1258

Con quali requisiti è possibile andare in pensione nel 2020? Accanto alle vie ordinarie di pensionamento restano altre vie d’uscita anticipate e flessibili per determinate categorie di lavoratori e meccanismi contributivi che consentono di incidere sul pensionamento, come il riscatto di laurea. A tutela di tutti resta ferma la previdenza integrativa che oltre ad assicurare una pensione di scorta consente un pensionamento fino a dieci anni prima dei requisiti per la pensione di vecchiaia (attuali 67 anni) grazie alla RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata).

Pensioni 2020: requisiti ordinari

I requisiti ordinari di pensionamento per i lavoratori iscritti all’AGO – (Assicurazione Generale Obbligatoria), alle forme sostitutive o esclusive dell’AGO e alla gestione separata presso l’INPS, sono tre:

  1. la pensione di vecchiaia: è la forma di pensionamento per la quale è richiesto un requisito anagrafico di 67 anni e almeno 20 anni di contributi
  2. la pensione anticipata: è la forma di pensionamento per la quale conta esclusivamente l’anzianità contributiva e che richiede nel caso delle donne 41 anni e 10 mesi di contributi ed un anno in più nel caso degli uomini.
  3. la pensione anticipata contribuitiva: è la forma di pensionamento prevista per i lavoratori cosiddetti “contributivi puri” perché integralmente soggetti al metodo di calcolo della pensione contributivo e che prevede un pensionamento con un’età anagrafica di 64 anni e 20 anni di contributi a patto che la pensione ammonti ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale INPS, che attualmente è pari a 458 euro per 13 mensilità.

Novità pensioni anticipate

Accanto a quelle ordinarie restano aperte altre vie di pensionamento anticipate e flessibile per determinate categorie di lavoratori. Quali novità nel 2020?

  • Quota 100 (fino al 31 dicembre 2021)

Quota 100 è misura di pensionamento prevede come combinazione minima tra requisito anagrafico e requisito contributivo, 62 anni d’età e 38 anni di contributi.

Come illustrato nella guida del Sole24Ore, i contributi utili sono quelli accreditate nell’AGO, nella gestione separata e nelle forme esclusive o sostitutive dell’AGO, anche in regime di cumulo, con esclusione di quelli versati nella casse professionali. Da qui, quindi, risulta esclusa dal novero dei redditi incompatibili con quota 100 la pensione pubblica erogata da una cassa professionale.

Sono invece non cumulabili:

  • redditi da lavoro dipendente
  • redditi da lavoro autonomo, anche occasionale per somme superiori a 5.000 euro annui
  • pensione erogata dalle diverse gestioni INPS sopra indicate.

L’incompatibilità viene meno, invece, se i redditi sono percepiti dopo il compimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia (67 anni).

  • APE sociale (esteso per il 2019)

L’APE sociale, ossia l’anticipo pensionistico erogato dallo Stato come misura assistenziale a determinate categorie di lavoratori è stato prorogato per tutto il 2020. Consente il pensionamento a 63 anni d’età e con almeno 30/36 anni di contributi nel caso in cui sia cessata l’attività lavorativa e si versi in una delle quattro situazioni di bisogno previste: (1. disoccupazione, 2. assistenza a familiari, 3. disabilità, per le quali sono richiesti 30 anni di contributi e 4. lavori usuranti per i quali sono necessari invece 36 anni di contributi).

Nel caso delle lavoratrici, i requisiti contributivi sono ridotti di 12 mesi per ciascun figlio fino ad un massimo di due anni di riduzione.

La prestazione non viene più erogata dallo Stato nel momento in cui si maturano i requisiti per accedere effettivamente alla pensione.

  • Opzione donna (requisiti da raggiungere entro il 31 dicembre 2019)

Con opzione donna è possibile accedere alla pensione in via anticipata, ossia se entro il 2019 si raggiungono i 58 anni d’età nel caso di lavoratrici dipendenti e 59 anni anni per le autonome e in entrambi i casi un’anzianità contributiva di almeno 35 anni. L’effettiva decorrenza della pensione, però, è di 12 mesi per le dipendenti (59 anni d’età) e di 18 mesi per le autonome (60 anni e mezzo).

 

La condizione per beneficiare del pensionamento anticipato con opzione donna è il calcolo della pensione interamente con il metodo contributivo anziché con il sistema misto retributivo/contributivo. Inoltre, trattandosi di un anticipo di 9/8 anni rispetto ai 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia, l’assegno che si ottiene risulta notevolmente ridotto.

  • Lavoratori precoci 

Rientra nella categoria di lavoratori precoci chi ha lavorato per almeno un anno prima del raggiungimento dei 19 anni d’età e che si trovi in una delle quattro situazioni di bisogno previste (1. disoccupazione, 2. assistenza a familiari, 3. invalidità 4. lavori usuranti). In questi casi è possibile accedere alla pensione in via anticipata con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica.

Per accedere a beneficio della riduzione del requisito contributivo, come riportato sul portale dell’INPS,  è necessario presentare una domanda entro il 1° marzo di ciascun anno.  A quel punto viene effettuata una verifica, anche relativamente alla copertura finanziaria e solo in caso di esito positivo è possibile presentare la domanda di pensione anticipata.

Eventuali domande di riconoscimento del beneficio presentate oltre il 1° marzo, comunque non oltre il 30 novembre, sono prese in considerazione soltanto in caso residuino le risorse finanziarie.

  • Lavori usuranti

Chi svolge attività lavorative considerate usuranti può accedere alla pensione in via agevolata, ossia  all’età di 61 anni e 7 mesi e con 35 anni di contributi. Le stesse attività considerate gravose e pesanti devono essere state svolte negli ultimi sette anni o per un periodo pari alla metà della carriera lavorativa.

Come specificato nella Guida del Sole 24 Ore, chi matura questi requisiti nel corso del 2020 e vuole avvalersi della misura ha già presentato apposita domanda nel corso del 2019 (1 maggio 2019) mentre chi può accedere nel 2021, deve presentare la domanda entro maggio di quest’anno.

  • Isopensione e fondi bilaterali

Ci sono, inoltre, diverse misure che consentono di gestire i pensionamenti dei lavoratori a livello aziendale. La prima è l’isopensione, che permette nell’ambito di aziende in esubero, con almeno 15 dipendenti e che abbiano sottoscritto apposito accordo sindacale, di accompagnare i lavoratori più anziani fino alla maturazione dei requisiti per la pensione ordinaria. L’anticipo massimo del prepensionamento è di 7 anni, ma fino al 2020, perché a partire da gennaio 2021 gli anni di anticipazione scenderanno a 4 anni. La pensione è interamente finanziata dal datore di lavoro per tutta la durata dell’anticipo.

Un’altra misura è quella dei fondi bilaterali costituiti dalla contrattazione collettiva e finanziati dal datore di lavoro. Questi fondi erogano ai dipendenti in esubero dell’azienda aderente un assegno straordinario di integrazione al reddito per un periodo massimo di prepensionamento di 5 anni.

  • La RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)

Il fondo pensione non è utile solamente per avere una pensione integrativa da affiancare alla pensione pubblica ma anche per anticiparla in caso di necessità. Un lavoratore che termina l’attività lavorativa nei cinque anni precedenti alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, quindi a 63 anni, e con vent’anni di contributi nel regime pubblico di appartenenza può richiedere l’erogazione di tutto o parte di quanto accumulato nel fondo pensione sotto forma di rendita temporanea, perché erogata dalla richiesta fino al pensionamento di vecchiaia. In sostanza la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) è un reddito ponte su cui poter contare prima della pensione pubblica e che consente così di anticiparla.

Inoltre, nel caso di inoccupazione prolungata per più di 24 mesi, la RITA può essere richiesta fino a 10 anni prima della pensione di vecchiaia. In questi casi il fondo pensione si rivela un’importante forma di protezione negli anni in cui si è prossimi al pensionamento e può risultare più difficile reinserirsi nel mondo del lavoro.

Meccanismi contributivi per la pensione

Soprattutto nel sistema di calcolo contributivo della pensione in cui conta l’intera vita contributiva, alcuni meccanismi possono risultare utili per anticipare o comunque per aumentare l’assegno pensionistico.

  • Il riscatto di laurea 

Il riscatto di laurea consente di far valere ai fini contributivi gli anni degli studi universitari presso la gestione INPS di appartenenza. Esisto in particolare tre modalità: il riscatto ordinario, il riscatto di laurea agevolato (introdotto nel 2019) e quello per inoccupati.

Ecco una tabella di confronto:

*L’inps, però, chiarisce nella circolare n.6/2020 dello scorso 22 gennaio che, eccezionalmente, il riscatto agevolato può riguardare anche gli anni di studio precedenti al 1996 a condizione che:

  • si posseggano almeno cinque anni di contributi versati con metodo contributivo
  • la pensione pubblica liquidata sia interamente calcolata con il metodo contributivo

  • Totalizzazione, cumulo e ricongiunzione

Per i lavoratori che hanno versato nel corso dell’attività lavorativa contributi in diverse gestioni possono unificarli ai fini della pensione con tre modalità.

La totalizzazione ed il cumulo sono dei meccanismi che permettono di unire gratuitamente i contributi versati in qualsiasi gestione di previdenza pubblica. La ricongiunzione invece permette di unificare i contributi in un’unica gestione accentrante.

La previdenza integrativa per colmare la pensione pubblica

La previdenza integrativa è un secondo pilastro del sistema pensionistico che si affianca alla pensione pubblica per integrarla. Si tratta di una forma di risparmio attuabile su base volontaria ma indispensabile per tutti i lavoratori. La pensione pubblica, infatti, non copre l’intero reddito goduto da lavoratori, lasciandone scoperta una parte spesso rilevante. Fortunatamente la previdenza integrativa è a beneficio di tutti non solo per il suo importante scopo pensionistico, ma anche per le agevolazioni fiscali, le flessibilità e la protezione offerta.

 

 

Prima si inizia a contribuire per la propria pensione integrativa maggiore sarà il risultato che si può ottenere dal fondo pensione perché da un lato saranno maggiori l’accumulo e i rendimenti conseguiti e dall’altro sarà ancora più agevolato il regime fiscale applicato rendita e/o al capitale erogati dal fondo da affiancare alla pensione pubblica (l’aliquota scende fino al 9% dal 15% iniziale e di molto inferiore rispetto alle aliquote IRPEF).

Il primo passo è stimare la tua situazione pensionistica.

Fallo online e in pochi minuti iniziando il tuo check up previdenziale

(Visited 1.915 times, 27 visits today)