela  chi perde il lavoro in prossimità del pensionamento e che garantisce un reddito ponte tra il periodo di inoccupazione e la pensione pubblica, grazie all’erogazione anticipata di tutto o parte della pensione integrativa.

Con il PIP è possibile accedere a tutti i vantaggi, le flessibilità e le tutele previste dal sistema di previdenza complementare:

Benefici fiscali

  • deducibilità fiscale dei contributi
  • aliquota agevolata del 20% anziché del 26% sui rendimenti
  • aliquota agevolata del 15% massimo sulla pensione integrativa rispetto alle normali aliquote IRPEF applicate ai redditi complessivi (tra il 23% e 43%)
  • riduzione di questa aliquota del 15% di 0,30 punti percentuali dopo il quindicesimo anno di partecipazione al PIP, per un massimo di 6 punti percentuali di riduzione (l’aliquota scende fino al 9%)

Flessibilità

  • possibilità di richiedere anticipazioni fino al 75% della posizione maturata per spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa e fino al 30% per qualsiasi altra esigenza
  • possibilità di variare o sospendere la contribuzione in qualsiasi momento
  • libertà di trasferimento da una forma pensionistica integrativa ad un’altra
  • conferimento volontario del TFR al PIP per il lavoratori dipendenti

Tutele

 

  • impignorabilità delle risorse degli aderenti;
  • possibilità di riscatto della posizione accumulata, per intero o al 50%, in caso di perdita del lavoro o invalidità permanente
  • protezione delle persone care in caso di prematura scomparsa dell’aderente con il riscatto del capitale o la reversibilità della rendita a favore degli eredi o degli altri beneficiari

Un piano individuale pensionistico è un’assicurazione sulla vita e un fondo pensione in un unico strumento: una soluzione alla portata di tutti per integrare la pensione futura con una pensione complementare.

 

Vuoi scoprire qual è il fondo pensione più adatto a te?

 

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