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Ogni forma di risparmio o di investimento ha la propria finalità e al momento della sottoscrizione il risparmiatore si pone un obiettivo specifico. Se lo scopo è quello di costruirsi una pensione integrativa da affiancare alla pensione pubblica il prodotto da scegliere è il fondo pensione. Quali sono i suoi tratti distintivi per non confonderlo con altri strumenti che spesso vengono proposti a fini pensionistici?

Ecco un identikit del fondo pensione contenente i suoi dieci tratti distintivi ed esclusivi.

1. Fondo pensione aperto, chiuso o piano individuale pensionistico le tre tipologie

 

Si tratta di un fondo pensione, detto anche forma pensionistica complementare, se riporta una delle seguenti denominazioni:

  • fondo pensione aperto: sono quelle forme pensionistiche gestite da SGR, imprese assicurative, banche o SIM alle quali ci si può iscrivere sia individualmente che collettivamente
  • fondo pensione chiuso: sono forme pensionistiche che prevedono esclusivamente adesioni collettive da parte di un delimitato gruppo omogeneo di lavoratori sulla base di contratti collettivi o accordi aziendali
  • piano individuale pensionistico – PIP: sono forme pensionistiche complementari esclusivamente individuali gestite da imprese assicurative.

Per approfondire nel dettaglio leggi l’articolo sulle diverse tipologie di fondi pensione.

Ogni fondo pensione, inoltre, offre generalmente quattro tipologie di comparti di gestione tra cui scegliere: 1. azionari, 2. obbligazionari, 3. bilanciati, distinti a seconda della prevalenza di investimenti in azioni o obbligazioni, e 4. garantiti, che prevedono la garanzia di restituzione del capitale versato o di un rendimento minimo.

2. Covip: vigilanza e albo dei fondi pensione

 

Altro tratto distintivo dei fondi pensione è quello di essere vigilati da un’apposita Autorità, la Commissione di Vigilanza sui fondi pensione (Covip), a presidio degli aderenti e dei loro investimenti.

Inoltre, ciascuna forma pensionistica complementare riporta il proprio numero di iscrizione nell’ Albo dei fondi pensione tenuto dalla Covip stessa.

3. Deducibilità dei contributi versati nel fondo pensione

 

Si è iscritti ad un fondo pensione se i contributi versati annualmente sono deducibili dal reddito IRPEF entro l’ammontare di 5.164,57 euro. La deduzione fiscale, inoltre, spetta anche nel caso di versamenti fatti per un soggetto fiscalmente a carico, come ad esempio un figlio minore.

Ogni anno, quindi, grazie alla previdenza integrativa si risparmia sulle tasse perché quanto versato diminuisce l’imponibile fiscale su cui vengono applicate le aliquote IRPEF previste per scaglione di reddito.

4. Regime fiscale agevolato anche in fase di accumulo e di erogazione

 

Vista l’importanza di costruirsi una pensione integrativa, lo Stato incentiva l’adesione al fondo pensione con un regime fiscale agevolato “dall’inizio alla fine”. Oltre all’esenzione in fase di contribuzione grazie alla deducibilità fiscale, è prevista una tassazione agevolata sia sui rendimenti in fase di accumulo che sulla prestazione pensionistica in fase di erogazione. Il sistema è quindi abbreviato con la sigla E-T-T (esenzione in fase di contribuzione, tassazione agevolata in fase di accumulo e tassazione agevolata in fase di erogazione).

Il regime fiscale agevolato della previdenza integrativa secondo il sistema E-T-T

5. Fondo pensione e TFR

 

Il lavoratore dipendente che si iscrive ad un fondo pensione ha la possibilità di versare il suo TFR, sia all’atto dell’assunzione presso un datore di lavoro che in un momento successivo, anziché lasciarlo in azienda. Si tratta di una facoltà molto vantaggiosa che è prevista esclusivamente per le forme pensionistiche complementari.

6. Impignorabilità del fondo pensione e limite di un quinto

 

In fase di accumulo, i risparmi accantonati e investiti nel fondo pensione sono intoccabili per legge. Si tratta infatti di un patrimonio autonomo e separato rispetto a quello complessivo del gestore e questo comporta che le risorse versate e accantonate dagli aderenti sono protette in caso di:

  • pignoramento da parte di creditori (sia del gestore del fondo pensione che dell’aderente stesso)
  • fallimento o altra procedura concorsuale del gestore

In fase di erogazione, la pensione integrativa è protetta come la pensione pubblica perché è pignorabile nel limite di un quinto. Questa misura va rapportata a un parametro denominato “minimo vitale”, che a sua volta è pari al massimo dell’assegno mensile sociale (INPS) aumentato della metà. Sono dunque pignorabili, nel limite di un quinto, solo le somme che eccedono questo importo. Quest’anno l’assegno sociale è pari a 458 euro mensili, quindi è pignorabile solo un quinto della parte di pensione integrativa superiore a 687 euro (458+229).

Qui puoi approfondire tutte le modalità di protezione del fondo pensione per i suoi aderenti.

7. Trasferibilità tra fondi pensione

 

Se si è iscritti ad un fondo pensione è previsto un apposito meccanismo che consente di cambiare prodotto trasferendo direttamente la posizione accumulata nel fondo pensione di provenienza a favore di quello prescelto. Si tratta di un’importante forma di flessibilità assolutamente libera, con il solo limite di permanenza di almeno due anni nel fondo pensione originario, a meno che non si perdano i requisiti partecipativi al fondo pensione chiuso e in questo caso non c’è alcun vincolo temporale.

La trasferibilità nell’ambito del sistema di previdenza integrativa è riconosciuta anche per chi è iscritto alle forme individuali pensionistiche attuate tramite contratti assicurativi sulla vita ma non adattate alla nuova normativa e come tali denominate “vecchi PIP”.

8. La prestazione pensionistica in rendita e/o capitale

 

Il fondo pensione viene scelto per ottenere una pensione integrativa da affiancare alla pensione pubblica. La prestazione finale spetta nel momento in cui l’aderente matura i requisiti per il pensionamento nel regime obbligatorio di appartenenza e può scegliere di farsi erogare una prestazione:

  • interamente in rendita vitalizia, scegliendo tra le diverse tipologie offerte, come ad esempio una rendita reversibile
  • fino alla metà in capitale in un’unica soluzione e la parte restante in rendita
  • interamente in capitale a determinate condizioni
  • anticiparla di cinque o dieci anni rispetto al pensionamento ordinario richiedendo la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).

9. Fondo pensione e le sue flessibilità

 

Si è iscritti ad un fondo pensione se l’aderente può godere delle seguenti flessibilità:

  • può scegliere liberamente con quanto contribuire e con che frequenza
  • può modificare o sospendere gli importi dei versamenti in qualsiasi momento
  • può scegliere e modificare il comparto di investimento
  • può richiedere quanto accumulato prima del pensionamento sotto forma di anticipazione, fino al 75% per spese sanitarie o acquisto/ristrutturazione della prima casa e fino al 30% per qualsiasi altra esigenza
  • può riscattare il 50% o il 100% del capitale accumulato in caso di inoccupazione o invalidità
  • può ampliare la protezione offerta con le garanzie assicurative accessorie offerte dal fondo pensione

10. La documentazione informativa del fondo pensione

 

Un altro elemento che agevola l’individuazione di un fondo pensione rispetto ad altri strumenti di risparmio è la documentazione informativa che viene consegnata prima dell’adesione:

  • le informazioni chiave dell’aderente, ossia la prima sezione della nota informativa completa che illustra le caratteristiche principali del fondo pensione, come la scheda dei costi e i rendimenti passati di ciascun comparto di investimento
  • la mia pensione complementare standardizzata, cioè un documento che illustra la possibile evoluzione della posizione individuale di alcune figure tipo di aderenti.

Ci sono poi altri documenti, consegnati a richiesta dell’aderente, tra cui la nota informativa e il regolamento del fondo pensione.

Queste le principali caratteristiche dei fondi pensione.

Come scegliere quello più adatto a sé?

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