Come riportato in un articolo dell’inserto l’Economia del Corriere delle Sera di lunedì 18 maggio, molto probabilmente l’emergenza Covid-19 spingerà chi è prossimo alla pensione e possiede i requisiti richiesti a ricorrere ad una delle vie anticipate di pensionamento, come ad esempio Quota 100. Tutte queste misure hanno l’effetto collaterale di ridurre inevitabilmente l’assegno pensionistico, perché da un lato si versano meno contributi e soprattutto si allunga il periodo di fruizione della pensione e la conseguente speranza di vita, e dall’altro aumentano la platea di pensionati, con conseguenti ripercussioni sulla sostenibilità di un sistema a ripartizione (dove le pensioni correnti sono sostenute dai lavoratori in attività). Se il tasso di occupazione nel frattempo cala a causa della situazione che sta attraversando il Paese, a maggior ragione il sistema previdenziale va monitorato e tutelato con delle misure che possano lenire la crisi.

La spesa pensionistica aumenterà del 4,4% circa rispetto al 2019

Secondo quanto stimato, nel 2020 con l’aumento dei pensionamenti anticipati la spesa crescerà di conseguenza di quasi il 4,4%, passando dai circa 230 miliardi del 2019 a 240 miliardi.

In realtà, come documentato nello stesso articolo del Corriere, già nel 2019 proprio per l’introduzione di diverse misure di accesso anticipato alla pensione, per la prima volta dopo dieci anni si è registrato un incremento del numero dei pensionati, arrivati a 16 milioni e 250 mila in totale, a fronte però di una crescita record del tasso di occupazione (59,2%) a livello globale.

Inoltre, le stesse richieste d’uscita anticipata che nel 2019 sono state in totale più di 370.000, di cui 150.768 con quota 100, si è sempre stimato avrebbero subito un un notevole calo nel corso del biennio successivo 2020-2021 arrivando, sempre nel caso di quota 100, a non più di 50 mila.

Questo soprattutto perché la platea potenzialmente interessata da quota 100 avrebbe visto ridursi la pensione di circa il 10% a vita intera.

Queste stime, quindi, si ritengono superate in conseguenza della crisi sanitaria, con un ricorso maggiore ai pensionamenti anticipati.

Il fondo pensione integrativo più prezioso che mai

Il regime pensionistico italiano vede accanto al pilastro obbligatorio della pensione pubblica quello volontario della previdenza integrativa, ossia un sistema che consente a chiunque lo desideri di costruirsi una pensione integrativa da affiancare a quella di base, il tutto tra vantaggi fiscali esclusivi, flessibilità e tutele per il risparmiatore.

Per poter contare su questa importante forma di protezione sociale ci si iscrive quindi ad un fondo pensione integrativo nel quale, grazie ai versamenti effettuati e ai rendimenti ottenuti con gli investimenti, negli anni si accumula il capitale necessario per poter contare sulla propria pensione integrativa al momento del pensionamento nel regime obbligatorio di appartenenza.

A fronte di questa situazione il fondo pensione si rivela più prezioso che mai.

 

1. Grazie al fondo pensione anticipi il pensionamento senza decurtare la pensione pubblica

Chi è stato previdente risparmiando in un fondo pensione, nel caso di cessazione dell’attività lavorativa prima dei requisiti ordinari di pensionamento, può contare su quanto ha accumulato nel fondo pensione stesso richiedendo la rendita integrativa temporanea anticipata (R.I.T.A.). Si tratta di una rendita che viene erogata fino a 5 / 10 anni prima della pensione di vecchiaia (attuali 67 anni + 20 anni di contributi) e che assicura quindi un reddito ponte tra le cessazione dell’attività lavorativa e il pensionamento obbligatorio di vecchiaia.

Di certo una validissima soluzione alternativa anche per chi potenzialmente possiede i requisiti per accedere a quota 100, senza decurtare la pensione pubblica come stimato di quasi il 10%.

 

2. Chi è ancora giovane e ha già aderito ad un fondo pensione può sempre “andare in meglio”

Chi si sta costruendo una preziosa pensione “di scorta” su cui contare, può rendere il proprio risparmio previdenziale ancora più efficiente cambiando fondo pensione, se necessario. Infatti, dopo due anni dall’adesione a quello originario si può trasferire il capitale accumulato in un fondo pensione migliore. Si tratta di una scelta di investimento molto vantaggiosa soprattutto se la variabile determinante sono i costi applicati e si passa quindi ad un fondo pensione più conveniente.

 

3. Chi ancora deve aderire ad un fondo pensione, ora è più che mai il momento giusto per farlo

Anche se ancora non si è iniziato a risparmiare in un fondo pensione, non è mai troppo tardi per farlo e questo è forse più che mai il momento giusto. Innanzitutto perché si può decidere liberamente quanto versare nel fondo pensione e con che frequenza a seconda delle proprie esigenze, potendo anche sospendere i versamenti senza limiti. Poi perché prima si inizia e maggiore è il risultato, perché il fondo pensione dà il meglio di sé nel lungo periodo, grazie soprattutto al meccanismo dell’interesse composto che fa crescere i rendimenti ricavati dagli investimenti in maniera esponenziale. Inoltre, grazie ai contributi versati quest’anno fino a 5.164,57 euro si risparmia sulle imposte IRPEF con il beneficio della deducibilità fiscale.

Infine, proprio in un momento in cui i mercati sono al ribasso con lo stesso investimento si acquistano più quote perchè hanno conseguentemente un minor valore e, alla ripresa, si rivaluteranno maggiormente generando maggiori rendimenti.

 

Inizia da oggi a costruirti il tuo risparmio previdenziale e se sei già iscritto ad un fondo pensione verifica se è ancora quello più conveniente e adatto a te.

Il primo passo è stimare la tua situazione pensionistica.

Fallo online e in pochi minuti iniziando il tuo check up previdenziale

(Visited 92 times, 1 visits today)