La pensione di vecchiaia è la forma di pensionamento ordinario che richiede come requisiti  una determinata età anagrafica e un’anzianità contributiva minima. Si contraddistingue quindi rispetto alla pensione anticipata o pensione di anzianità perché sempre successiva rispetto a queste forme di pensionamento anticipato.

Qual è l’età per la pensione di vecchiaia?

L’età in cui si va in pensione di vecchiaia varia a seconda della categoria lavorativa e conseguente gestione pensionistica obbligatoria di riferimento. La pensione di vecchiaia INPS ad esempio è diversa dalla pensione di vecchiaia dei lavoratori autonomi libero professionisti, ciascuno con la propria Cassa previdenziale. Inoltre, la pensione di vecchiaia contributiva è soggetta ad adeguamento alla speranza di vita e nel caso di un suo allungamento potrebbe richiedere un età anagrafica maggiore. 

Pensione di vecchiaia INPS

Per i lavoratori dipendenti privati, i dipendenti del settore pubblico, i lavoratori autonomi delle gestioni speciali INPS e quelli iscritti alla gestione separata INPS fino al 31 dicembre 2022 l’età per andare in pensione di vecchiaia è 67 anni + un requisito minimo di 20 anni di contributi. 

Non sono previsti requisiti differenti per la pensione di vecchiaia delle donne rispetto alla pensione di vecchiaia degli uomini, a differenza della pensione anticipata che invece richiede un anno in meno di contributi per le lavoratrici (41 anni e 10 mesi anziché 42 anni e 10 mesi). 

Oltre alle vie ordinarie di pensionamento, restano ferme poi altre forme di pensionamento flessibile e anticipato solo per determinate categorie di lavoratori o situazioni bisognose di tutela come l’Ape sociale, Opzione donna, lavoratori precoci o che svolgono lavori usuranti. Tra queste a fine dicembre 2021 scadrà la misura sperimentale Quota 100, che richiede la combinazione almeno di 62 anni + 38 anni di contributi.

Inoltre, ci sono delle regole specifiche previste per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici appartenenti alle forze dell’ordine, di polizia e militari.

Finora abbiamo visto quelli che sono i requisiti INPS per la pensione di vecchiaia, mentre per i liberi professionisti ciascuna cassa Professionale prevede un diverso pensionamento di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia avvocati

Gli avvocati sono iscritti alla Cassa professionale di previdenza denominata Cassa Forense e il relativo regolamento ha recentemente aggiornato i requisiti per la pensione di vecchiaia, che attualmente richiede 70 anni d’età e 35 anni di contributi.

Pensione di vecchiaia biologo

Un biologo libero professionista è iscritto all’Enpab (Ente nazionale di previdenza e assistenza a favore dei biologi) e secondo il relativo regolamento ha diritto alla pensione di vecchiaia all’età di 65 anni d’età e con almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione effettiva.

Pensione di vecchiaia chimici, dottori agronomi e geologi.  

chimici, dottori agronomi e geologi sono iscritti all’Ente di previdenza e assistenza pluricategoriale (EPAP). Per queste categorie di professionisti la pensione di vecchiaia spetta a 65 anni d’età + almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione all’Ente.

Pensione di vecchiaia consulente del lavoro

Il consulente del lavoro è iscritto ai fini pensionistici presso L’ENPACL (Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro) che a partire dal 2021 prevede per accedere alla pensione di vecchiaia 68 anni + 5 anni di contribuzione. Si tratta di un requisito anagrafico aumentato nel tempo, fino a raggiungere i 70 anni nel 2025.

Pensione di vecchiaia commercialisti

I commercialisti sono iscritti alla omonima Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti (CNPADC) che prevede due vie alternative per la pensione di vecchiaia:

  • 68 anni d’età + 33 anni di contributi 
  • 70 anni d’età + 25 anni di contributi.

Pensione di vecchiaia farmacisti

Per i farmacisti iscritti presso l’ENPAF (Ente nazionale di previdenza e assistenza farmacisti) i requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia sono 68 anni e 9 mesi d’età + 30 anni di iscrizione e contribuzione effettiva alla Cassa + 20 anni di attività professionale.

Pensione di vecchiaia geometri 

La pensione di vecchiaia per i geometri, iscritti alla omonima Cassa (CIPAG), richiede 70 anni d’età anagrafica e un’anzianità contributiva di 35 anni.

Pensione di vecchiaia giornalisti

I giornalisti, sia liberi professionisti che lavoratori dipendenti, sono iscritti all’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani), il cui regolamento richiedere per accedere alla pensione di vecchiaia un’età anagrafica di 67 anni + 20 anni di contributi.

Pensione di vecchiaia infermieri

Gli infermieri che esercitano la libera professione sono iscritti all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (ENPAPI). Questa Cassa prevede due gestioni distinte, quella principale (prevista per chi esercita attività libero professionale in forma individuale in qualità di titolare di partita IVA, associato ad uno studio professionale o socio di cooperativa sociale con rapporto di lavoro autonomo) e la gestione separata (prevista ad esempio per chi svolge l’attività libero professionale in qualità di titolare di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa o titolare di prestazioni di lavoro autonomo occasionale o componente gli organi di amministrazione e controllo di Studi Associati e Cooperative o degli Ordini professionali). 

In entrambe le gestioni i requisiti per il pensionamento di vecchiaia sono:

  • 65 anni di età e almeno 5 anni di contribuzione effettiva presso l’Ente
  • oppure 57 anni di età e un’anzianità contributiva non inferiore a 40 anni

Pensione di vecchiaia ingegneri e architetti

Gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti sono iscritti presso l’Inarcassa il cui regolamento, a partire dal 1° gennaio 2013, ha introdotto la pensione di vecchiaia unificata in sostituzione delle precedenti pensioni di vecchiaia e di anzianità. La pensione di vecchiaia unificata ordinaria richiede 66 anni e 3 mesi d’età e 34 anni di iscrizione e contribuzione.

Pensione di vecchiaia medici libero professionisti

I medici liberi professionisti ai fini pensionistici sono iscritti all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) che a partire dal 1° gennaio 2018 richiede per la pensione di vecchiaia il compimento di 68 anni d’età e con almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione effettiva.

Pensione di vecchiaia notaio

La pensione di vecchiaia per un notaio, che è iscritto ai fini previdenziali alla Cassa Nazionale del Notariato, viene raggiunta a 67 anni d’età e con almeno 30 anni di esercizio effettivo. 

Pensione di vecchiaia periti agrari

I periti agrari liberi professionisti, compresi quelli laureati o che svolgono contemporaneamente attività di lavoro dipendente, sono iscritti alla Gestione Separata della Fondazione ENPAIA (’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura). 

Il regolamento prevede la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia con 65 anni d’età e 5 anni di contribuzione effettiva.

Pensione di vecchiaia periti industriali

I periti industriali, compresi quelli laureati, sono iscritti ai fini pensionistici all’omonimo Ente di previdenza (EPPI), il cui regolamento prevede come requisiti di pensionamento di vecchiaia 65 anni d’età e 5 anni di contribuzione effettiva.

Pensione di vecchiaia psicologi

Gli psicologi sono iscritti presso L’ENPAP  (ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi) per i quali il regolamento disciplina esclusivamente l’accesso alla pensione di vecchiaia con 65 anni d’età anagrafica e almeno 5 anni di contribuzione integrale ed effettiva all’Ente.

Pensione di vecchiaia ragionieri e esperti contabili

I Ragionieri commercialisti e gli esperti contabili sono iscritti all’omonima Cassa di previdenza (CNPR) che prevede l’accesso alla pensione a vecchiaia con 68 anni d’età e 40 anni di iscrizione e contribuzione per i nati dal 1963 in poi. Sono previsti poi, in via transitoria, diversi requisiti anagrafici e contributivi per i nati entro il 31 dicembre 1962.

Pensione di vecchiaia veterinari

I veterinari sono iscritti all’ENPAV (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei veterinari) il cui regolamento richiede per accedere alla pensione di vecchiaia 68 anni d’età + 35 anni di iscrizione e contribuzione.

Pensione di vecchiaia: anticiparla di 5 anni o 10 anni con il fondo pensione

La pensione di vecchiaia richiede spesso un requisito anagrafico piuttosto avanzato che non sempre è in linea con il mercato del lavoro in cui si svolge la propria attività lavorativa. Arrivando a richiedere in alcuni casi anche 70 anni d’età, potrebbe capitare che si perda il proprio posto di lavoro prima di poter raggiungere i requisiti richiesti o più semplicemente si vorrebbe anticipare il pensionamento ma non si possiedono ancora i requisiti per la pensione anticipata. 

Chi è iscritto al fondo pensione può anticipare la pensione di vecchiaia di cinque anni grazie a quanto accumulato e richiedendo un’apposita prestazione: la RITA (rendita integrativa temporanea anticipata). Infatti, in caso di perdita del lavoro quando mancano fino a 5 anni per il raggiungimento dei requisiti richiesti, con la RITA si può contare su una preziosa entrata mensile che accompagna fino al pensionamento di vecchiaia. Se si è inoccupati da almeno 24 mesi l’anticipo può essere addirittura di dieci anni

Ecco tre esempi:

Luca è un dipendente privato che potrebbe andare in pensione di vecchiaia a 67 anni ma che ha perso il lavoro all’età di 64 anni. Grazie al capitale di 80.000 euro accumulato nel fondo pensione può contare su una RITA di più di 2.200 euro mensili per i quattro anni successivi fino al pensionamento. Anna, avvocato che dovrebbe esercitare la professione fino a 70 anni ha deciso di anticipare il pensionamento di cinque anni con la RITA. Grazie ai 200.000 euro accumulati nel fondo pensione ottiene ogni mese ben 3.333 euro. Marco, dottore commercialista, ha terminato la propria professione di quattro anni rispetto alla pensione di vecchiaia. Convertendo i 150.000 euro accumulati nel fondo pensione in RITA può contare su più di 3.100 euro mensili.

 

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