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La dichiarazione 730 precompilata, già eventualmente modificabile dal 2 maggio, potrà essere inviata fino al 23 luglio 2019.

Per chi ha ancora qualche dubbio rispetto alla deducibilità dei contributi versati dal fondo pensione di seguito troverà cinque casi più frequenti e nell’approfondimento successivo altri cinque esempi più specifici.

Nel Quadro E, relativo agli oneri e spese, sono indicati gli importi che danno diritto a una detrazione d’imposta e alla deduzione fiscale. Nel primo caso si tratta, ad esempio, delle spese sanitarie o dei premi pagati per l’assicurazione sulla vita alle condizioni previste. Le spese deducibili, invece, sono quelle che possono essere sottratte dal reddito complessivo, diminuendolo, con un conseguente risparmio IRPEF.

Chi è iscritto alla previdenza complementare e ha contribuito al proprio fondo pensione nel corso del 2018, quest’anno può portare in deduzione quanto versato dal reddito dichiarato. In particolare, dovrà indicare nella sezione II “contributi per previdenza complementare” gli importi corrispondenti.

Vediamo qualche esempio per approfondire tutto quello che c’è da sapere sulla deduzione fiscale dei contributi per la previdenza complementare.

  1. Leonardo, lavoratore dipendente di 45 anni che ha versato contributi entro il limite annuale di deducibilità di 5.164,57 euro annui
  2. Beatrice, medico libero professionista di 38 anni che ha versato contributi oltre il limite di deducibilità di 5.164,57 euro annui
  3. Carolina, trentaquattrenne impiegata in un’azienda privata che ha versato contributi anche per suo figlio fiscalmente a carico
  4. Virginia, avvocato di 29 anni in regime fiscale forfettario
  5. Saverio, titolare d’impresa di 36 anni che ha cambiato fondo pensione nel corso del 2018

Qual è il tuo caso?

1. Il 730 2019 di Leonardo: contributi entro il limite annuale di deducibilità

 

Leonardo ha 45 anni ed è un dipendente privato con un reddito annuo lordo dichiarato nel 2019 di 38.500 euro.

Nel corso del 2018 ha versato nel fondo pensione il suo TFR, che non è deducibile non essendo imponibile, e contributi personali per un totale di 5.000 euro, da compilare nella riga E27. Questi, rientrando nel limite di deducibilità  di 5.164,57 euro annui potranno essere integralmente dedotti.

Nella busta paga di luglio 2019 riceverà 1.900 euro di risparmio fiscale IRPEF.

2. La deduzione di Beatrice: versamenti annui oltre 5.164,57 euro

 

Beatrice è un medico libero professionista di 38 anni che nel 2018 ha versato nel fondo pensione, in un’unica soluzione, 6.500 euro. In questo caso può dedurre 5.164,57 euro, che è il tetto massimo di deducibilità annuale. A fronte di un reddito dichiarato di 67.000 risparmia di imposte IRPEF ben 2.118 euro. La parte eccedente di contributi versati nel fondo pensione, pari a 1.335,43 euro, godrà invece di un altro vantaggio fiscale: non sarà tassata in fase di erogazione della pensione integrativa. Questa, infatti, è soggetta ad una ritenuta con aliquota agevolata (cioè tra il 15% e il 9% a seconda del periodo di partecipazione al fondo pensione contro le aliquote IRPEF tra il 23% e il 43%) ma è in parte esente fiscalmente.

La base imponibile della pensione integrativa su cui è applicata la ritenuta non considera quanto è stato già tassato nelle fasi precedenti e risulta esente, quindi, quella parte di prestazione pensionistica formata da:

  • rendimenti già tassati in fase di accumulo
  • contributi che non sono stati dedotti fiscalmente

Beatrice, per avvalersi di questo ulteriore vantaggio dovrà quindi comunicare al suo gestore, entro il 31 dicembre 2019, di non aver dedotto 1.335,43 euro versati nel fondo pensione nel 2018.

3. Carolina e i versamenti per il figlio fiscalmente a carico

Carolina, impiegata in un’azienda privata di 34 anni e aderente da più di due anni ad un fondo pensione, ha iscritto anche suo figlio minore come soggetto fiscalmente a carico. Oltre a quanto versato nel fondo pensione per la sua posizione, può dedurre anche i contributi versati a favore del figlio Massimo, e questo anche se è a carico di Carolina per il 50% e per il 50% del marito.

Avendo versato complessivamente 3.600 euro (200 euro mensili per la sua posizione e 100 euro mensili per il figlio), portandoli in deduzione da un reddito lordo di 30.000 euro risparmia sulle tasse 1.192 euro.

4. Virginia, avvocato in regime forfettario

Virginia ha ventinove anni ed è un avvocato la cui attività professionale presenta i requisiti per accedere al regime fiscale forfettario, avendo un reddito dichiarato di 27.000 euro. Nel corso del 2018 ha versato 1.000 euro di contributi al suo fondo pensione che, non essendo deducibili fiscalmente, dovrà dichiarare al suo gestore come non dedotti.

In questo modo saranno esenti a scadenza in fase di erogazione della pensione integrativa (come nel caso di Beatrice per i contributi versati oltre il tetto massimo di deducibilità).

5. Saverio, ha cambiato fondo pensione nel corso del 2018

Saverio è un titolare d’impresa di 36 anni che nel corso del 2018 ha cambiato fondo pensione, trasferendo quanto accumulato in un prodotto più in linea che le sue nuove esigenze.

Come funzionerà la deduzione fiscale in questo caso? Nulla cambia rispetto alle regole ordinarie e quanto versato nel 2018 sarà deducibile nella dichiarazione 2019. Fino a marzo ha versato 1.000 euro nel vecchio fondo pensione e a partire da aprile fino a dicembre 2018 ha versato altri 6.500 euro. A fronte di un reddito di 69.500 euro risparmia 2.117 euro.

Il capitale trasferito, invece, non sarà deducibile perché versato e già dedotto negli anni precedenti.

 

Infine ci sarà chi si è iscritto e ha contribuito quest’anno, che quindi potrà portare i versamenti in deduzione nel 2020, o chi deve ancora trovare il fondo pensione a cui aderire. Per questo propensione.it è al tuo fianco per individuare il prodotto più adatto e assisterti per qualsiasi esigenza.

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