Hai mai pensato a come sarà la tua vita dopo il lavoro? Probabilmente hai sentito parlare di fondi pensione, ma il linguaggio tecnico può scoraggiare. In questa guida ti spieghiamo in modo semplice cosa sono, come funzionano e perché la pensione integrativa è oggi uno strumento indispensabile per il tuo futuro economico.
Fondi pensione: cosa sono?
Il fondo pensione è una forma di risparmio pensata per il lungo periodo. Il suo obiettivo è garantirti un’entrata extra quando smetterai di lavorare. Perché ne abbiamo bisogno? In Italia, la pensione pubblica tende a essere sensibilmente più bassa rispetto all’ultimo stipendio percepito. Questa differenza si chiama gap previdenziale. Mettere da parte dei risparmi oggi serve proprio a colmare questo “buco” e mantenere lo stesso tenore di vita in futuro.
L’adesione è sempre libera e volontaria. Non ci sono limiti di categoria: possono aderire dipendenti (pubblici e privati), autonomi, professionisti, ma anche studenti, casalinghe o figli minorenni a carico.
Che differenza c’è tra fondo pensione aperto, fondo pensione chiuso e piano individuale pensionistico?
Per orientarsi nel mondo della previdenza complementare, è fondamentale distinguere le tre tipologie di strumenti disponibili: i Fondi Aperti, i PIP e i Fondi Chiusi. La differenza risiede principalmente nei soggetti che li istituiscono e nei requisiti necessari per aderirvi.
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- I Fondi Pensione Aperti sono accessibili a chiunque, inclusi i non lavoratori o le persone fiscalmente a carico. Sono istituiti da banche, assicurazioni, SGR o SIM e permettono sia l’adesione individuale che quella collettiva (tramite accordi aziendali). La loro caratteristica principale è l’assenza di vincoli legati alla categoria professionale.
- I PIP (Piani Individuali Pensionistici) sono invece forme pensionistiche create esclusivamente da imprese assicurative. Sebbene siano tecnicamente contratti di assicurazione sulla vita, seguono la stessa normativa dei fondi pensione. Si differenziano dagli altri strumenti perché prevedono unicamente adesioni di tipo individuale, offrendo una soluzione personalizzata per il risparmio previdenziale.
- I Fondi Pensione Chiusi (detti anche negoziali o di categoria) sono riservati a specifiche categorie di lavoratori. Sono istituiti tramite contratti collettivi o accordi tra sindacati e datori di lavoro. In questo caso, l’adesione è esclusivamente in forma collettiva e limitata ai dipendenti appartenenti a quel determinato settore o azienda.
Fondo pensione e Pensione integrativa: facciamo chiarezza
Spesso i due termini vengono usati come sinonimi, ma esiste una distinzione precisa: il fondo pensione è lo strumento tecnico e finanziario attraverso cui si risparmia; la pensione integrativa è invece il beneficio finale (la rendita) che si ottiene. L’obiettivo è colmare il divario tra l’ultimo stipendio e la pensione pubblica, garantendo un futuro economico più stabile.
Fondi pensione: come funzionano i versamenti volontari e/o il versamento del TFR?
Una volta scelto il fondo, decidi tu quanto e quando versare. Puoi impostare un piano mensile oppure fare versamenti liberi ogni anno. Se le tue disponibilità cambiano, puoi sospendere o riprendere i versamenti in qualsiasi momento senza penali.
Per i lavoratori dipendenti c’è un vantaggio in più: puoi scegliere di versare nel fondo il tuo TFR (Trattamento di Fine Rapporto) invece di lasciarlo in azienda. In questo modo, il tuo “TFR” viene investito per generare potenziali guadagni nel tempo.
Chi può fare il fondo pensione?
Praticamente chiunque può sottoscrivere un fondo pensione, fatta eccezione per i fondi “chiusi” riservati a specifiche categorie.
L’adesione è libera, a prescindere dalla professione e senza limiti di età, tranne per i pensionati che devono rispettare requisiti specifici.
Un genitore può aprire un fondo pensione per i figli, anche se minorenni. In questo caso, il figlio risulta fiscalmente a carico e il genitore ottiene un beneficio fiscale (deducibilità) sui contributi versati per lui.
Oltre ai lavoratori dipendenti che scelgono di versare il proprio TFR, possono iscriversi anche autonomi, liberi professionisti e chi non ha un impiego, come studenti o casalinghe.
Per i dipendenti pubblici esiste una particolarità: il TFR può essere destinato solo al fondo pensione negoziale della propria categoria. Per i versamenti volontari, invece, sono liberi di scegliere qualsiasi fondo pensione privato.
Infine, chi è già pensionato può iscriversi solo a queste condizioni:
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- Se è un pensionato anticipato e gli manca almeno un anno al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni).
- Se è già in pensione di vecchiaia, ma continua a svolgere un’attività di lavoro dipendente.
Sono quindi esclusi i pensionati a cui manca meno di un anno alla soglia di vecchiaia o che svolgono un’attività di lavoro autonomo/libera professione.
Rendimenti fondi pensione: come scegliere la linea di investimento
Il sistema di previdenza integrativa funziona secondo il meccanismo della capitalizzazione per cui quanto versato nel fondo pensione viene investito nei mercati finanziari al fine di generare rendimenti e, una volta raggiunta l’età pensionabile, quanto accumulato verrà erogato sotto forma di pensione integrativa da affiancare alla pensione pubblica.
Ogni fondo pensione offre diversi comparti di gestione tra cui scegliere per investire i propri contributi, ciascuno differenziato per grado di rischio e rendimento a seconda degli strumenti finanziari di cui si compone.
Per individuare la linea più adatta, è fondamentale valutare due elementi: l’orizzonte temporale (quanti anni mancano alla pensione) e la propria propensione al rischio (la capacità di tollerare variazioni di valore nel breve termine).
In genere all’interno di ogni fondo pensione è possibile distinguere tra quattro diverse tipologie di comparti:
- il comparto azionario, investe principalmente in titoli azionari e pur essendo più rischioso offre rendimenti tendenzialmente superiori nel lungo periodo
- il comparto bilanciato che investe in parte in azioni e in parte in obbligazioni e rappresenta una via di mezzo tra l’azionario e l’obbligazionario
- il comparto obbligazionario, investe principalmente in obbligazioni e titoli di stato, tipicamente meno rischioso ma con rendimenti inferiori
- Il comparto garantito che garantisce appunto la restituzione del capitale versato
Fondo pensione: qual è la linea di gestione più adatta per me?
Non esiste una risposta univoca: la scelta dipende dal tempo che hai a disposizione e dal tuo profilo di rischio. Se sei giovane e hai un orizzonte temporale lungo, i comparti dinamici (azionario o bilanciato) sono spesso i più indicati. Al contrario, se sei vicino al pensionamento o preferisci la massima prudenza, è meglio optare per linee obbligazionarie o garantite, che proteggono i risparmi accumulati riducendo l’esposizione alle oscillazioni dei mercati.
Fondo pensione: si adatta alle tue esigenze nel tempo
Il fondo pensione è uno strumento flessibile: puoi modificare liberamente l’importo e la frequenza dei tuoi versamenti in base alle tue disponibilità economiche. Inoltre, se dopo due anni non sei soddisfatto, puoi trasferire la tua posizione in un altro fondo senza perdere l’anzianità contributiva necessaria per i vantaggi fiscali. Hai anche la possibilità di cambiare comparto (switch), diversificare l’investimento o scegliere l’opzione “LifeCycle”: un programma che sposta automaticamente i tuoi risparmi verso linee sempre più prudenti man mano che ti avvicini alla pensione.
Come stanno andando i fondi pensione: rendimento 2024 e ultimi 10 anni
Per analizzare le performance della previdenza complementare, bisogna considerare due fattori chiave:
- Si tratta di investimenti a lungo termine, quindi i risultati vanno valutati su periodi ampi (almeno 10 anni).
- Versare il TFR nel fondo pensione offre, oltre ai vantaggi fiscali, rendimenti che storicamente superano la rivalutazione standard del TFR in azienda.
I dati COVIP confermano che nel 2024 i rendimenti medi sono stati positivi in tutti i comparti, con picchi significativi nell’azionario. Nel dettaglio, il 2024 ha registrato un +6,0% per i fondi chiusi, +6,5% per i fondi aperti e +9,0% per i PIP (ramo III). I comparti garantiti dei PIP (ramo I) hanno segnato un +1,4%.
Su un orizzonte di dieci anni (2014-2024), il rendimento medio annuo composto è stato del 2,2% per i fondi chiusi, 2,4% per i fondi aperti e 2,9% per i PIP di ramo III. Nello stesso periodo, la rivalutazione del TFR si è attestata al 2,4% annuo, confermando la competitività della previdenza integrativa.
Fonte Covip: La previdenza complementare. Principali dati statistici. Aggiornamento dicembre 2024
Le performance della previdenza integrativa si confermano solide nel tempo, anche superando fasi critiche come quella del 2022. In quell’anno, i mercati finanziari hanno subito un doppio colpo: il calo dei titoli azionari e il rialzo dei tassi d’interesse, che ha causato una diminuzione del valore delle obbligazioni.
Per completezza, ricordiamo i rendimenti medi registrati nel 2022:
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- Fondi pensione chiusi: -9,8%
- Fondi pensione aperti: -10,7%
- PIP (ramo III): -11,5%
- PIP ramo I (gestioni separate): +1,1% (l’unico comparto positivo grazie alla gestione del capitale garantito).
Nonostante questi cali temporanei, la storia dei mercati insegna che la previdenza complementare va valutata su orizzonti di 10, 20 o 30 anni. Su periodi così estesi, le fasi di crescita tendono a compensare ampiamente i momenti di volatilità, garantendo un accumulo di capitale efficace per il tuo futuro.
Rendimento 2024 fondi pensione chiusi
I fondi pensione chiusi chiudono il 2024 con un +6,0% e nei rispettivi comparti:
- azionario +10,40%
- bilanciato +6,40%
- obbligazionario misto +5,70
- garantito +3,5%
Rendimento 2024 fondi pensione aperti
I fondi pensione aperti hanno ottenuto un rendimento 2024 complessivo pari a +6,0% e nei rispettivi comparti:
- azionario +10,40%
- bilanciato +6,60%
- obbligazionario misto +2,90
- garantito +3,10%
Rendimento 2024 Piani individuali pensionistici (PIP) 2024
I Piani individuali pensionistici (PIP) hanno reso al 31/12/2024 in generale il +9,0% e nei rispettivi comparti:
- azionario +12,90%
- bilanciato +7,00%
- obbligazionario misto +2,00
- garantito +1,40%
Fonte Covip: La previdenza complementare. Principali dati statistici. Aggiornamento dicembre 2024
Rendimento 2023 fondi pensione chiusi
I fondi pensione chiusi chiudono il 2023 con un +6,7% e nei rispettivi comparti:
- azionario +10,0%
- bilanciato +6,9%
- obbligazionario misto +7,2%
- obbligazionario puro -2,8%
- garantito +4,2%
Fonte: La previdenza complementare – principali dati statistici COVIP dicembre 2023
Rendimento 2023 fondi pensione aperti
Nel 2023 il rendimento dei fondi pensione aperti è superiore rispetto a quello dei fondi pensione chiusi, con un +7,9% complessivo.
- nel comparto azionario +11,3%
- nel comparto bilanciato +8,3%
- nel comparto obbligazionario misto +4,4%
- nel comparto obbligazionario puro +4,4%
- nel comparto garantito +4,6%
Fonte: La previdenza complementare – principali dati statistici COVIP dicembre 2023
Rendimento 2023 Piani individuali pensionistici (PIP)
Infine, i PIP (Piani Individuali Pensionistici) hanno ottenuto un rendimento complessivo nel 2023 del +8,3%.
- nel comparto azionario +11,4%
- nel comparto bilanciato +7,1%
- nel comparto obbligazionario +2,9%
- nel comparto garantito +1,3%
Fonte: La previdenza complementare – principali dati statistici COVIP dicembre 2023
Riscatti fondo pensione: quale tipologia di erogazione scegliere
Al raggiungimento dei requisiti per la pensione pubblica, la previdenza complementare offre oggi una flessibilità senza precedenti. Grazie alle recenti novità legislative, l’aderente può decidere come incassare il capitale accumulato nel tempo scegliendo tra diverse soluzioni personalizzate, pensate per massimizzare il benessere economico nella terza età.
1. Liquidazione in Capitale (fino al 60%)
La riforma del 2026 ha innalzato la soglia di liquidità immediata: oggi è possibile riscattare subito sotto forma di capitale fino al 60% del montante totale accumulato. La parte rimanente (almeno il 40%) viene convertita in una rendita periodica per garantire un sostegno economico costante nel tempo.
2. Riscatto Totale del Capitale (100%)
Rimane confermata la possibilità di ritirare l’intera somma in un’unica soluzione (100% in capitale) qualora il montante accumulato sia contenuto. Nello specifico, questa opzione è percorribile se la rendita derivante dalla conversione del 70% del capitale risulta inferiore al 50% dell’assegno sociale annuo.
3. Erogazione in Rendita (100%)
Per chi desidera la massima sicurezza, è possibile convertire l’intero capitale in una rendita mensile a vita. Il mercato offre diverse tipologie per adattarsi alle esigenze familiari:
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Vitalizia: erogata finché l’aderente è in vita.
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Reversibile: in caso di decesso, la prestazione continua a essere versata a un beneficiario designato (es. il coniuge).
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Controassicurata: garantisce la restituzione del capitale residuo non ancora erogato ai beneficiari in caso di premorienza.
4. Le Nuove Opzioni di Flessibilità: Durata Definita e Prelievi Liberi
La vera rivoluzione della Legge di Bilancio 2026 riguarda l’introduzione di strumenti di gestione dinamica:
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Rendita a Durata Definita: permette di scegliere un periodo certo di erogazione (es. 10 o 15 anni). Se l’aderente viene a mancare prima della scadenza, il capitale residuo viene liquidato integralmente agli eredi, eliminando il rischio di perdita dei risparmi.
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Piano di Prelievi Frazionati: l’aderente può decidere di non convertire subito il capitale in rendita, ma di effettuare prelievi programmati o liberi in base alle proprie necessità, mantenendo il resto delle somme investite nel fondo per continuare a beneficiare dei rendimenti finanziari.
Un incentivo fiscale potenziato
Ricorda che la convenienza di queste scelte è supportata da una fiscalità agevolata: dal 2026 il tetto di deducibilità fiscale dei contributi versati è salito a 5.300 euro annui. Questo significa che ogni euro investito oggi riduce le tasse attuali e si trasforma in una risorsa preziosa e flessibile per il tuo domani.
Anticipazioni fondo pensione: le flessibilità della previdenza integrativa
Durante la fase di accumulo, la previdenza integrativa offre importanti margini di flessibilità, permettendo di accedere al capitale maturato prima del pensionamento. In qualsiasi momento, è possibile richiedere un’anticipazione fino al 75% della posizione per far fronte a gravi spese sanitarie. Trascorsi otto anni di iscrizione, la medesima soglia del 75% è ottenibile per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa (per sé, il coniuge o i figli), mentre resta disponibile un prelievo fino al 30% per qualsiasi altra esigenza personale.
Oltre alle anticipazioni, il sistema tutela l’aderente in caso di difficoltà occupazionale: è infatti possibile richiedere il riscatto del fondo pensione (parziale al 50% o totale al 100%) in caso di mobilità, inoccupazione prolungata o invalidità.
Tassazione fondi pensione: vantaggi fiscali in ogni fase
Come analizzato in dettaglio nell’articolo “Previdenza integrativa e vantaggi fiscali: un sistema E-T-T” (il sistema E-T-T Exempt-Taxed-Taxed), aderire alla previdenza complementare garantisce benefici fiscali esclusivi in ogni momento del percorso di risparmio. La prima grande agevolazione riguarda la deducibilità fiscale: i contributi volontari versati possono essere sottratti dal reddito imponibile fino a un tetto di 5.300 euro annui, garantendo un risparmio IRPEF immediato direttamente in busta paga o in dichiarazione dei redditi.
Anche durante la fase di accumulo, il fondo pensione si rivela più efficiente rispetto ad altre forme di investimento finanziario. I rendimenti generati dalla gestione sono infatti soggetti a un’aliquota agevolata del 20% (che scende al 12,5% per la quota investita in Titoli di Stato), una tassazione decisamente più vantaggiosa rispetto al 26% applicato su conti deposito o azioni.
Infine, al momento dell’erogazione della prestazione, viene applicata una tassazione finale estremamente ridotta sulla parte di capitale non ancora tassata. L’aliquota base del 15% si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a scendere a un minimo del 9% dopo 35 anni di iscrizione. Questo meccanismo premia la lungimiranza, rendendo il fondo pensione lo strumento di risparmio fiscalmente più conveniente sul mercato.
Fondi pensione migliori: cosa guardare per scegliere il più adatto
Il mercato della previdenza integrativa offre un’ampia gamma di opzioni; tuttavia, per individuare i fondi pensione migliori, è fondamentale analizzare alcune variabili chiave che impattano direttamente sul tuo futuro economico:
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Costi: le commissioni e le spese di gestione possono erodere significativamente il capitale nel lungo periodo. Scegliere un fondo con costi contenuti è essenziale per massimizzare il risparmio netto.
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Rendimenti: seppur non garantiscano le performance future, i dati storici sono un indicatore prezioso della capacità strategica e dell’efficienza del gestore.
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Volatilità: a parità di comparto (es. azionario o bilanciato), alcuni fondi mostrano oscillazioni più marcate. È cruciale valutare il grado di rischio in base all’età e all’orizzonte temporale mancante alla pensione.
Oltre ai numeri, l’affidabilità e la solidità del gestore sono elementi indispensabili, che devono tradursi in una consulenza professionale costante e in un’assistenza puntuale nel tempo. Il fondo pensione è infatti uno strumento di risparmio che ti accompagnerà per decenni: avere un punto di riferimento esperto ti permetterà di sfruttare al meglio le opportunità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, come l’innalzamento della deducibilità a 5.300 euro annui o le nuove opzioni di rendita a tutela degli eredi.
È importante ricordare che non sei vincolato per sempre alla scelta iniziale: dopo due anni di permanenza, puoi richiedere il trasferimento della tua posizione verso un nuovo fondo. Questa operazione permette di spostare l’intero capitale accumulato senza alcuna penalità fiscale, garantendo dinamismo al tuo investimento. Infine, l’intero sistema è caratterizzato da un elevato grado di sicurezza, grazie alla rigorosa vigilanza della COVIP e al principio di intoccabilità del patrimonio degli aderenti.
La massima tutela del risparmiatore: l’indistraibilità del capitale
Un elemento cardine che rende il fondo pensione uno degli strumenti più sicuri sul mercato è il principio di indistraibilità dei risparmi dal loro fine previdenziale. Benché la solidità del gestore sia un fattore importante, è fondamentale sapere che il patrimonio del fondo è giuridicamente separato da quello della società che lo amministra. Questo significa che il capitale accumulato è del tutto intoccabile: rimane protetto in caso di fallimento o altre procedure concorsuali del gestore e, allo stesso modo, è al riparo da eventuali pignoramenti da parte di creditori, sia del gestore stesso che dell’aderente.
Dal punto di vista della gestione finanziaria, il sistema offre una flessibilità costante: il comparto di investimento può essere modificato già dopo un anno di partecipazione, permettendoti di adattare il profilo di rischio alle tue mutate esigenze. Inoltre, la forza della previdenza integrativa risiede nel suo orizzonte temporale: le normali oscillazioni dei mercati al ribasso vengono fisiologicamente riassorbite dai cicli di crescita nel lungo periodo, proteggendo il valore del tuo investimento. Grazie alla vigilanza continua della COVIP e alle tutele rafforzate dalla Legge di Bilancio 2026, i tuoi risparmi godono oggi di uno scudo protettivo senza eguali nel panorama finanziario.
Nel paragrafo conclusivo di questo articolo dedicato a come investire i tuoi risparmi nel fondo pensione troverai ulteriori dettagli per ottimizzare la tua strategia.
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Orientarsi tra le variabili dei diversi prodotti previdenziali non è semplice, specialmente dopo le importanti novità della Riforma 2026 che hanno introdotto nuove flessibilità nelle erogazioni e aggiornato i parametri fiscali. Per confrontare i fondi pensione in modo oggettivo e trasparente, Propensione.it mette a tua disposizione un algoritmo proprietario unico, capace di analizzare l’intero mercato per individuare la soluzione più adatta al tuo profilo in termini di costi, rendimenti, volatilità e garanzie.
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Come iscriversi ad un fondo pensione
Per iscriversi ad un fondo pensione, ciascun gestore richiede innanzitutto di compilare la propria modulistica di adesione. Ancora prima, è molto importante prendere visione della documentazione informatica, così da compiere una scelta del tutto consapevole.
Se il fondo pensione è per se stessi, bisogna indicare i propri dati anagrafici, mentre se il fondo pensione è per un minore fiscalmente a carico, vanno indicati anche i dati del legale rappresentante/genitore di cui l’aderente è a carico nell’apposito spazio della modulistica.
Oltre a queste informazioni personali, viene richiesto se si possiede già un altro fondo pensione e in caso affermativo se si vuole procedere con il trasferimento del fondo pensione in quello nuovo a cui si sta aderendo.
Sia che si aderisca ad un secondo fondo pensione senza trasferimento che con trasferimento, bisogna firmare per presa visione la scheda dei costi del fondo pensione di provenienza. Non preoccuparti, aderendo tramite propensione te la forniamo noi, potendo contare di tutta l’assistenza di cui hai bisogno.
Tutti i moduli di adesione, inoltre, contengono il questionario di autovalutazione predisposto dalla COVIP per verificare il grado di conoscenza della previdenza integrativa e, soprattutto, per dare un’indicazione di quale sia il comparto di gestione più adatto al proprio profilo. Vengono poste, in particolare, queste tre domande e in base al punteggio ottenuto c’è una tabella che indica le tipologie di comparto corrispondenti:
Schema esemplificativo COVIP
Nello schema esemplificativo predisposto dalla COVIP, dalle risposte indicate i comparti obbligazionario misto e bilanciato rappresentano la scelta indicativamente più adatta della griglia di valutazione.
Una volta compilato e firmato, il modulo di adesione viene trasmesso al gestore del fondo pensione che aprirà una posizione personale presso il fondo medesimo. Le tempistiche di apertura, infine, variano da fondo a fondo.
A quel punto, l’aderente al fondo pensione è libero di scegliere quanto versare e con che frequenza, potendo anche modificare o sospendere la contribuzione senza alcun limite.
Fondo pensione: come investire i tuoi risparmi
Quando conviene iniziare a versare nel fondo pensione?
Essendo il fondo pensione finalizzato ad integrare la pensione pubblica è uno strumento di risparmio di lungo periodo ed è quindi consigliabile iniziare a risparmiare il prima possibile. Maggiore infatti sarà il tempo che ti separa dalla pensione, più saranno le risorse che potrai accumulare nell’arco del tempo. Inoltre, il tempo ti premia non solo per l’accumulo e i rendimenti che puoi ottenere ma anche con dei benefici di minor tassazione: dopo 35 anni di adesione l’aliquota applicata alla prestazione finale scenderà dal 15% al 9%. Quindi prima si aderisce maggiore sarà il risultato.
Cosa succede ai miei risparmi in caso di una crisi finanziaria?
E’ normale che nel corso degli anni ci siano delle turbolenze sul mercato a causa di periodi temporanei di crisi finanziarie (ad esempio la crisi del 2008 a seguito della quale, in pochi anni, i mercati hanno completamente recuperato le perdite iniziali). In questi casi la propria posizione accumulata potrebbe subire delle oscillazioni al ribasso. L’importante è non farsi prendere dal panico e restare focalizzati sul proprio obiettivo di lungo periodo. È sconsigliato controllare frequentemente l’andamento del proprio portafoglio in quanto subentrerebbe il fattore psicologico che andrebbe a creare panico e incertezza. Le oscillazioni positive compenseranno infatti, nel tempo, quelle negative. Bisogna quindi fidarsi del gestore scelto che ha tutto l’interesse a gestire al meglio la tua posizione e che nel farlo seguirà dei criteri di investimento non prettamente speculativi ma altamente differenziati, nel rispetto dei limiti prudenziali imposti dalla legge a tutela dei risparmiatori.
Infatti, visto l’importante scopo sociale perseguito dai fondi pensione esiste un organo autonomo della Repubblica Italiana inoltre, la Covip, che garantisce il corretto funzionamento dei fondi pensione e tutela gli aderenti e vigila sui gestori imponendo stringenti vincoli sulla diversificazione degli investimenti.
Da non sottovalutare poi che i fondi pensione sono strumenti che garantiscono, per legge, l’assoluta protezione dei tuoi risparmi, che non possono essere toccati dai gestori del fondo al fine di far fronte a un’eventuale crisi economica o, peggio ancora, in caso di fallimento del gestore. Le risorse degli aderenti inoltre, sono sempre impignorabili e insequestrabili da parte di eventuali loro creditori.
Fondo pensione, cosa fare quando il mercato scende:
Ha senso modificare la cifra e la frequenza dei versamenti al fondo pensione?
La costanza nei versamenti premia sempre i risparmiatori, anche in tempi di crisi. Anzi, proprio in questi momenti in cui i mercati scendono è consigliabile, qualora si abbia la disponibilità, fare un versamento aggiuntivo, in quanto con lo stesso investimento si vanno ad acquistare più quote che verranno in seguito rivalutate generando maggiori utili.
È consigliabile riscuotere i propri risparmi o sospendere i versamenti qualora si verificassero delle oscillazioni di mercato?
No. È fortemente sconsigliato andare a riscuotere i risparmi che si sono accumulati nel fondo pensione, in quanto si otterrebbe il risultato contrario a quello che è il fine della pensione integrativa, andando ad abbassare notevolmente la cifra finale nel momento in cui si decidesse di riaprire il fondo pensione.
Inoltre, se si è scelto un comparto azionario o dinamico e si decide di riscattare in un momento in cui i mercati sono scesi, ciò che si è accumulato vale inevitabilmente di meno rispetto al momento ante crisi. Detta in altre parole ti ritroveresti a vendere proprio nel momento in cui i tuoi investimenti hanno un valore minore.
Dovrei modificare il comparto del mio fondo pensione? (Switch tra comparti)
Dipende, due sono le possibilità:
- o rimani fermo nel comparto in cui sei, senza dunque vendere le quote in un momento in cui valgono di meno
- se invece sei iscritto ad un comparto prudente e hai un’attitudine al rischio alta allora, quando il mercato scende è eventualmente il momento giusto per modificare il comparto passando a una linea più dinamica che, al momento della ripresa del mercato ti darà maggiori rendimenti.
Un altro fattore da tenere sempre in considerazione è l’orizzonte temporale che si ha davanti rispetto al momento in cui si andrà in pensione: più è lungo è più è consigliabile scegliere un comparto dinamico.
Dovrei aderire a un fondo pensione azionario in un momento di discesa, così da poter poi ottenere maggiori rendimenti nel momento di ripresa?
Se stai pensando di aderire a un fondo pensione in un momento in cui i mercati sono al ribasso, compatibilmente con l’orizzonte temporale che hai a disposizione, allora conviene scegliere un comparto prevalentemente azionario. Infatti, quando il mercato scende, con lo stesso investimento si acquistano più quote perchè hanno un minor valore e, alla ripresa, si rivaluteranno maggiormente generando maggiori rendimenti.
Cosa fare quando il mercato sale:
Regole generali:
1) Rimanere focalizzati sul proprio obiettivo
È fondamentale tenere a mente i propri obiettivi, specialmente quelli di lungo periodo. Il fondo pensione è infatti uno strumento che ripaga la costanza nel tempo e che nei momenti di mercato al rialzo rivaluta i tuoi risparmi. Inoltre, consigliamo di verificare che la linea di investimento che si è scelta corrisponda ancora al proprio profilo.
2) Avere costanza nei versamenti.
È importante mantenere una certa costanza nei versamenti che si effettuano al fondo pensione al fine di sfruttare al massimo questo strumento di risparmio, compensando le oscillazioni di mercato. Ricordiamo che i lavoratori dipendenti possono decidere di versare anche il proprio TFR nel fondo pensione che verrà quindi accantonato mensilmente e con costanza. Quanto invece ai versamenti personali questi sono liberamente determinabili e modificabili nel tempo per importo e frequenza.
3) Concentrarsi su altri fattori come ad esempio sui costi.
Nei fondi pensione esistono tre diverse tipologie di costo:
- Di adesione: molti fondi non li applicano, ma qualora dovessero esserci essi sono previsti una tantum e generalmente in cifra fissa.
- Sui versamenti: possono essere annuali in cifra fissa oppure applicati in percentuale su ogni versamento
- Di gestione: generalmente variano tra una linea di investimento e l’altra e la percentuale prevista viene applicata annualmente sull’intero capitale accumulato. Questa voce di costo è quella che, nel tempo, pesa maggiormente sul proprio risparmio.
È quindi importante andare a verificare quanto i costi possano incidere sul proprio capitale in base al piano di accumulo e di versamenti che si ha in mente: una variazione anche piccola dell’indice sintetico dei costi (ISC) che caratterizza ciascun comparto può influenzare notevolmente il proprio rendimento. Un ISC del 2% anziché dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di partecipazione al fondo del 18%.
Quando il mercato sale, ha senso modificare i versamenti al fondo pensione incrementando la cifra versata?
Il consiglio è sempre quello di contribuire con costanza. Per quanto riguarda invece versamenti extra, è ancora più consigliato farli nei periodi in cui il mercato è sceso in modo da acquistare più quote con lo stesso investimento e generare di conseguenza maggiori rendimenti.
La previdenza integrativa è un’opportunità importante per garantirti un tenore di vita adeguato al termine dell’attività lavorativa.
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