La pensione è la preoccupazione principale degli investitori digitali

In un’interessante ricerca del centro studi della società di gestione Moneyfarm del 3 agosto scorso, condotta su un campione di 1.380 investitori digitali, è emerso che la loro prima preoccupazione è rappresentata dalla pensione. Dovendo esprimere il grado di preoccupazione tra 1 e 5 infatti, ben il 46% lo è molto per la futura pensione, percentuale che arriva al 53% tra gli under 55.

Per coloro che hanno figli, il 55% si definisce preoccupato per la loro sistemazione, mentre tra chi non ne ha il 45% per l’acquisto della casa. Seguono con il 29% il lavoro e con il 21% per la capacità di spesa.

Fonte: Centro Studi Moneyfarm Osservatorio Previdenza Agosto 2020

 

Anche alla luce dell’emergenza epidemiologica, la maggior parte degli intervistati ritiene che rispetto alle prospettive future subiranno un maggiore impatto quelle previdenziali (38%), mentre per il 34% quelle lavorative e per il 33% quelle più prettamente finanziarie.

Perché questa preoccupazione per la pensione?

Oltre ad essere degli investitori digitali e come tali propensi all’investimento, il campione degli intervistati gode di una discreta situazione economica e lavorativa ma ciò nonostante resta una nota dolente la propria futura pensione. Il perché di questa preoccupazione risiede soprattutto nella sfiducia nel regime pubblico, dichiarata da ben il 69%. Un’altra motivazione risiede proprio nella scarsa informazione che ruota attorno ai temi previdenziali.

Secondo quanto riportato da Moneyfarm, infatti, tra gli utenti si denota un atteggiamento poco proattivo perché mancherebbe di base la consapevolezza sulla propria situazione pensionistica. La poca informazione porta con sé la paura e il rimando a compiere delle scelte in merito alla sottoscrizione della previdenza integrativa.

Ecco, infatti, i principali dati emersi:

  • il 38% degli intervistati dichiara di non essersi mai documentato su quando andrà in pensione
  • il 32% sovrastima l’importo della propria futura pensione, specie nel caso di lavoratori autonomi (45%)
  • il 38% non sa indicare quando andrà in pensione con esattezza.

 

 

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Quanto al rapporto tra chi ha sottoscritto un fondo pensione e chi non l’ha ancora fatto, invece, è del 58% contro il 42%. Tra quest’ultimi il 45% dichiara inoltre che è intenzionato a farlo nei cinque anni successivi. Tra chi invece ha già sottoscritto un fondo pensione è piuttosto rilevante la percentuale di coloro che non conoscono con esattezza i costi applicati, ossia ben il 60%.

L’importanza della previdenza integrativa e dell’informazione

Da quanto emerso nell’indagine di Moneyfarm non stupisce come a fronte della preoccupazione che ruota attorno alla pensione sia a maggior ragione fondamentale costruirsi una pensione integrativa per tutelare il proprio futuro tenore di vita.

Il tutto però deve passare per l’informazione, sia per quanto riguarda la consapevolezza della propria situazione pensionistica sia per la scelta del fondo pensione da sottoscrivere. Tra le variabili più rilevanti ci sono proprio i costi applicati e gli ISC, dove un 1% di differenza può comportare ad un’erosione del proprio risparmio previdenziale rilevante.

Coloro che hanno già sottoscritto un fondo pensione non conveniente e rispetto al quale non sono comunque soddisfatti possono cambiarlo fortunatamente, trasferendo la posizione accumulata in uno migliore. Questa è una delle peculiarità del sistema, la sua flessibilità, oltre ad elevate forme di tutela nonché ai benefici fiscali dello strumento.

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