Anche quest’anno l’ANIA ( Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) ha pubblicato il rapporto annuale che fotografa l’andamento del settore assicurativo nel corso del 2020 e le previsioni per il 2021, questa volta incentrato inevitabilmente sugli effetti della crisi covid -19. 

Da un punto di vista generale, nel corso del 2020 l’economia italiana è crollata dell’8,9%, al pari delle altre economie avanzate, ma secondo le ultime stime ISTAT, il PIL italiano dovrebbe crescere del 4,7% nel 2021 e del 4,4% nel 2022, colmando quasi totalmente la caduta registrata nel 2020.

Una ripercussione si è avuta anche nella raccolta del settore assicurativo, sia nel ramo danni che in quello vita, che hanno registrato rispettivamente un -2,3% e un -4,4% rispetto al 2019.  

Fonte: Rapporto annuale ANIA 2021; Fig.1 ramo danni; Fig.2 ramo vita

 

In particolare, nel ramo vita, le polizze tradizionali di ramo I hanno subito un calo maggiore rispetto alle polizze linked di ramo III, maggiormente performanti.

Nell’anno in corso, però, i premi contabilizzati dovrebbero crescere in generale del +7%, per 144 miliardi complessivi. Infatti, nel 2021 non è calata la richiesta di assicurazioni sulla vita, nonostante la riduzione dei consumi delle famiglie italiane, con un +8,5% e un volume di quasi 110 miliardi. Le polizze danni registrano, invece, una crescita più contenuta con circa un +3%.

Come si pongono questi risultati del settore italiano rispetto ad altri Paesi europei?

L’assicurazione italiana rispetto al contesto europeo

Il settore assicurativo nel 2020 ha registrato un calo nella raccolta in praticamente tutti i Paesi principali UE, con la sola eccezione della Germania (+1,8%) e dell’Olanda (+2%).

Su Rapporto annuale ANIA 2021

A fronte di una media europea del -5,9%, la contrazione maggiore si è verificata in Francia, con il -12,9%, seguita da Regno Unito (-8,9%) e dalla Spagna (-8,4%).

Su Rapporto annuale ANIA 2021

Al pari del nostro Paese, il calo maggiore si è registrato nel ramo vita con la punta del –20,7% della Spagna e del 20,1% della Francia, a fronte di una media europea del -11%

 

Invece, è risultata in leggero aumento, con un +1,2% medio rispetto all’anno precedente, la raccolta nel ramo danni, con la sola eccezione come anticipato dell’Italia (-2,3%) e del Belgio (-0,6%).

Su Rapporto annuale ANIA 2021

Chi risparmia di più in assicurazioni?

Analizzando, infine, i premi lordi del portafoglio complessivo rispetto al PIL, il nostro Paese nel 2020 è risultato quello in cui si risparmia di più per quanto riguarda il ramo vita, con il 6,1%.

Su Rapporto annuale ANIA 2021

Mentre, nel ramo danni, la percentuale maggiore si registra in Olanda, con l’8,1%.

Su Rapporto annuale ANIA 2021

La crescita rispetto al biennio precedente che si osserva in tutti i Paesi considerati è coerente con l’effetto negativo della pandemia sul PIL. 

Il risparmio finanziario degli italiani: cinque volte superiore nel 2020

Nel corso del 2020 il flusso di risparmio finanziario netto delle famiglie italiane è aumentato notevolmente rispetto all’anno precedente, oltre cinque volte superiore. In questo dato il rapporto include anche le istituzioni senza scopo di lucro, per un totale di 119,8 miliardi, ossia 23,1 miliardi in più di quanto registrato nel 2019. 

In coerenza con gli anni passati, la maggior parte della ricchezza è investita in strumenti liquidi, quali depositi bancari, con il 28,9% del totale e il +1,2% rispetto al 2019.

Fonte: Rapporto annuale ANIA 2021; Fig.1 ramo danni; Fig.2 ramo vita

Seguono, con il 24,9% del totale (+0,9% dal 2019) le assicurazioni, i fondi pensione e gli accantonamenti del TFR. Per quanto riguarda le azioni e le partecipazioni, si registra invece una flessione del 2% rispetto all’anno precedente (19,6% vs il 21,6%), al pari dei titoli obbligazionari, con un -0,5% (5,2% vs 5,7%). Superiore, anche se di poco infine, la ricchezza investita in quote di fondi comuni, con il 14,4% rispetto al 14,2% del 2019.

Un paragrafo è dedicato proprio all’andamento delle adesioni e del patrimonio gestito della previdenza integrativa, che conferma il trend di crescita degli ultimi anni, con un ritmo leggermente più attenuato nel 2020.  

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