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C’è un gap previdenziale da colmare, ma anche un gap informativo” è questa la frase iniziale della ricerca effettuata da Ania (Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici) in collaborazione con Gfk (società per la ricerca sui consumatori), intitolata Previdenza, quale futuro?”.

L’indagine ha preso in considerazione un campione di 600 lavoratori italiani (settore privato, dipendenti e autonomi) con più di 5 anni di versamenti all’INPS e suddivisi in:

  • 200 persone che hanno simulato sul sito INPS l’ammontare della futura rendita pensionistica (campione rappresentativo di un totale di 2 milioni)
  • 200 che hanno ricevuto la “busta arancione” nel corso del 2016 (campione rappresentativo di un totale di 1,5 milioni)
  • 200 che non hanno fatto il calcolo e che non hanno ricevuto la busta arancione (campione rappresentativo di un totale di 20 milioni)

Lo scopo dell’indagine è stato quello di testare la sensibilità al tema della previdenza da parte dei lavoratori italiani, aumentare la consapevolezza previdenziale e osservare la reazione alle iniziative di trasparenza intraprese dall’INPS.

INPS: apprezzata la trasparenza e chiarezza dell’iniziativa di informazione

La maggioranza di coloro che o hanno ricevuto la busta arancione o hanno fatto la simulazione sul sito dell’INPS riceve notizie poco incoraggianti: l’ammontare della pensione di base sarà inferiore rispetto a quanto atteso. Nonostante ciò, ben il 77% di chi ha utilizzato il servizio di calcolo INPS sul web ha apprezzato la chiarezza del messaggio informativo, e la percentuale aumenta al 79% per quelli che hanno ricevuto la busta arancione.

L’effetto “dell’operazione trasparenza” si è propagato anche indirettamente: parlandone in famiglia, altri membri del nucleo familiare, che non avevano ricevuto indicazioni sull’ammontare della futura pensione, si è attivato per avere maggiori informazioni su questo tema (14%). Grazie all’informazione si innesca una reazione a catena.

Età pensionabile: quanti la conoscono?

Il sondaggio Ania – Gfk conferma che nel nostro paese esiste una scarsa conoscenza dell’effettiva età di pensionamento. Persino tra coloro che sono stati oggetto delle iniziative di trasparenza da parte dell’INPS solo una parte dichiara di aver effettivamente appreso l’età in cui andrà in pensione e la percentuale si abbassa ulteriormente tra chi non è stato coinvolto in tali iniziative.

Quindi ben il 71% dei non coinvolti ignora o ha solo una vaga idea di quando andrà in pensione.  

A quanto ammonterà la pensione?

L’iniziativa dell’INPS ha anche l’obiettivo di rendere i cittadini consapevoli dell’abbassamento della pensione dovuto al passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo.

Tra chi non è stato destinatario delle iniziative di trasparenza solo l’11% afferma di avere una conoscenza precisa o abbastanza precisa dell’ammontare della propria futura pensione mentre la percentuale aumenta al 44% tra coloro che hanno ricevuto la busta arancione e al 52% di coloro che hanno fatto il calcolo sul sito.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i timori sul futuro pensionistico sono maggiori tra coloro che non sono stati informati.

L’informazione sprona ad attivarsi

Conoscere l’età d’ingresso alla pensione e l’ammontare della rendita pensionistica pubblica aiuta. In particolare, secondo l’economista Luigi Guiso, essere consapevoli del gap pensionistico permette di calcolare quali sono le risorse necessarie a colmarlo, e un check up previdenziale trasparente spinge i cittadini ad attivarsi in modo positivo per tutelare il proprio futuro.

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Pensioni, si risparmia a sufficienza?

Il sondaggio Ania/Gfk indica che la maggioranza degli intervistati ritiene che siano necessari degli accantonamenti aggiuntivi per garantirsi una vecchiaia serena.

Si tratta di percentuali elevate che indicano che c’è ancora molto da fare per diffondere l’importanza di un risparmio previdenziale complementare.

Tra chi ha ricevuto la busta arancione e ha effettuato il calcolo sul sito dell’INPS, l’informazione sulla propria situazione pensionistica ha prodotto un effetto positivo di aumento del risparmio previdenziale.

Previdenza integrativa: a chi rivolgersi?

Nelle risposte date ai questionari emerge una necessità chiave: l’esigenza di una consulenza chiara e soprattutto indipendente. Addirittura, il 30% dei destinatari della busta arancione, il 27% di chi ha fatto il calcolo sul web e il 20% dei non coinvolti sarebbe disposto a pagare per ottenere una consulenza volta a individuare la migliore soluzione pensionistica.

Dall’analisi Ania – Gfk emerge come con l’aumento dell’informazione sulla propria situazione pensionistica aumenta anche lo stimolo ad agire per tempo, per tutelare il proprio benessere, aderendo alla previdenza complementare.

Con la nascita di propensione.it è finalmente possibile avere una consulenza on line trasparente e chiara, che permette di scoprire la propria situazione pensionistica e individuare la migliore soluzione per integrarla, il tutto senza alcun costo aggiuntivo.

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