Il 2020 è stato un anno a dir poco complicato per qualsiasi settore, qual è stato l’andamento dei fondi pensione? La Covip (Commissione di Vigilanza sui fondi pensione) ha pubblicato un aggiornamento contenente tutti i dati in termini di adesioni, contribuzioni e rendimenti risultanti a fine dicembre 2020.

Fondi pensione: 9,353 milioni di posizioni

A fine dicembre 2020 gli iscritti alla previdenza integrativa stimati sono 8,840 milioni e considerando anche chi aderisce contemporaneamente a più forme pensionistiche complementari, il numero delle posizioni raggiunge i 9,353 milioni.

A fronte della crisi epidemiologica, si è registrato un incremento complessivo delle adesioni del +2,6% rispetto al 2019 (236.000 unità), crescita inferiore rispetto a quella dell’anno precedente, in cui il numero di iscritti era aumentato del +4,5% rispetto al 2018 (393.000 nuove adesioni). 

Fonte: Covip – La previdenza complementare, principali dati statistici – dicembre 2020

In particolare, distinguendo tra le singole tipologie di forme pensionistiche:

  • nei fondi pensione aperti si sono registrate 76.000 nuove adesioni, con un +4,9% dal 2019, raggiungendo 1,628 milioni di iscritti; nel 2019 erano state 89.000 nuove adesioni con una crescita del 6,1%
  • nei PIP (piani individuali pensionistici) l’aumento è stato di 89.000 iscritti, 2,6% in più dal 2019, per un totale di 3,508 milioni di posizioni; nel 2019 l’incremento era stato di 144.000 nuove adesioni, con un +4,4%
  • nei fondi pensioni chiusi le adesioni sono aumentate del 3,2%, con 101.000 posizioni dal 2019, di cui i maggiori incrementi si registrano nel fondo pensione per i lavoratori del settore edile e in quello dei dipendenti pubblici. Il totale delle posizione raggiunge quota 3,261 milioni; l’anno precedente si erano registrate 159.000 nuove adesioni, con un + 5,3%). 

Patrimonio gestito e contribuzione: in crescita nonostante la crisi

Il patrimonio complessivo gestito dalle forme di previdenza integrativa a dicembre 2020 hanno raggiunto quasi 196 miliardi di euro, crescendo di 11 miliardi dal 2019 (+6,1%). La crescita maggiore si è registrata nei fondi pensione aperti, con un +11,1% rispetto al 2019, che raggiungono i 25,4 miliardi di risorse in gestione. Nei PIP il patrimonio ha raggiunto i 39,2 miliardi di euro crescendo del 10,4%, mentre nei fondi pensione chiusi l’aumento è stato del 7,5%, per un patrimonio complessivo di 60,4 miliardi di euro.

Fonte: Covip – La previdenza complementare, principali dati statistici – dicembre 2020

 

Considerando, quindi, queste tre tipologie di forme di previdenza integrativa, il patrimonio gestito è di 124.917 miliardi di euro, di cui il 48,3% compete ai fondi pensione chiusi, il 31,4% ai PIP e il restante 20,31% ai fondi pensione aperti.

Anche la contribuzione ai fondi pensione è cresciuta nel corso del 2020, nonostante l’emergenza, aumentando del 3% rispetto al 2019, a fronte di un trend registrato negli anni passati di poco superiore al 5% di crescita. La differenza positiva, quindi, tra i flussi contributivi del 2019 e quelli raccolti nel 2020 è di circa 357 milioni di euro (nel 2019 era di 648 milioni rispetto al 2018).

Fonte: Covip – La previdenza complementare, principali dati statistici – dicembre 2020

 

In particolare, anche in questo caso l’incremento maggiore di registra nei fondi pensione aperti, con un + 5,9% dal 2019, a seguire i fondi pensione chiusi con un +2,9% e i PIP con un +1,6%

I rendimenti dei fondi pensione nel 2020: un progressivo recupero

Dopo una prima parte dell’anno nella quale si sono registrate turbolenze, i mercati finanziari hanno progressivamente recuperato nel corso della restante parte del 2020, con conseguenti rendimenti positivi in pressoché tutte le forme pensionistiche complementari. Esclusivamente nei PIP ramo III, infatti, i risultati sono stati negativi, ma solo marginalmente, con un -0,2%, mentre nei fondi pensione aperti e nei fondi pensione chiusi sono stati rispettivamente del +2,9% e del +3,1%. Per i PIP di ramo I, ossia nei comparti garantiti a gestione separata, il risultato è stato pari +1,4%.

Le performance di uno strumento di risparmio di lungo periodo come il fondo pensione vanno valutati su orizzonti più ampi, dove le oscillazioni al ribasso sono più che compensate da quelle al rialzo. Nei dieci anni da inizio 2011 a fine 2020, il rendimento medio annuo composto è stato pari:

  • al +3,7% per i fondi pensione aperti
  • al +3,3% per i PIP di ramo III
  • al +2,4% per i PIP di ramo I 
  • al +3,6% per i fondi pensione chiusi
  • a fronte di una rivalutazione del TFR è risultata pari all’1,8% nello stesso periodo

Fonte: Covip – La previdenza complementare, principali dati statistici – dicembre 2020

Rendimenti al netto dei costi di gestione e della fiscalità.

 

Escludendo il 2020, quindi, le performance registrate nel decennio precedente fino a fine 2019 sono state di poco superiori. Inoltre, si confermano vincenti gli investimenti dei fondi pensione rispetto alla rivalutazione ordinaria del TFR lasciato in azienda.

TFR nel fondo pensione: si conferma una scelta vincente

Un aspetto molto importante della previdenza integrativa è la convenienza di versare il TFR nel fondo pensione anziché lasciarlo in azienda, soprattutto da un punto di vista fiscale ma anche dei rendimenti che si possono ottenere nel tempo.

I dati appena pubblicati dalla Covip confermano come tutte le linee di investimento, eccetto le ormai poco diffuse obbligazionarie pure, battano il TFR rivalutato secondo le regole ordinarie in azienda. 

Fonte: Covip – La previdenza complementare, principali dati statistici – dicembre 2020

I rendimenti sono al netto dei costi di gestione e dell’imposta sostitutiva per tutte le forme pensionistiche incluse nella tavola; anche per il TFR la rivalutazione è al netto dell’imposta sostitutiva. I rendimenti dei PIP sono stati nettizzati sulla base dell’aliquota fiscale tempo per tempo vigente, secondo la metodologia di calcolo standardizzata definita dalla COVIP. Per periodi pluriennali, i valori corrispondono ai rendimenti medi annui composti.I rendimenti dei comparti garantiti non incorporano il valore della garanzia.I rendimenti delle gestioni separate nel 2020 sono in parte stimati.

Nell’ultimo decennio 2010 – 202, prendendo in considerazione le linee azionarie, le più indicate proprio per orizzonte temporali lunghi tipici di un risparmio previdenziale, hanno registrato dal +5,7% dei fondi pensione chiusi al +4,5% dei PIP, a fronte di una rivalutazione ordinaria del TFR dell’1,8%.

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