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Riforma pensioni per il 2023: novità e proroghe

Non manca molto alla fine dell’anno ma non c’è ancora chiarezza su quali saranno le misure della prossima legge di bilancio in tema di pensioni 2023.

Anche se leggermente inferiore rispetto alla previgente Quota 100, il governo è nuovamente chiamato ad ovviare al cosiddetto “scalone” tra Quota 102 (64 anni di età + 38 di contributi) e la pensione di vecchiaia (67 anni + 20 di contributi), con un salto di tre anni per il pensionamento a partire dal 1° gennaio 2023.

A parlarne il Presidente di Itinerari Previdenziali, Alberto Brambilla, sull’inserto l’Economia del Corriere della Sera di lunedì 12 settembre. 

Per la Riforma pensioni 2023 più che di novità si tratterà di molteplici proroghe delle misure già varate con la legge di bilancio 2022, non solo per evitare lo scalone ma, secondo Brambilla, anche per il poco tempo a disposizione per introdurre dei correttivi alla Legge Fornero. 

Nell’articolo del Corriere, vengono quindi riepilogate le principali vie di pensionamento che con molta probabilità varranno anche per il 2023.

Possibile proroga Quota 102

Introdotta con l’ultima legge di bilancio in sostituzione di Quota 100, anche questa volta la misura di pensionamento Quota 102 sarà il primo rimedio per evitare lo scalone con i 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia. 

Se confermata, al posto delle vie ordinarie di pensionamento, pensione di vecchiaia e pensione anticipata, si potrà anticipare il pensionamento con almeno 64 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi. 

Come evidenziato nell’articolo, sono giunte meno richieste di Quota 102 rispetto alle previsioni (6.400 domande). Questo sarebbe dovuto soprattutto alla penalizzazione conseguente ad un anticipo di tre anni per accedere alla pensione, che per la maggior parte della platea potenzialmente interessata dalla misura (ossia chi ancora interessato dal sistema di calcolo della pensione misto tra contributivo e retributivo) si stima possa ridursi complessivamente di circa il 9-10%, quindi del 3% per ogni anno di anticipo in via permanente

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La possibilità di andare in pensione in via ordinaria, senza penalizzazioni, con gli stessi requisiti previsti negli ultimi anni, comunque, resterà ancora aperta. In particolare, non essendoci adeguamenti all’aspettativa di vita:

  • Pensione di vecchiaia a 67 anni + 20 di contributi fino a dicembre 2024
  • Pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e  42 anni e 10 mesi per gli uomini fino a dicembre 2026

 

Proroga Opzione donna, ape sociale e precoci

Secondo Alberto Brambilla, viste anche le dichiarazioni delle diverse parti politiche, saranno prorogate nuovamente anche le misure Opzione Donna (58 anni + 35 di contributi per le lavoratrici dipendenti e 59 anni + 35 per le autonome) e l’Ape sociale (64 anni di età più a seconda dei 4 casi di bisogno 30 o 36 anni di contributi).

Fino a dicembre 2026, inoltre, sarà possibile andare in pensione con 41 anni di contributi per i lavoratori che possano vantare almeno un anno di contributi prima del compimento dei 19 anni d’età. Come per l’ape sociale, anche in questo caso è richiesta una delle quattro situazioni di bisogno: 1. disoccupazione, 2. caregivers (assistenza a familiari), 3. disabilità, per le quali sono richiesti 30 anni di contributi e 4. lavori usuranti.

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