1258

Se possiedi un fondo pensione ti stai già costruendo una pensione di scorta e sei consapevole della sua importanza. Il prodotto sottoscritto è realmente conveniente e adatto a te?

Forse al momento dell’adesione non hai analizzato nel dettaglio tutte le variabili, sei stato consigliato “male” o semplicemente non sei soddisfatto.

Con propensione.it puoi mettere alla prova tutti i fondi pensione del mercato italiano e confrontarli con quelli offerti. Basta digitare il gestore e il comparto del fondo pensione a cui sei iscritto e vedrai come si posiziona sulla base del tuo profilo. Quello che conta, infatti, sono da un lato le caratteristiche del fondo pensione, come i costi e i rendimenti, ma anche i tuoi dati personali, come l’età e il profilo di rischio.

Dopo il confronto puoi cambiare fondo pensione aderendo a quello prescelto su propensione.it e trasferire il capitale accumulato. 

In quale caso rientri?

1. Ho un fondo pensione costoso: il caso di Lara

Il fondo pensione sottoscritto è piuttosto costoso e, oltretutto, in cambio di performance contenute. Purtroppo è tra le ipotesi “peggiori” ed anche più comuni di inefficienza del piano di risparmio previdenziale che si sta costruendo. Gli effetti di costi elevati, poi, spesso sono sottovalutati o semplicemente non si conoscono con precisione.

Fortunatamente dopo due anni il fondo pensione può essere cambiato e con propensione.it si può individuare il leader del mercato proprio in fatto di costi.

Trasferirsi nel fondo pensione più conveniente fa una bella differenza.

Lara è dipendente amministrativo in un’azienda privata e ha sottoscritto un fondo pensione che applica i seguenti costi:

Adesione una tantum: 30 euro
Costi diretti: 4% su ogni versamento
Costi indiretti: 2,35% commissione annua di gestione sul patrimonio

Il fondo pensione più conveniente trovato su propensione.it, invece, prevede i seguenti costi:

Adesione una tantum: 0 euro
Costi diretti: 15 euro annui
Costi indiretti: 0,80% commissione annua di gestione sul patrimonio

Considerando il fatto che l’età di pensionamento stimata è di 67 anni, quanto incide costruirsi la pensione di scorta versando 2.000 + TFR, con rendimenti del 4% annuo, nel fondo pensione più conveniente? Una differenza di 63.000 euro.

Una differenza sul capitale finale si ripercuote chiaramente anche sull’ammontare della pensione integrativa. Scegliendo il fondo pensione conveniente, infatti, si stima che Lara possa ottenere una rendita di 9.890 euro annui mentre nel fondo pensione costoso di 7.300 euro annui. Significa ricevere 215 euro in meno ogni mese a vita intera.

2. Linea di investimento inadatta che rende poco: il caso di Giacomo

 

Un altro caso molto frequente è essere iscritti ad una linea di investimento inadatta. Esempio più lampante è il giovane con parecchi anni davanti a sé per investire prima del pensionamento e iscritto ad un comparto di gestione prevalentemente obbligazionario o garantito. Più è prudente la linea di gestione, minori sono tendenzialmente i rendimenti; viceversa, più è dinamica e orientata verso titoli azionari maggiori sono le performance.

Nel lungo periodo, inoltre, si compensano le normali oscillazioni del mercato e i comparti di gestione bilanciati o azionari fanno crescere esponenzialmente i propri risparmi grazie soprattutto al meccanismo dell’interesse composto.

Man mano che la pensione si avvicina si può optare per linee più prudenti fino alla garanzia di restituzione del capitale versato, consigliato in genere a cinque anni dal termine dell’investimento.

Giacomo per esempio ha almeno vent’anni davanti a sé e ha deciso di cambiare il suo fondo pensione perché poco prestante e di trasferirsi in una linea più dinamica.

Stimando per vent’anni versamenti di 3.000 euro in un fondo pensione che rende al 4% anziché al 2% questa scelta può comportare una differenza di 16.000 euro sul risultato finale dell’investimento.

Anche in questo caso il capitale finale incide sulla pensione integrativa che si ottiene, che nel fondo più prestante ammonterebbe a 3.216 euro anziché 2.597 euro all’anno.

3. Perdita requisiti partecipativi al fondo pensione di categoria: il caso di Sergio

Un aderente che cambia professione e perde i requisiti partecipativi al fondo pensione chiuso di categoria, come nel caso di Sergio, non può più contribuire e ha dunque l’esigenza di cambiare fondo pensione trasferendo il capitale accumulato.

In questo caso la richiesta di trasferimento può essere richiesta in qualsiasi momento a prescindere dal fatto che siano trascorsi o meno i due anni di partecipazione al fondo pensione e deve concludersi entro un massimo di sei mesi dalla richiesta.

In questo modo, come in tutti i casi di trasferimento tra fondi pensione, Sergio continua a: 

  • investire per la pensione, contando già sul capitale accumulato in tre anni e senza alcun onere fiscale
  • sfruttare il vantaggio della deducibilità fiscale dei contributi versati nel nuovo fondo pensione
  • accumulare i quindici anni che servono per iniziare ad usufruire dello sconto annuo di 0,30 punti percentuali sull’aliquota fiscale applicata sulla pensione integrativa (dal 15% scende fino al 9% massimo) e gli otto anni utili per richiedere le anticipazioni della posizione accumulato.

 

Qualunque sia il motivo che ti spinge a voler cambiare prodotto, su propensione.it puoi trovare il miglior fondo pensione per costi, performance solidità e sicurezza, ma soprattutto quello migliore per te.

Confronta il tuo fondo pensione

Puoi trovare il fondo pensione migliore per te

(Visited 308 times, 1 visits today)