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Sei una persona previdente e da qualche anno hai aderito alla previdenza integrativa così da costruirti, giorno dopo giorno, quella sicurezza economica che ti aiuterà a mantenere un tenore di vita adeguato anche una volta terminata la carriera lavorativa. Versi mensilmente o annualmente i contributi al fondo pensione ma non sei del tutto soddisfatto dei risultati, i costi applicati dal tuo gestore ti sembrano troppo alti, i rendimenti non sono quelli che ti aspettavi o magari facendo qualche ricerca hai trovato un fondo pensione che offre condizioni più interessanti.

Come fare? E’ possibile cambiare gestore del fondo?

Certo, in quanto strumenti di risparmio di lungo periodo i fondi pensione offrono ai propri aderenti la possibilità di cambiare, anche più volte, il gestore del fondo pensione.

Per cambiare gestore è necessario che siano trascorsi almeno due anni dall’adesione e nella richiesta non è necessario indicare alcuna giustificazione.

Che sia dovuto a un cambio di lavoro e conseguente impossibilità di proseguire con i versamenti nel fondo chiuso a cui si era aderito (in questo caso il requisito dei due anni non è necessario) oppure da costi elevati, rendimenti bassi, mancanza di fiducia nel gestore, prima di cambiare fondo pensione è importante informarsi, confrontare il proprio fondo di provenienza e scegliere quello più in linea con le proprie esigenze e il proprio profilo.

Con propensione.it confrontare il proprio fondo è facile

 

Grazie a propensione.it è finalmente possibile confrontare tutti i fondi pensione presenti sul mercato italiano. L’algoritmo proprietario esamina i dati del tuo fondo pensione, li confronta con i fondi proposti e infine fornisce un ranking dal quale è possibile scoprire se il proprio fondo è effettivamente il più adatto.

Vediamo i casi di Barbara, Marco e Caterina, tre aderenti alla previdenza integrativa che, ognuno per motivi diversi, hanno provato a confrontare il proprio fondo pensione.

Il caso di Barbara: scontenta dei costi elevati applicati dal suo fondo

 

Barbara ha 51 anni e da 9 sta risparmiando nel comparto garantito del fondo pensione “Delta”, a suo tempo consigliatole dal consulente della sua banca. In questi nove anni Barbara ha notato che il fondo pensione scelto applica dei costi parecchio elevati: oltre ai 6 euro al momento dell’adesione (che a Barbara sembravano effettivamente pochi), ogni anno paga al gestore anche il 4,50% su ogni versamento (dei 2.000 euro versati all’anno, 90 vanno al gestore) e un costo di gestione pari al 1,50%.

Si tratta di costi che diminuiscono l’ammontare della sua posizione e oltretutto, trattandosi di una linea garantita che non offre rendimenti elevati, i costi non vengono compensati. Barbara ha dunque deciso di registrarsi all’area riservata di propensione.it e confrontare il suo fondo.

Nel ranking dato dall’algoritmo il suo fondo pensione, proprio per gli elevati costi applicati, per i rendimenti medi e altre variabili, si posiziona all’ultimo posto. Decide allora di esplorare le caratteristiche degli altri fondi e nel comparto garantito individua il PIP – piano individuale pensionistico “Gamma” il cui gestore non applica né costi di adesione né costi sui versamenti, ma esclusivamente un costo di gestione pari al 1,20%.  L’ISC – Indicatore Sintetico dei Costi dei due mostra una notevole differenza: 2,36% per il fondo “Delta” e 1,20% per il fondo Gamma.

Barbara, consapevole che i costi abbassano il capitale accumulato, decide di contattare i consulenti di propensione.it e grazie al loro aiuto trasferire la sua posizione.

Il caso di Marco: non soddisfatto dai rendimenti

 

Marco, 32enne, ha molti anni a disposizione prima del pensionamento e ha quindi aderito al comparto azionario del fondo pensione “Beta”, comparto adatto ai giovani in quanto riesce, nel lungo periodo, a compensare le oscillazioni del mercato e ad ottenere dei rendimenti generalmente positivi.

Tuttavia, nei quattro anni di partecipazione a questo fondo, Marco non ha ottenuto dei buoni rendimenti. Per curiosità ha dunque deciso di rivolgersi a propensione.it e con l’aiuto di un consulente ha confrontato il suo fondo scoprendo che ce ne sono di altri con rendimenti tendenzialmente più elevati rispetto al suo: 

Dal confronto emerge che non solo i rendimenti del fondo consigliato da propensione.it sono più elevati ma anche i costi risultano inferiori. Pur sapendo che i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri, decide di dare fiducia al fondo pensione “Alpha” e a propensione.it.

Il caso di Caterina: soddisfatta del suo fondo e curiosa di confrontarlo

 

Infine Caterina, 37 anni, che cinque anni fa ha scelto di aderire al comparto bilanciato del fondo pensione “Zeta” di cui ad oggi è molto soddisfatta sia per i rendimenti ottenuti che per i costi moderati.

Venendo a conoscenza di propensione.it decide di metterlo alla prova utilizzando l’algoritmo e scopre che effettivamente il fondo prescelto è già il più adatto al suo profilo. Andando nel dettaglio e analizzando i fondi proposti da propensione.it inseriti nel ranking individua una proposta molto interessante, il comparto azionario del fondo “Omega”. Non volendo cambiare il suo fondo decide di diversificare il suo risparmio tra due strumenti: continuerà a versare il proprio TFR maturando al suo fondo “Zeta”, mentre con l’aiuto di propensione.it aderirà anche al fondo pensione “Omega” versando 100 euro al mese.

Così facendo Caterina riuscirà a costruirsi una bella pensione di scorta da affiancare a quella pubblica e vivere più tranquilla gli anni post lavoro.

Hai sottoscritto il fondo pensione più adatto a te?

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