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I fondi pensione aperti sono una delle  tre tipologie di forme pensionistiche integrative  assieme ai fondi pensione chiusi e ai piani individuali pensionistici (PIP), che compongono il sistema di pensione integrativaAttualmente sul mercato italiano si contano 43 fondi pensione aperti, per un patrimonio gestito di 18 miliardi e un totale di iscritti pari a 1,33 milioni.

Fondi pensione aperti: un patrimonio autonomo e separato

I fondi pensione aperti sono istituiti e gestiti principalmente da Società di Gestione del Risparmio (SGR) e imprese assicurative o, in via residuale, anche da banche e Società di Intermediazione Mobiliare (SIM).

Il fondo aperto è  un patrimonio autonomo e separato all’interno del patrimonio del gestore. Questa è una caratteristica che va a tutela degli aderenti: le risorse versate e investite nel fondo sono intoccabili, perché nettamente separate dalle altre risorse del patrimonio complessivo del gestore e sono destinate solo all’erogazione della pensione integrativa.

Tutto questo significa che:

  • in caso di fallimento o altra procedura concorsuale del gestore del fondo le risorse versate non vengono coinvolte
  • i creditori del gestore o dell’aderente non possono pignorare quanto versato nel fondo.

Grazie a queste importanti tutele i fondi aperti rappresentano una forma di investimento sicura in cui investire i tuoi risparmi.

Chi può aderire ad un fondo pensione aperto?

I fondi aperti sono così definiti proprio perché tutti possono aderirvi e sono nati in contrapposizione ai fondi chiusi, i quali sono riservati ad una categoria ristretta e delimitata di lavoratori.

L’adesione individuale, quindi, è aperta a prescindere dalla propria situazione lavorativa.

Inoltre, possono essere iscritti anche  i soggetti fiscalmente a carico dell’aderente, come un figlio minore, studente o un coniuge, avvalendosi della deducibilità fiscale dal reddito dichiarato ai fini IRPEF anche dei contributi versati in loro favore.

Alcune aziende hanno un fondo chiuso di riferimento, quelle che non lo hanno possono prevedere l’adesione collettiva dei propri dipendenti ad un fondo aperto già esistente tramite contratti collettivi o aziendali.

Fondo pensione aperto: come si contribuisce?

Il fondo pensione aperto viene finanziato con il versamento periodico di contributi volontari, scegliendo liberamente importo e frequenza. Si possono fare anche dei versamenti aggiuntivi, o sospenderli in qualsiasi momento.

I contributi confluiscono nella propria posizione individuale e vengono poi gestiti e rivalutati secondo le linee di investimento del comparto di gestione prescelto (azionario, obbligazionario, bilanciato o garantito).

Proprio contribuendo si ottiene un risparmio fiscale che caratterizza la previdenza integrativa: la deducibilità dal reddito dichiarato ai fini IRPEF dei contributi versati annualmente. Quanto versato, entro il limite massimo di 5.164,57 euro, si sottrae dal reddito riducendo l’imponibile fiscale, con conseguenti minori imposte IRPEF da versare.

Se l’aderente è un lavoratore dipendente, può finanziare il fondo pensione aperto con altre due modalità: attraverso i contributi del datore di lavoro (volontari in caso di adesione individuale ed obbligatori se collettiva, nei limiti previsti dagli accordi aziendali) e con il conferimento del proprio TFR, anziché lasciarlo in azienda.

I rendimenti dei fondi pensione aperti

Il sistema di previdenza integrativa funziona secondo il meccanismo di capitalizzazione e quanto versato, per generare dei rendimenti, viene investito nei mercati finanziari. A seconda del loro andamento ci saranno performance minori o maggiori. In generale, nel lungo periodo i comparti di gestione azionari offrono rendimenti tendenzialmente superiori rispetto a quelli obbligazionari.

Nello specifico, invece, ecco i rendimenti medi registrati dai fondi aperti negli ultimi anni:

FONTE: Relazione annuale 2017 Covip

 

Quali sono i costi da sostenere?

L’aderente sostiene i seguenti costi:

  • costi all’atto dell’adesione
  • costi sui versamenti (in percentuale o cifra fissa)
  • costi di gestione (prelievi percentuali sulla posizione individuale accumulata)

Per comprendere l’impatto dei costi sostenuti sul risparmio previdenziale, c’è l’Indicatore Sintetico dei Costi  (ISC). Si tratta di un indice elaborato dalla Commissione di Vigilanza su Fondi Pensione (COVIP) che esprime l’incidenza percentuale del totale dei costi sulla posizione individuale dell’iscritto per ogni anno di partecipazione al fondo. All’aumentare della percentuale ISC aumenta l’onerosità del fondo pensione preso in considerazione.

Fondi pensione aperti e tasse: un regime fiscale agevolato che aumenta la tua pensione

Oltre al grande incentivo fiscale della deducibilità dei contributi sono previsti altri vantaggi di carattere fiscale:

  • i rendimenti sono tassati con aliquota del 20% anziché del 26%
  • la pensione integrativa è tassata con una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota massima del 15%, inferiore rispetto a quelle IRPEF normalmente applicate sui redditi (dal 23% al 43%)
  • l’aliquota è destinata a scendere sino al 9% a partire dal 15° anno di partecipazione a previdenza integrativa, perché iniziano ad operare degli sconti di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione successivo

Il tutto si traduce in un maggiore importo di pensione integrativa.

Fondo pensione aperto e flessibilità

Il risparmio in un fondo pensione consente di far fronte a esigenze di vita grazie alla flessibilità dello strumento:

 

  • anticipazioni per spese sanitarie, l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa (anche dei propri figli) e per ogni altra esigenza
  • riscatto totale o al 50% del capitale accumulato in caso di perdita del lavoro o invalidità permanente
  • protezione dei propri cari, grazie al riscatto degli eredi o di altri beneficiari della posizione accumulata in caso di morte dell’aderente prima del pensionamento e la possibilità di rendere la pensione integrativa reversibile.

Pensione integrativa: quando si può riscuotere?

Alla pensione integrativa si accede:

  • al raggiungimento dell’età pensionabile per la pensione pubblica (di vecchiaia o anticipata)
  • con almeno 5 anni di partecipazione ad un fondo pensione

Quanto accumulato fino a quel momento viene quindi erogato come pensione integrativa, che può essere richiesta:

  • per il 100% in rendita vitalizia, scegliendo eventualmente anche una tipologia specifica di rendita (ad esempio, reversibile)
  • per il 50% massimo in capitale e la parte restante in rendita.
  • per il 100% in capitale solo se la rendita che si ottiene risulta di importo inferiore ad una determinata soglia.

L’erogazione della pensione integrativa in rendita viene favorita dal sistema perché fa sì che la prestazione integri effettivamente la pensione pubblica di base, aggiungendosi mensilmente alla stessa. Inoltre, il capitale è destinato ad esaurirsi, mentre la rendita è erogata a vita intera

In caso di inoccupazione in un’età prossima al pensionamento, la pensione integrativa consente di accedere ad una pensione anticipata: a determinate condizioni, infatti, quanto accumulato fino a quel momento, o anche solo una parte, può essere richiesto sotto forma di Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).

In sostanza, il capitale viene frazionato in rate mensili per garantire un reddito dal momento in cui si rimane inoccupati fino a quello in cui si ha diritto alla pensione di vecchiaia.

Ecco le condizioni per richiedere la RITA: 

  • essere inoccupati al momento della richiesta
  • devono mancare al massimo 5 anni al raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia
  • occorre aver versato almeno 20 anni di contributi alla previdenza pubblica

Se l’aderente è inoccupato da più di 48 mesi, l’anticipo è esteso a 10 anni prima della pensione di vecchiaia.

Il fondo pensione aperto, come tutti i fondi pensione, è uno strumento di risparmio finalizzato con lo scopo primario di garantire una pensione aggiuntiva a quella pubblica, flessibile per ogni esigenza ed eventualità della vita e fiscalmente conveniente come nessun altro strumento di investimento.

Il percorso comincia calcolando la tua pensione pubblica

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